martedì 1 dicembre 2009
martedì 24 novembre 2009
mercoledì 29 luglio 2009
In vigore dall' 8 agosto il quinto provvedimento del pacchetto sicurezza
Pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 24 luglio la legge 15 luglio 2009, n. 94, recante 'Disposizioni in materia di sicurezza pubblica'.
La legge sulla sicurezza, che era stata approvata in via definitiva dal Senato della Repubblica il 2 luglio scorso, contiene cinque macro aree di intervento:
• immigrazione clandestina;
• criminalità organizzata;
• criminalità diffusa;
• sicurezza stradale;
• decoro urbano.
Fra le novità più rilevanti:
- l’introduzione del reato di ingresso e permanenza clandestina nel Paese;
- il prolungamento fino a 180 giorni dei termini di trattenimento nei centri di identificazione ed espulsione;
- le ronde;
- restituzione più rapida alla collettività dei beni sottratti alla mafia;
- la corresponsabilità dei dipendenti pubblici collusi;
- l’obbligo di denuncia dei tentativi di estorsione da parte delle imprese, pena l’esclusione dalle gare di appalti pubblici;
- il regime carcerario più duro per i sottoposti al 41 bis;
- l’inasprimento delle sanzioni per i guidatori in stato di ebbrezza, e sotto l’effetto di sostanze stupefacenti;
- stop ai matrimoni di convenienza.
lunedì 27 luglio 2009
24 luglio 2009 - ANCONA COME L’AQUILA DIFENDIAMO I TERRITORI IL PORTO È DI TUTTI
Siamo gli stessi che il 9 luglio scorso abbiamo promosso e realizzato la giornata di mobilitazione al porto di Ancona nella quale 2000 persone sono riuscite a violare la zona rossa, oltrepassare le barriere che ci separano dall’intera area portuale per ridare dignità ad un luogo strappato alla città, da sempre considerato un bene comune.
L’abbiamo fatto stando al fianco delle comunità vicentine e abruzzesi, nel segno del protagonismo dell'autonomia e dell'indipendenza affermate dalle stesse per dire che i territori sono di chi quotidianamente li vive e che la trasformazione del presente oggi è possibile solo attraverso la presa di decisioni in comune.
Per questo oggi vogliamo ribadire che essere solidali con le comunità abruzzesi significa innanzi tutto sostenere le lotte per la ricostruzione al 100% portate avanti dai comitati, sorti per affermarsi protagonisti delle scelte politiche sui loro territori rifiutando le logiche impositive di chi sfrutta queste tragedie per innalzare la propria immagine e di chi vuole trarre benefici economici dalla ricostruzione.
Inoltre visto che si tira in ballo la solidarietà ci sembra doveroso ricordare la tragedia umanitaria di cui quotidianamente soffre il nostro porto. Frontiera crocevia delle rotte della speranza di quei rifugiati che, fuggendo dalla fame e dalla guerra, si imbarcano lasciando il campo profughi di Patrasso, tentando di evitare i controlli di sicurezza e tentando di sopravvivere a condizioni estreme di un viaggio che per Zaher, per Amir e per tanti altri è finito sotto le ruote di un camion.
Queste vite umane chi li ricorda? Forse valgono di meno perché nate in un altro paese?
Ci auguriamo che il Porto di Ancona diventi luogo di accoglienza e non di respingimenti violenti che come oggi accade nega il diritto di asilo ai molti che tentano di ricostruirsi la propria vita altrove.
Ci auguriamo che l’intera zona del porto possa essere utilizzata per molte altre iniziative di solidarietà, il più possibile aperta alla cittadinanza, e che non sia solo un luogo ad uso e consumo delle forze dell’ordine che costantemente la presidiano.
Aprire alla cittadinanza senza confini lo spazio negato del porto, perché ritorni ad essere un bene comune di tutta la città. Dire basta alla vergogna dei respingimenti, per abbattere l'infrastruttura securitaria del nuovo razzismo aprendo le porte d'oriente alla libertà e ai diritti.
