L’attacco
frontale da parte del governo ai diritti dei migranti è oramai totale,
non solo un disegno di legge che istituisce il blocco navale (DDL 11feb
26), ma addirittura norme inserite con urgenza del nuovo pacchetto
sicurezza.
La narrazione di “urgenza” rafforza la
narrazione xenofoba dei migranti generatori di insicurezza, alimentando
paure del tutto infondate.
Le nuove norme duplicano
repressioni su ricongiungimenti e limitano le opportunità dei minori per
pura propaganda politica, violando CEDU e diritti UE. Una
macchina repressiva per respingere, detenere e dividere famiglie di
persone in fuga da guerre, fame e persecuzioni. Le misure punitive sono
anche per i minorenni e chi manifesta, ma quelle sull'immigrazione
rappresentano un affronto alla dignità umana e agli obblighi
internazionali dell'Italia:
CPR trasformati in
prigioni indefinite e un blocco navale che sfida le norme del diritto
internazionale. Questo pacchetto unito al DDL semina sofferenza e viola
palesemente trattati europei e internazionali che il nostro paese ha
ratificato.
Le espulsioni facilitate configurano un
incubo per i diritti processuali: per recidivi in reati minori come
furti o resistenza, l'ordine del questore diventa esecutivo all'istante,
senza controllo di un Giudice preventivo. Se bollato come "minaccia
concreta alla sicurezza nazionale" dalle intelligence, espulsione
diretta con consegna al paese d'origine, senza veri appelli.
Il gratuito patrocinio salta, migliaia di persone, anche innocenti,
rimpatriate senza difesa adeguata: ciò lede l'articolo 13 CEDU sul
ricorso effettivo, la Direttiva Rimpatri UE 2008/115/CE che garantisce
procedure eque, e il principio di non refoulement della Convenzione di
Ginevra 1951, esponendo individui a torture o morte.
I
Centri di Permanenza per Rimpatri (CPR) evolvono in veri lager a lunga
detenzione: deroghe prorogate al 31 dicembre 2028 per detenzioni fino a
18 mesi, 8 milioni di euro per rimpatri forzati e attuazione del Patto
UE, più la nozione di "paesi terzi sicuri" per deviazioni rapide senza
valutazioni individuali. Migranti rinchiusi per anni in condizioni
disumane, con famiglie straziate: una violazione dell'articolo 5 CEDU
sulla libertà personale, della Direttiva 2013/33/EU che limita la
detenzione a misura estrema e breve, e degli standard della CAT ONU
contro trattamenti inumani e degradanti.
Il blocco navale corona l'orrore con le navi ONG e barconi deviati verso Albania o Tunisia tramite scorta armata coattiva.
Aumenterà
il rischio di naufragi e morti in mare: un refoulement collettivo
illegale, contrario al Regolamento Dublin III, alla Convenzione SAR 1979
sul salvataggio obbligatorio in mare e al diritto marittimo UNCLOS.
L'Unione Europea e la Corte EDU dovranno intervenire.
In
sintesi, questo pacchetto non garantisce sicurezza ma erige un muro
discriminatorio, con rimpatri stimati in aumento del 30%,
ricongiungimenti crollati del 40%, CPR saturi e vite devastate.
Calpestando CEDU, Convenzione di Ginevra, direttive UE e diritti
dell'infanzia, l'Italia mostra il suo volto fascista e repressivo.

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