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Sri Lanka all'arme dell'ONU "uccisi oltre 100 bambini"

Ci sarebbero oltre 100 bambini fra i civili tamil uccisi, nel fine settimana, dai bombardamenti nel nord-est dello Sri Lanka. A lanciare l'allarme è stato Gordon Weiss, un portavoce dell'Onu a Colombo, che ha parlato di un "bagno di sangue".
Le autorità sanitarie locali hanno riferito della morte di almeno 378 civili sotto i bombardamenti nell'ultimo lembo di terra in mano ai ribelli mentre le Tigri Tamil hanno denunciato l'uccisione di oltre 2000 persone nei colpi d'artiglieria dell'esercito regolare tra sabato e domenica. L'esercito invece sostiene che a provocare il massacro siano gli stessi Tamil, che sparano con i mortai sulla popolazione civile allo scopo di incolparne le forze armate. "Più di 2mila civili innocenti sono morti nel corso delle ultime 24 ore", si legge in un comunicato pubblicato ieri sul sito pro ribelli. Un portavoce dell'esercito di Colombo, il generale Udaya Nanayakkara, ha smentito categoricamente l'informazione, negando che l'esercito abbia condotti degli attacchi contro obiettivi civili.
Sempre secondo il sito internet, dopo l'offensiva dell'esercito 257 cadaveri sono stati trasportati in un ospedale di fortuna allestito in una scuola elementare di Mullivaykal. Fra questi, 67 corpi di bambini. All'ospedale sono arrivati inoltre 814 feriti di cui 112 ragazzini, aggiunge il sito citando fonti mediche. "Non abbiamo utilizzato nessuna arma pesante nella zona in cui i Tamil affermano ci siano state vittime civili", ha risposto l'esercito, precisando di aver scoperto uno "strano oggetto" che potrebbe essere stato concepito come "nascondiglio sottomarino" del leader delle Tigri, Velupillai Prabhakaran, scomparso da 18 mesi. Secondo le stime delle Nazioni Unite, tra la fine di gennaio e la metà di aprile sono stati uccisi 6.500 civili e altri 14 mila sono rimasti feriti. In quattro mesi, l'Onu ritiene che siano quasi 200 mila le persone fuggite dai combattimenti e riparate in campi situati nel Nord, dove la stampa ha accesso limitato.
Dopo anni di violenze, il governo di Colombo ritiene di aver sconfitto i ribelli, che tra il 2006 e il 2007 controllavano un terzo dei 65 mila chilometri quadrati dell'isola. Ma, sempre secondo gli osservatori delle Nazioni Unite, sono ancora circa 50 mila le persone intrappolate nella striscia di tre chilometri quadrati in cui l'esercito ha stretto i Tamil nell'atto finale di una guerra che, cominciata nel 1983, ha provocato la morte di almeno 70.000 persone.

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