Ambasciata dei Diritti, Ass. ya Basta, Collettivo studentesco delle scuole superiori di Ancona, Polisportiva Antirazzista Assata Shakur, Osservatorio Faro sul Porto, alcuni cittadini e cittadine di Ancona.
giovedì 23 luglio 2009
FALKATRAZ 2009 - Assemblea sull'ideologia securitaria e le sue pratiche di resistenza
ore 18:00 "NOI NON ABBIAMO PAURA" per un'assemblea aperta sull'ideologia securitaria e le sue pratiche di resistenzaAPERTURA CON READIND a cura di Novella Palandrani e Rama Pollini.
Lettura di brani tratti da "Cpt lager italiani" di Marco Rovelli, "Evasioni e Rivolte" di Emilio Quadrelli e "Shock Economy" di Naomi Klein
PRESENTAZIONE DI:
*La campagna "Paura anche no" e la mostra itinerante "IL BABAU IN MOSTRA";
* IL FARO SUL PORTO - per un osservatorio - inchiesta sul tema respingimenti e asilo politico nel Porto di Ancona;
*La nuova Legge Regionale sull'immigrazione e il Pacchetto Sicurezza governatico, a cura di Ambasciata dei Diritti Marche;
ORE 21:00
PROIEZIONE DEI DOCUMENTARI "Come un Uomo sulla Terra" (durata 50") e "Hotel House" (durata 70")
IL PROGRAMMA COMPLETO DEL FESTIVAL
lunedì 20 luglio 2009
Sicurezza, la legge nel mirino della Ue Bruxelles vuole chiarimenti dall'Italia
Dopo le osservazioni del capo dello Stato, Giorgio Napolitano, e le critiche di Onu e Consiglio d'Europa, il pacchetto sicurezza entra nel mirino della Commissione Ue, unico organismo internazionale in grado di imporre modifiche qualora la norma violasse le regole comunitarie. Le critiche di Bruxelles saranno contenute in una lettera al governo italiano che dovrebbe partire con ogni probabilità già questa settimana.
La missiva fa il bis con quella già spedita mercoledì scorso con i dubbi Ue sui respingimenti nel canale di Sicilia firmata da Jonathan Faull, direttore generale del commissario alla Giustizia Jacques Barrot. Un questionario per capire se lo stop dei barconi sia in linea con le regole comunitarie sul diritto d'asilo. In poche parole, la partita si gioca intorno ad una domanda: "Come fa il governo italiano a garantire di non aver violato gli obblighi sul diritto d'asilo? Come avete fatto a valutare che a bordo non ci fossero persone idonee a essere protette nel nostro Paese, come richiedono le regole europee?".
Ma la vera offensiva Ue deve ancora arrivare e toccherà appunto la legge sulla sicurezza, setacciata punto per punto dai tecnici di Bruxelles. Non è ancora stato deciso se la richiesta di chiarimenti sulle nuove norme italiane sarà firmata direttamente dal commissario Barrot o ancora una volta dal suo direttore generale.
Sono invece già stati individuati i rilievi e le domande da rivolgere a Berlusconi. Secondo quanto riferiscono fonti Ue, tra i dubbi di Bruxelles c'è anche il reato di immigrazione clandestina: l'Italia è in grado di garantire che la nuova fattispecie toccherà solo gli extracomunitari? La seconda norma che non convince la Ue riguarda l'iscrizione all'anagrafe dei figli dei clandestini, che secondo i contestatori della legge sarà impossibile e secondo il governo è invece consentita. In terzo luogo i sospetti di Bruxelles sono rivolti all'aggravio dei costi per il permesso di soggiorno. Infine i riflettori della Ue si accenderanno sulle nuove regole per il trasferimento del denaro da parte degli immigrati, i cosiddetti money transfer. La legge prevede che i dati sui versamenti verso il paese d'origine vengano raccolti e immagazzinati dalle autorità, con il timore da parte di Bruxelles di una violazione delle regole sulla tutela dei dati personali.
