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Corteo contro il pacchetto sicurezza - Ancona 28 febbraio 2026

COMUNICATO STAMPA
Corteo ad Ancona sabato 28 febbraio "Blocchiamo il pacchetto sicurezza". Concentramento ore 17.00 in piazza del Plebiscito sotto la prefettura. Il corteo percorrerà corso Stamira, piazza Cavour e finirà in piazza Roma.

Difendere la libertà di manifestare, di criticare e di esprimere solidarietà internazionale significa difendere i principi fondamentali dello Stato di diritto. 
Le piazze fanno paura perché sono luoghi di confronto, conflitto sociale e partecipazione. È per questo che vengono attaccate. Ma è proprio la capacità collettiva di mobilitarsi, di prendere parola e di opporsi alle ingiustizie che rappresenta oggi il vero presidio di democrazia. Ogni tentativo di ridurre questi spazi non rafforza la sicurezza, ma indebolisce la democrazia.

Dietro la retorica dell’ordine pubblico si sta delineando un disegno politico preciso: le stesse scelte che in Europa restringono il diritto d’asilo, in Italia normalizzano la guerra e il riarmo, tutte giustificate con il pretesto della lotta all’antisemitismo per colpire il dissenso e la solidarietà internazionale, in particolare quella rivolta al popolo palestinese.


Le proposte di legge attualmente all’esame del Senato sul contrasto all’antisemitismo introducono una pericolosa equiparazione tra critica al sionismo e antisemitismo. Un’impostazione che mette in discussione la libertà di manifestazione del pensiero e che rischia di criminalizzare forme legittime di opposizione politica e di solidarietà. Quanto già avvenuto in altri Paesi europei, come Germania e Regno Unito, dimostra che questo indirizzo produce censura, repressione e limitazione degli spazi democratici.A rendere ancora più grave questo scenario è l’entrata in vigore delle misure contenute nell’ultimo decreto sicurezza varato dal Governo. 

Un provvedimento che pone al centro, ancora una volta, la repressione del dissenso e che introduce strumenti fortemente restrittivi delle libertà civili, tra cui:
    •    il fermo preventivo;
    •    l’arresto in flagranza differita;
    •    l’inasprimento delle sanzioni per le manifestazioni non autorizzate;
    •    il divieto di partecipazione a pubbliche riunioni;
    •    il rafforzamento delle cosiddette “zone rosse” e del daspo urbano;
    •    l’estensione dei poteri di perquisizione.
Si tratta di misure che vanno nella direzione di una progressiva militarizzazione degli spazi pubblici, delle scuole e delle città, imponendo silenzio e obbedienza e colpendo chi sceglie di stare “dalla parte sbagliata”, quella della libertà di lottare e di esprimere il dissenso.

Anche nel campo dell'immigrazione sono state introdotte nuove norme a difesa dei confini contro le persone: siamo di fronte ad un arretramento inaccettabile delle garanzie fondamentali.

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