ORARI DI APERTURA

Lo sportello legale dell'Ambasciata dei Diritti e l'osservatorio contro le discriminazioni sono in via Urbino, 18 - Ancona. Per appuntamenti o informazioni potete conotattarci scrivendo a ambasciata@glomeda.org

Proiezione del film WE ARE MAKING A FILM ABOUT MARK FISHER

Venerdì 13 marzo alle 21.00 proiettiamo WE ARE MAKING A FILM ABOUT MARK FISHER il docu/film indipendente di 65 minuti diretto da Simon Poulter e prodotto con Sophie Mellor.
Creato in collaborazione con oltre 70 artisti tramite Instagram , riflette un modello di produzione “ fai da te”.
Il film esplora e riattiva le idee e il pensiero del filosofo e critico britannico Fisher per interrogare il nostro presente; un viaggio tra immagini, luoghi e parole che attraversano la sua eredità: dal realismo capitalista alla “fine del futuro”, fino alle crisi politiche e culturali degli ultimi anni. In nove capitoli, il film intreccia memoria e attualità per trasformare il lutto in possibilità. Più che ricordare Fisher, invita a pensare e agire con lui, oggi.
 
Appuntamento venerdì 13 marzo 2026 ore 21.00 via Urbino 18. 
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LO STATO DI POLIZIA ANCHE PER I MIGRANTI

L’attacco frontale da parte del governo ai diritti dei migranti è oramai totale, non solo un disegno di legge che istituisce il blocco navale (DDL 11feb 26), ma addirittura norme inserite con urgenza del nuovo pacchetto sicurezza.
La narrazione di “urgenza” rafforza la narrazione xenofoba dei migranti generatori di insicurezza, alimentando paure del tutto infondate.
Le nuove norme duplicano repressioni su ricongiungimenti e limitano le opportunità dei minori per pura propaganda politica, violando CEDU e diritti UE.
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Corteo contro il pacchetto sicurezza - Ancona 28 febbraio 2026

COMUNICATO STAMPA
Corteo ad Ancona sabato 28 febbraio "Blocchiamo il pacchetto sicurezza". Concentramento ore 17.00 in piazza del Plebiscito sotto la prefettura. Il corteo percorrerà corso Stamira, piazza Cavour e finirà in piazza Roma.

Difendere la libertà di manifestare, di criticare e di esprimere solidarietà internazionale significa difendere i principi fondamentali dello Stato di diritto. 
Le piazze fanno paura perché sono luoghi di confronto, conflitto sociale e partecipazione. È per questo che vengono attaccate. Ma è proprio la capacità collettiva di mobilitarsi, di prendere parola e di opporsi alle ingiustizie che rappresenta oggi il vero presidio di democrazia. Ogni tentativo di ridurre questi spazi non rafforza la sicurezza, ma indebolisce la democrazia.

Dietro la retorica dell’ordine pubblico si sta delineando un disegno politico preciso: le stesse scelte che in Europa restringono il diritto d’asilo, in Italia normalizzano la guerra e il riarmo, tutte giustificate con il pretesto della lotta all’antisemitismo per colpire il dissenso e la solidarietà internazionale, in particolare quella rivolta al popolo palestinese.


Le proposte di legge attualmente all’esame del Senato sul contrasto all’antisemitismo introducono una pericolosa equiparazione tra critica al sionismo e antisemitismo. Un’impostazione che mette in discussione la libertà di manifestazione del pensiero e che rischia di criminalizzare forme legittime di opposizione politica e di solidarietà. Quanto già avvenuto in altri Paesi europei, come Germania e Regno Unito, dimostra che questo indirizzo produce censura, repressione e limitazione degli spazi democratici.A rendere ancora più grave questo scenario è l’entrata in vigore delle misure contenute nell’ultimo decreto sicurezza varato dal Governo. 

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Presentazione dossier "La flotta del genocidio"


Sabato 21 febbraio ore 17.30 Linda Maggiori, giornalista freelance, attiva in diverse associazioni per i diritti umani e per l'ambiente, sarà all’Ambasciata dei diritti di Ancona per presentare il lavoro di inchiesta sui porti italiani svelando il loro coinvolgimento nel transito di materiale d’armamento verso Israele, sia per le rotte adriatiche e sia per quelle tirreniche, e persino nell’export diretto.
Linda Maggiori fa i nomi dei Paesi terzi coinvolti (dalla Repubblica Ceca a Singapore, dal Regno Unito all’Olanda), dei porti di scalo, delle ditte, delle navi, degli spedizionieri, dei trasportatori, dei materiali, degli uffici doganali, delle mobilitazioni dei portuali che ne hanno talvolta svelato il trucco facendo capire in che termini l’Italia sia gravemente coinvolta nel genocidio nella Striscia di Gaza.
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Presentazione del libro "Nòstoi" : la rinascita delle aree appenniniche dipende da processi autogenerativi dal basso

Il libro offre una panoramica ampia sulla complessità delle aree interne e sulla loro recente evoluzione nel contesto socio-economico e politico. Affronta il tema con consapevolezza, sfuggendo a posizioni superficiali, ideologiche o retoriche.
L’approfondimento dei motivi dell’atteggiamento passivo ed inconcludente della governance e della politica attuali evidenzia come la rinascita delle comunità appenniniche dipenda essenzialmente da processi auto-generativi “dal basso”, che riescano ad imporsi all’attenzione di una classe dirigente sempre più priva di visione e soprattutto lontana dalle persone e dalle comunità.
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Ancona - 6 febbraio: SCIOPERO INTERNAZIONALE DEI PORTI


SCIOPERO INTERNAZIONALE DEI PORTI
𝐂𝐎𝐑𝐓𝐄𝐎 al Porto/ Ancona - 6 febbraio, ore 18:00. Concentramento piazza del Crocefisso.

Con i lavoratori del porto che lottano contro la guerra e il traffico di armi.
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📍 TORINO - SABATO 31 GENNAIO

⚡ ASKATASUNA VUOL DIRE LIBERTÀ
- Torino é partigiana
- Contro governo, guerra e attacco agli spazi sociali
📢 CORTEO NAZIONALE

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Gaza Vive: spettacolo di e con Beppe Casales


Domenica 11 gennaio 2026, siamo molto contenti di ospitare in Ambasciata dei Diritti lo spettacolo di Beppe Casales (www.beppecasales.com/bio)
Di seguito riportiamo la descrizione dello spettacolo presente nel sito ufficiale.
"Un genocidio non nasce per caso, e non è mai fine a sé stesso. Quello che oggi accade a Gaza ha radici profonde, intrecciate alle vite delle persone che la abitano.
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Rovesciamo la finanziaria di guerra

L’appello dei Centri Sociali delle Marche per la giornata di sciopero generale del 28 novembre

Si vis pacem, para bellum. L’adagio ipocrita della guerra infinita. La corsa al riarmo, il così detto “paradosso della sicurezza”. La retorica nazionalista, la difesa dei confini, il nemico sempre in agguato.

La produzione di paura come oggettivizzazione dell’economia di guerra. La stessa che a Gaza si è fatta genocidio. E i soldi pubblici della legge di bilancio del Governo Meloni a foraggiare tutto questo.

Una finanziaria di guerra, ossequiosa serva delle politiche di Trump, che aumenta le spese militari tagliando il sociale.

A questo ci opponiamo. Per questo scioperiamo.

Contro questa finanziaria di guerra, che toglie risorse alla spesa sociale per darle all’industria degli armamenti. Perché il denaro pubblico venga investito per i servizi, la sanità, la scuola, il diritto alla casa, per aumentare i salari e tutelare il potere d’acquisto.

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Sabato 29 novembre ore 20 all'ambasciata dei diritti in via Urbino 18 serata mangereccia di autofinanziamento.  

🥩Menù di carne: Pasta all'amatriciana; Arista di maiale con patate arrosto.

 🥬Menù vegano: Pasta con verdure (quali? Dipende dal contadino) Polpette di ceci e verdure al sugo In aggiunta: contorni vari, dolce, vino bianco o rosso e ovviamente la Gaza Cola.🇵🇸 

☎️Per prenotare contattaci o manda un messaggio al 3406497429 con nome, numero persone e telefono entro mercoledì 26 novembre

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TIFIAMO PALESTINA - TIFIAMO RESISTENZA 11 ottobre Ancona


In vista della partita della vergogna in programma martedì prossimo a Udine tra le nazionali Italia Israele, i Centri Sociali delle Marche hanno indetto la mobilitazione per sabato 11 ottobre ore 16,30 alla sede FIGC - Federazione Italiana Giuoco Calcio di Ancona (Via S. Schiavoni - zona Baraccola).
 

Non è accettabile che venga disputata la partita che vuole far passare per normalità il genocidio a Gaza con giocatori israeliani che hanno sostenuto lo sterminio dei gazawi. 

Anche dalle Marche viene rilanciata la campagna per chiedere l’esclusione di Israele da ogni competizione sportiva internazionale. Scendiamo in piazza per ribadire la nostra avversità a uno Stato genocida e colonizzatore, e urlare ancora una volta che siamo dalla parte della Palestina, la sua libertà, la sua autodeterminazione, e la sua voglia di giustizia.

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