Ma non finisce qui, perché la Commissione è intenzionata a non fare sconti e si prepara a esaminare a fondo i decreti d'attuazione delle varie disposizioni previste dal dl sicurezza. E se l'Italia non convincerà la Ue, il commissario Barrot potrebbe ingiungere delle modifiche.
Intanto ieri il sottosegretario alla Famiglia, Carlo Giovanardi, che aveva già chiesto con successo la "sanatoria" per le badanti, ha chiesto l'abolizione del reddito minimo per la regolarizzazione delle collaboratrici domestiche: "La proposta del limite di 20 mila euro di reddito per il single e di 25 mila per i nuclei familiari, senza il quale il datore di lavoro non può mettere in regola una colf, crea più problemi di quanti ne risolva. Impone per legge un principio di classe e non tiene conto dei risparmi che spesso generano reddito non imponibile o degli aiuti di familiari che non fanno parte del nucleo".
venerdì 17 luglio 2009
La regione risponde in merito all'impugnazione della Legge sull'immigrazione
'Non c'e` alcun spirito di polemica nei confronti delle competenze statali da parte della Regione Marche, in materia di cittadini immigrati. Anzi c'e` il massimo rispetto delle istituzioni democratiche e della norme dettate dalla Costituzione.' Cosi` l'assessore regionale all'Immigrazione, Marco Amagliani commenta l'annunciato provvedimento di impugnativa da parte del Consiglio dei Ministri comunicato ieri dal Ministro per i Rapporti con le Regioni, Raffaele Fitto della legge regionale 13 del 2009 'Disposizioni a sostegno dei diritti e dell``integrazione dei cittadini stranieri immigrati'. Stando a quanto riferisce una nota stampa del Ministero e` stato valutato impugnabile per eccesso di competenza unicamente una lettera, la 'C' dell'articolo 2 che parla di interventi rivolti anche a 'cittadini stranieri immigrati in attesa della conclusione del procedimento di regolarizzazione'. La nostra legge ' sostiene Amagliani ' approvata nel maggio scorso, non eccede le competenze statali, si limita solo ad evitare che nel periodo di attesa per il perfezionamento delle procedure e in costanza di requisiti - ad esempio durante l'iter burocratico di rinnovo o rilascio del permesso di soggiorno, (prolungato non per colpa dei cittadini immigrati) - questi stessi perdano qualsiasi tutela o legittimo beneficio gia` acquisito in virtu`, magari del loro precedente stato di regolarita`. Un periodo di 'limbo' giuridico che non dovrebbe penalizzare chi vuole entrare e restare regolarmente nel nostro Paese. Non ritengo quindi ' conclude l'assessore - che cio` configuri un travalicare le competenze dello Stato, ma e` semmai seguire la Costituzione che all'art. 2 garantisce i diritti inviolabili dell``uomo e richiede da parte della Repubblica 'l``adempimento dei doveri inderogabili di solidarieta` politica, economica e sociale.'
giovedì 16 luglio 2009
Il Cdm impugna le leggi regionali sull'immigrazione di Marche e Toscana
La legge della Regione Toscana, invece, contiene alcune disposizioni che prevedono specifici interventi (in materia di assistenza socio-sanitaria, di rilascio e rinnovo dei permessi di soggiorno, di incidenza sui flussi migratori) in favori di cittadini stranieri immigrati privi di regolare permesso di soggiorno, eccedendo in tal modo dalla competenza regionale.
"Tali leggi - prosegue la nota - disciplinando ed agevolando il soggiorno degli stranieri che dimorano irregolarmente nel territorio nazionale, incidono sulla disciplina dell'ingresso e del soggiorno degli immigrati che, come più volte affermato dalla Corte Costituzionale è riservata allo Stato, in quanto ricompresa nelle materie diritto di asilo e condizione giuridica dei cittadini di Stati non appartenenti all'Unione europea e immigrazione".
