
Il progetto "Open Doors: Europe for Citizens" affronta la problematica dei migranti forzati in alcuni dei paesi di confine dell'Unione Europea (Italia, Grecia Spagna, Ungheria, Cipro) al fine di migliorare i meccanismi di inclusione sociale.
Obiettivi specifici:
- Fornire un quadro completo del sistema di inclusione sociale per i rifugiati e richiedenti asilo in Italia, Grecia Spagna, Ungheria e Cipro. Ciò contribuirà a promuovere la dimensione europea della coesione sociale con gli immigrati e i rifugiati e permetterà di migliorare reciprocamente le capacità di lavorare sulla questione e stimolerà le istituzioni a migliorare le pratiche per l'integrazione sociale.
- Sensibilizzazione dell'opinione pubblica sulla necessità di migliorare l'inclusione sociale dei migranti forzati in Europa: questa campagna mira a coinvolgere la società civile e sensibilizzare l'opinione pubblica sull'importanza di rivedere le politiche dei rifugiati e dei richiedenti asilo per migliorare l'inclusione sociale, che attualmente rientra nell'ambito delle politiche umanitarie.
Una web conference per iniziare a costruire l’incontro dei movimenti euromediterranei sull’isola.
Appuntamento per il 29 novembre all'Ambasciata dei Diritti alle 18,30.

Lampedusa ha bisogno di noi. Perché è già passato oltre un mese dal
naufragio del 3 ottobre scorso ed in questo periodo abbiamo visto ancora
sbarchi, ancora morti, perché non è finita l’attesa dei superstiti e
non si è risolto il dramma delle vittime e delle loro famiglie.
Perché nonostante tutto quello che è successo, ancora, l’Europa ed i
suoi Stati propongono come unica ricetta di “gestione” dei fenomeni
migratori la politica del confine, della detenzione, del rafforzamento
di Frontex, delle operazioni militari/umanitarie di controllo delle
frontiere.
Lampedusa ha bisogno di noi perché rischia di essere
utilizzata per l’ennesima volta dalla politica istituzionale. Perché
mentre le telecamere dei media si sforzano di raccontare la vita di
un’isola accogliente, l’operazione Mare Nostrum l’ha trasformata in
un’enorme caserma, polo logistico delle operazioni di pattugliamento del
controllo del Mediterraneo.
Lampedusa ha bisogno di noi perché
deve poter sperare in un futuro diverso, così come milioni di cittadini
che vivono lo spazio Euromediterraneo hanno bisogno di poter sperare in
un’Europa diversa.
Per questo rispondiamo all’appello lanciato
dall’isola per dare vita ad un percorso di cambiamento vero
dell’Europa, delle sue politiche e delle regole nazionali e comunitarie
che la costringono a vivere una vita di frontiera: “la carta di
Lampedusa”. Un patto, una coalizione, un incontro, una campagna
nazionale ed euromediterranea.
Perché Lampedusa ha bisogno di
tutti quelli che vorranno mettersi in movimento a partire dal rifiuto
della logica del controllo delle frontiere, dei respingimenti,
dell’arretramento del diritto d’asilo, della detenzione, della
clandestinizzazione, della discriminazione, dello sfruttamento, della
negazione dei diritti di cittadinanza.
Noi tutti abbiamo
bisogno di Lampedusa, della sua verità, della tenacia di chi ci vive,
della voglia di non farsi utilizzare per l’ennesima volta da chi dice di
voler cambiare per poi non cambiare mai nulla se non in peggio.
A partire da questo, invitiamo tutti ad una assemblea on-line il
prossimo venerdì 29 novembre alle ore 18.30, una web conference per
discutere insieme la costruzione di un grande incontro Euromediterraneo,
di una campagna di lotta e di proposta per un’Europa diversa.
Aprirà l’assemblea l’Associazione culturale Askavusa di Lampedusa
Partecipano e promuovono:
Edda Pando, Prendiamo la parola - Nicola Grigion, Progetto Melting Pot
Europa - Gabriella Guido, LasciateCIEntrare - Filippo Miraglia, Arci -
Paolo Cognini, Ambasciata dei Diritti Marche - Dagmawi Yimer, Archivio
delle Memorie Migranti - Alberto Biondo, Laici Missionari Comboniani -
Judith Gleidze, Borderline Sicilia/Borderline Europe - Sergio
Bontempelli, Ass.Africa Insieme Pisa - Serena Fondelli, ex Colorificio
Liberato/Progetto Rebeldia Pisa - Francesca Di Pasquale, Osservatorio
contro le discriminazioni razziali Nourredine Adnane - Grazia Naletto,
Lunaria - Alessandra Sciurba, Progetto Melting Pot Europa - Patrizio
Gonnella, Associazione Antigone - Piero Soldini, CGIL - Alfonso Di
Stefano, Rete Antirazzista catanese - Luca Bertolino, Razzismo Stop -
Fulvio Vassallo Paleologo - Martina Pignatti Morano, Un Ponte Per -
Federica Sossi, Venticinqueundici - Antonio Sanguinetti, Esc
Infomigrante - Stefano Galieni, Rifondazione Comunista - Laura Greco, A
Sud - Neva Cocchi, Cs TPO - Pamela Marelli, Associazione Diritti per
Tutti Brescia - Alessandra Ballerini, Terre des Hommes - Manila Ricci,
Associazione Rumori Sinistri - Mimma D’Amico, Csa Ex Canapificio Caserta
- Valeria Gambino, Un Ponte Per - Stefano Corradio, Articolo 21 - Ahmed
Id Bella, Razzismo Stop - Federica Zambelli, Associazione Città
Migrante - Marco Furfaro, SEL - Cecilia Mingarelli, Labpuzzle - Cinzia
Greco, CIPSI - Bruna Serio, YoMigro - Stefania Ragusa, Corriere delle
migrazioni - Anna Lodeserto, European Alternatives - Daniele Frigerio,
Giù le Frontiere - Giovanna Cavallo, Action