ORARI DI APERTURA

Lo sportello legale dell'Ambasciata dei Diritti e l'osservatorio contro le discriminazioni sono in via Urbino, 18 - Ancona. Per appuntamenti o informazioni potete conotattarci scrivendo a ambasciata@glomeda.org

Immigrazione irregolare. Estesa all'intero territorio nazionale la dichiarazione di stato di emergenza

Informativa del ministro Maroni alla Camera. Provvedimento necessario per una «evidente situazione di eccezionale pressione migratoria»
"Appare evidente una situazione di eccezionale pressione migratoria che ha reso necessario espandere nuovamente, così come è stato fatto negli ultimi sei anni, su tutto il territorio nazionale, la dichiarazione dello stato di emergenza dichiarata, da ultimo, dal governo Prodi nel febbraio 2008 e limitata a sole tre Regioni". E' quanto dichiarato dal ministro dell'Interno Maroni nel corso dell'informativa urgente alla Camera dei deputati sulla delibera del Consiglio dei ministri del 25 luglio 2008.
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CPT: risarcimento danni per due cittadini stranieri

FONTE LA REPUBBLICA
Due cittadini extracomunitari, ex ospiti di un centro di permanenza temporanea, dovranno essere risarciti dallo Stato italiano per i danni subiti durante quel soggiorno.

«L' amministrazione dell' Interno ha l' obbligo giuridico di tutelare l' incolumità degli internati», scrive il giudice Rocco Camerata Scovazzo, della prima sezione del tribunale civile di Palermo, a cui si erano rivolti i due immigrati, attraverso l' avvocato Giorgio Bisagna, dopo essere rimasti feriti nel rogo che nel 1999 scoppiò all' interno del Cpt di Trapani, il Serraino Vulpitta. Nella notte fra il 28 e il 29 dicembre 1999, le fiamme portarono alla morte di sei uomini e al ferimento di altri due, di origine tunisina. Il caso era già arrivato in un' aula del tribunale penale. La Procura di Trapani aveva portato sul banco degli imputati l' allora prefetto della città, Leonardo Cerenzia. Ma il processo si è concluso con un' assoluzione. «Il tribunale penale in sostanza conclude ritenendo che la causa dell' incendio sia ascrivibile alla disattenta sorveglianza esercitata dal personale in servizio al momento del fatto, malgrado le rigide consegna ricevute», così ricorda Camerata Scovazzo. Di diverso avviso il giudice di Palermo, che scrive nella sentenza: «Malgrado non risultino precedenti specifici in materia di permanenza temporanea, si ritiene che la pubblica amministrazione, che aveva l' obbligo istituzionale di custodire i cittadini extracomunitari (peraltro ristretti contro la loro volontà) avrebbe dovuto dare prova di aver fatto tutto il possibile per evitare il danno». Severo il giudizio di Camerata Scovazzo sui colleghi che si sono fino ad oggi pronunciati sul caso: «Non appare convincente - dice la sentenza che ammette i due risarcimenti - l' affermazione dei giudici penali che se vi fosse stato idoneo rilevatore di fumo l' evento dannoso non si sarebbe verificato. Infatti, dalle stesse dichiarazioni dei danneggiati e di un testimone, emerge che il primo incendio causò fumo che avrebbe potuto essere segnalato dai rilevatori. Ebbene, non vi è dubbio che se i rilevatori vi fossero stati il fumo sarebbe stato segnalato con segnale acustico sicché anche il più distratto degli agenti non avrebbe potuto non essere allertato ed avrebbe avuto il tempo di intervenire, ricercando le chiavi, che invece non vennero trovate data l' agitazione del momento». Dunque, la «scarsa diligenza» degli agenti in servizio al Cpt e la «colposa imprudenza» dovuta «all' omessa installazione di un idoneo impianto antincendio» hanno portato ai maxi risarcimenti per i due tunisini, che oggi vivono a Palermo. L' avvocatura dello Stato ha già presentato appello contro la sentenza.
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Sentenza della corte di giustizia della comunità europea:libera circolazione dei coniugi di cittadini comunitari

IL CONIUGE EXTRACOMUNITARIO DI UN CITTADINO DELL'UNIONE PUÒ CIRCOLARE E SOGGIORNARE CON IL DETTO CITTADINO ALL’INTERNO DELL’UNIONE SENZA AVER PRIMA SOGGIORNATO LEGALMENTE IN UNO STATO MEMBRO
Il diritto del cittadino di un paese terzo, familiare di un cittadino dell'Unione, di accompagnare o di raggiungere il detto cittadino non può essere subordinato alla condizione che egli abbia prima soggiornato legalmente in un altro Stato membro
IL COMUNICATO STAMPA
LA SENTENZA CGCE
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Comunicato A.S.G.I. in relazione ad alcune misure a carattere discriminatorio contenute nella manovra finanziaria 2009 in discussione al Parlamento