In proposito il Ministro Fitto, ha dichiarato: "Ho proposto l'impugnativa di queste specifiche leggi ovviamente in punto di diritto ma non mi sfugge un punto di fatto, la presumibile volontà da parte delle due regioni di eccedere le proprie competenze legislative anche con uno spirito di polemica nei confronti di leggi e norme decise dal Parlamento e quindi leggi dello Stato. Non mi pare che questo sia un un atteggiamento utile al necessario dialogo tra Governo e Regioni e soprattutto vedo il pericolo di un inutile e dannoso implemento del contenzioso presso la Corte Costituzionale. Credo anche che ciò contraddica un costume, assunto dal ministero per i Rapporti con le Regioni teso a comporre ogn eventuale contenzioso ben prima che questo approdi nelle sedi competenti per evidenti moditi di rapidità, efficienza ed efficacia dell'azione legislativa regionale".
Articolo Corriere Adriatico del 16/07/2009 - Il ministro impugna la legge sugli stranieri
mercoledì 15 luglio 2009
il consiglio regionale dice no al pacchetto sicurezza e al nucleare
Secco no della Regione Marche alle politiche su sicurezza ed energia del Governo. Il consiglio regionale ha, infatti, approvato a maggioranza due mozioni con cui si dice contrario sia al pacchetto sicurezza approvato dal Parlamento sia al nucleare. L'assemblea non condivide, in particolare, le norme sull’immigrazione clandestina perché "la politica di accoglienza praticata nelle Marche costituisce la base più efficace della sicurezza nella convivenza".
Il documento, presentato da Cesare Procaccini del Pdci e da Giuliano Brandoni del Prc, definisce "contrario ai principi della Costituzione, inutile e dannoso il comportamento dell’attuale Governo nazionale" con interventi volti a "perseguitare ed escludere da ogni percorso di cittadinanza gli immigrati, i rom e i senza fissa dimora, fomentando xenofobia e razzismo".
Sul piano energetico, invece, è netta la contrarietà del consiglio a un eventuale ritorno al nucleare. Contrarietà che la Regione esprime in una mozione presentata da Massimo Binci (Sd) e approvata a maggioranza, e in cui si sancisce "l’indisponibilità del territorio regionale alle procedure di individuazione dei siti idonei all’attivazione di centrali nucleari".Il governo regionale dovrà inoltre sollecitare l’adozione di un piano energetico nazionale basato sulle fonti rinnovabili e sul risparmio e l’efficienza energetica, oltre a proseguire l’attuazione del Piano energetico e ambientale regionale.
martedì 14 luglio 2009
Distrutto il campo profughi afgano di Patrasso
Domenica 12 luglio i bulldozer hanno distrutto il campo afgano di Patrasso.Il campo era diventato il punto di riferimento per gli afgani che fuggono dalla guerra, dalla miseria e dalla povertà aspettando di poter raggiungere l'Italia imbarcandosi furtivamente in qualche traghetto.
Fino ad alcuni mesi fa il campo ospitava più di mille persone, ma dopo l'annuncio del Governo per la costruzione di un nuovo campo, nessun afgano ha creduto alle parole del ministro degli interni. A ragione. Nelle ultime settimane dopo gli arresti notturni e le deportazioni in Turchia solo alcune centinaia di persone erano rimaste. E di queste molte sono fuggite domenica poco prima dell'arrivo della polizia.
Diverse dozzine di immigrati irregolari sono stati arrestati mentre quelli che hanno potuto mostrare il permesso sono stati portati in alberghi locali.
Una cinquantina di immigrati minorenni sono stati invece portati in un campo vicino al confine con l'Albania. Gli immigrati irregolari sembra siano stati smistati in vari campi in Grecia in attesa di essere espulsi.
