ORARI DI APERTURA

Lo sportello legale dell'Ambasciata dei Diritti e l'osservatorio contro le discriminazioni sono in via Urbino, 18 - Ancona. Per appuntamenti o informazioni potete conotattarci scrivendo a ambasciata@glomeda.org

APPUNTAMENTO ANCONETANO CON IO STO CON LA SPOSA E CON IL REGISTA GABRIELE DEL GRANDE


A pochi giorni dalle strazianti stragi di richiedenti asilo a largo di Lampedusa, l'Ambasciata dei Diritti propone di dare voce a quelle migrazioni che si caratterizzano come fuga dalla guerra, ma difronte alle quali ancora una volta l'Europa continua a mostrare lo stesso volto fondamentalmente indifferente.

Domenica 22 febbraio l'Ambasciata dei Diritti Marche – Via Urbino 18 Ancona – organizza la proiezione del Film “Io sto con la sposa” , il docufilm che alla 71 mostra di Venezia si è aggiudicato ben pre premi: il premio FEDIC, il premio HUMAN RIGHTS NIGHTS e il premio della CRITICA SOCIALE.

Un lavoro che oltre a rappresentare il racconto dell'odissea a cui sono sottoposti uomini donne in fuga da guerre e conflitti è stato un atto concreto di impegno politico, di disobbedienza reale alla barbarie delle frontiere.
La storia si fa racconto, il film è un atto d'azione. Un corto circuito che punta direttamente il segno su un'attualità che non può essere ignorata. L'arrivo a Lampedusa e poi il viaggio verso il nord Europa, trasformato in un corteo nuziale, per attraversare le frontiere pronte a fermare il passaggio in nome delle normative formali di un Europa a parole "impegnata" nell'accoglienza ma nella realtà ostile alla vita reale di migliaia di esseri umani.

Sarà presente alla proiezione Gabriele del Grande, il giornalista che ha creato nel 2006 l’osservatorio Fortress Europe: un blog che raccoglie e cataloga tutti gli eventi riguardanti le morti e i naufragi dei migranti africani nel Mediterraneo nel tentativo di raggiungere l'Europa. Nel 2014, insieme ad Antonio Augugliaro e Khaled Soliman Al Nassiry, ha realizzato “Io sto con la sposa con l'obiettivo non solo di aiutare i protagonisti, ma soprattutto per contribuire a un cambiamento reale delle politiche europee sull’immigrazione, affinché il Mediterraneo ritorni ad essere il mare che ci unisce e non un cimitero a cielo aperto.

Il docufilm si caratterizza: per lo sguardo originale, che restituisce, forse per la prima volta, degli immigrati clandestini sbarcati a Lampedusa non come semplici numeri statistici ma come esseri umani, dotati di proprie individualità, spiritualità e talenti, rimessi a lucido e con vestiti da cerimonia e non con i giacconi laceri e senza scarpe come siamo abituati a vederli.

Nessun commento: