In centinaia hanno risposto all'appello in solidarietà con i
migranti che resistono sugli scogli. Blocco stradale nei pressi della
frontiera. All'alba violato il confine dell'inguistizia e
dell'ipocrisia: gli attivisti aiutano 20 rifugiati a fuggire in Francia. Non era possibile scegliere di essere altrove. Non c'era altro luogo
al di fuori di Ventimiglia dove pensare di celebrare la Giornata
Mondiale del Rifugiato. Degnamente.

E' con questa tensione e questa consapevolezza che in tante e tanti hanno raccolto l'appello lanciato dai movimenti sociali ad essere presenti lì, fisicamente, fianco a fianco di quei migranti che hanno scelto di occupare quel nonluogo fra terra e mare per affermare il proprio diritto alla fuga, alla libertà, ad un futuro migliore.
Sfidando il maltempo che si è abbattuto fino a tarda mattinata sul ponente ligure, attivisti delle associazioni che si battono per i diritti di cittadinanza, militanti dei centri sociali, semplici cittadini, hanno riempito Piazza Cesare Battisti, davanti alla stazione. Numerose presenze giunte anche dalla Francia.
La giornata è cominciata con l'annuncio dal presidio dell'azione collettiva di violazione del confine che all'alba ha permesso a 20 richiedenti asilo di entrare in territorio francese aggirando i controlli di polizia.
Controlli e misure di vigilanza molto serrate anche nei confronti di quanti intendessero raggiungere Ventimiglia per prendere parte alla manifestazione: bloccati al casello autostradale per circa un'ora gli attivisti provenienti dalle Marche e da Alessandria. Fermati anche i pullman in arrivo e i gruppi provenienti da oltre confine.

Giunti all'altezza dello svincolo autostradale verso la Francia i manifestanti hanno dato vita ad un blocco stradale all'altezza della rotatoria di Largo Torino: "Se non passano i migranti oggi di qua non passa nessuno!"
Il corteo è poi proseguito verso il lungomare fino a rientrare in centro città dove ha ricambiato e raccolto il saluto della Ventimiglia che non si è arresa alla paura, della Ventimiglia solidale e accogliente.

"Siamo andati a Ventimiglia e poi sugli scogli al confine con la Francia per far sapere a chi è accampato là da più di una settimana che sono tante le persone solidali e che il loro percorso di disobbedienza è anche il nostro."
Chi è sugli scogli vuole continuare il presidio, continuare a resistere con tutte le difficoltà che questo comporta."Vivere sugli scogli è brutto, ma è l'unica cosa che ci resta da fare per chiedere l'apertura delle frontiere" queste le voci dal presidio.
Nelle immediate vicinanze è stato allestito un punto di accoglienza negli ex locali delle ferrovie dello stato e da oggi sará attiva la mensa mobile per 500 pasti. Alla frontiera continuano ad arrivare persone da tutta Italia e dalla Francia per portare cibo, acqua e teloni per proteggersi dal sole, un grande esempio di umanità e solidarietà.
Solidarietà giunta anche via mare attraverso gli attivisti del centro sociale Cantiere di Milano che a bordo di tre imbarcazioni si sono ricongiunti al presidio.

La giornata mondiale del rifugiato mai come quest'anno è stata irrinunciabile occasione per rilanciare la battaglia antirazzista a difesa dei diritti per i migranti, per sostenere con maggiore determinazione la campagna verso l'istituzione del diritto d'asilo europeo e per l'apertura immediata di canali umanitari nel Mediterraneo.

Nessun commento:
Posta un commento