L’A.S.G.I. (Associazione per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione) esprime la propria preoccupazione e contrarietà riguardo al carattere illegittimamente discriminatorio di alcune delle misure contenute nella manovra finanziaria 2009 (decreto legge 112 del 25 giugno 2008 come emendato dal maxi emendamento A.C. 1386-A approvato dalla Camera dei Deputati in sede di discussione del disegno di legge di conversione).
IL COMUNICATO
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Carta di identità con impronte digitali dal 2010

Impronte sulla carta d'identità. Tra gli emendamenti accolti nella notte c'è quello che prevede le impronte digitali per tutti sulla carta d'identità dal primo gennaio 2010. La norma, raddoppia a 10 anni la validità della carta d'identità, che oltre alla fotografia dovrà essere munita anche delle impronte digitali. Già oggi, sulle sole carte d'identità elettroniche, è possibile scegliere se rilasciare o meno l'impronta di un dito (genericamente l'indice) per ciascuna mano, mentre nulla è previsto sulle carte d'identità tradizionali.

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Rom: primo ricorso presentato a Roma

E' stato presentato il 15 luglio 2008 al Tribunale di Roma il ricorso contro l'ordinanza per il rilevamento delle impronte ai rom.

L'associazione Progetto Diritti, iscritta nel registro degli organismi antidiscriminazione del ministero delle Pari Opportunita', in collaborazione con l'associazione Giuristi Democratici, ha presentato al Tribunale di Roma un ricorso contro l'ordinanza del governo relativa allo stato di emergenza riferito agli insediamenti di comunita' nomadi nel territorio della regione Lazio. Principale oggetto del ricorso, la vicenda del prelievo 'di massa' presso le comunita' nomadi delle impronte digitali anche nei confronti dei minori. Gli avvocati Adami, Angelelli, Antetomaso, Salerni evidenziano come "l'ordinanza violi il diritto comunitario, in quanto pur non rivolgendosi in maniera diretta alle popolazioni rom e sinti, di fatto, si dirige in modo preponderante, dunque discriminandole, nei confronti di tali popolazioni". Si tratta, dunque, di una "palese violazione del diritto alla non discriminazione. Non e' legittimo ordinare il prelievo di massa delle impronte nei confronti di una comunita' e, in particolare, dei bambini rom e sinti. Si tratta di un comportamento discriminatorio fondato sulla razza e l'origine etnica, vietato dall'articolo 14 della Convenzione europea dei diritti dell'uomo, e per di piu' un atto di discriminazione tra i cittadini dell'Ue di origine rom o nomadi e gli altri cittadini, ai quali non viene richiesto di sottoporsi a tali procedure".

Il testo del ricorso
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ROM : le Associazioni chiedono l'intervento dell'ONU

Inviato al comitato delle Nazioni Unite contro la discriminazione(CERD) un memorandum sulla situazione in Italia dei cittadini rom a seguito delle ultime azioni del nuovo governo italiano chiedendo un azione urgente.
Una coalizione di associazioni che si occupano di tutela di diritti umani, tra cui ASGI, ha presentato al CERD(U.N. Commitee on the Elimination of all forms of Racial Discrimination che sorveglia l'applicazione della Convenzione internazionale sull’eliminazione di ogni forma di discriminazione razziale) un documento relativo alla mancata osservazione delle Raccomandazioni dello stesso CERD inviate al governo italiano nei primi mesi del 2008. Il Memorandum contiene, di seguito ad ogni raccomandazione, un aggiornamento sui recenti fatti e azioni riguardanti la politica italiana verso i cittadini rom.
Il memorandum

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Venerdì 11 luglio 2008 Milano - Nella notte nuova rivolta all’interno del Cpt di via Corelli in seguito a un violento pestaggio di una trans

Continua la rivolta all’interno del Cpt di via Corelli, questa notte a far scattare la rabbia dei migranti detenuti è stato il violento pestaggio di una trans detenuta nel centro, che non è stata fatta uscire dal Cpt neanche per le necessarie cure mediche in ospedale.

ore 4:10
A far scoppiare la rivolta questa notte è stato il violento pestaggio di una trans, che in seguito a un diverbio con un agente della Polizia all’interno del centro è stata portata via momentaneamente, tornando in condizioni gravissime.
In seguito alla richiesta di essere accompagnata in ospedale insieme ad un’altra persona per la grave situazione di salute (riporta ferite gravi, perde sangue dalla bocca e gli è stata rotta una protesi al seno) in cui si trova è stata solamente accompagnata nell’infermeria del Cpt, con la ferma volontà di non farla uscire dal Cpt anche per poter nascondere l’accaduto.
In seguito a questo gravissimo episodio è scoppiata la rivolta in tutti i settori del Cpt: i migranti hanno dato fuoco a materassi e ad altri oggetti, tanto che si è reso necessario l’intervento di due camion dei vigili del fuoco.
Il pestaggio è avvenuto alle 11 e mezza di sera circa, ma l’ambulanza è arrivata soltanto 4 ore dopo, rimanendo però ferma la volontà di non fare uscire dal centro, neanche per le cure assolutamente necessarie, la migrante.
Al momento all’interno del centro continua la rivolta e un rinforzo di carabinieri in assetto antisommossa si è introdotto all’interno qualche ora fa, ma al momento non stanno in nessun modo agendo.

per maggiori approfondimenti www.globalproject.info

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Commissione UE : richiesta informazioni a Ministero dell'interno

La Commissione europea ha scritto una lettera all'Italia, chiedendo di fornire delle impegni scritti sui metodi di schedatura dei cittadini Rom e Sinti.

Quattro i punti su cui il governo italiano deve fornire delucidazioni
1) l'utilizzo delle schede con le informazioni sulla religione e l'etnia come quelle usate nei campi rom di Napoli;
2) sulla raccolta delle impronte per quanto riguarda lo scopo della procedura, la sua base giuridica, la conservazione dei dati personali e il loro utilizzo per altri fini, e il diritto di accesso ai dati personali da parte degli individui schedati;
3) garantire che "le impronte dei minori di 14 anni devono essere raccolte solo dietro autorizzazione specifica di un giudice e allo scopo dell'identificazione";
4) conoscere se il governo intende procedere con la raccolta delle impronte nelle 17 regioni italiane escluse dall'emergenza Rom.

La lettera
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Parlamento Europeo invito a non procedere alla raccolta delle impronte dei nomadi

Con 336 si', 220 no e 77 astenuti e' passata al Parlamento europeo la risoluzione di Pse, Verdi, Liberaldemocratici e Sinistra europea sui rom. Il documento invita l'Italia a non procedere alla raccolta delle impronte dei nomadi. Il testo chiede al governo italiano di attendere il parere della Commissione Europea sulla misura, definita dalla risoluzione in contrasto con le norme Ue contro la discriminazione .
La proposta di risoluzione presentata


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Cassazione - Rom non può essere discriminato dalla giustizia per la sua condizione esistenziale

da repubblica

Il capo di una famiglia nomade non puo' essere discriminato dalla giustizia per la sua "condizione esistenziale", e dunque deve essere risarcito per ingiusta detenzione se finisce in carcere per un reato commesso dai suoi congiunti.
Lo sottolinea la Cassazione, annullando con rinvio un'ordinanza della Corte d'appello di Salerno che aveva respinto la domanda di riparazione per ingiusta detenzione presentata da un capo rom, che aveva subito una misura di custodia per minaccia e tentato omicidio e poi era stato assolto per non aver commesso il fatto. Per i giudici della Corte d'appello, l'uomo non aveva diritto ad alcun indennizzo dato che la vicenda si inscriveva "in ambiente di cultura nomade", cosicche' "nella sua qualita' di capofamiglia", il ricorrente non poteva "ritenersi estraneo alle attivita' illecite dei congiunti". Di diverso avviso gli 'ermellini' della quarta sezione penale, secondo i quali "il provvedimento impugnato applica falsamente l'articolo 314 cpp (inerente la riparazione per ingiusta detenzione, ndr) perche' individua la colpa grave del cautelato che assume di aver subito ingiusta detenzione, colpa ostativa allo stesso sorgere del diritto a riparazione, non in una condotta endoprocessuale o extraprocessuale dell'imputato, non in suoi comportamenti omissivi che abbiano finito col determinare la autorita' procedente ad applicare la misura cautelare sulla base di una rappresentazione errata cagionata dallo stesso imputato, ma sulla condizione esistenziale di costui di essere capofamiglia in un gruppo di cultura nomade".

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