ORARI DI APERTURA

Lo sportello legale dell'Ambasciata dei Diritti e l'osservatorio contro le discriminazioni sono in via Urbino, 18 - Ancona. Per appuntamenti o informazioni potete conotattarci scrivendo a ambasciata@glomeda.org

DOMENICA 24 GENNAIO 2010 Da Rosarno ad Ancona:

Da Rosarno ad Ancona:
Solidarietà e Dignità per tutti i migranti!

Presidio antirazzista contro ogni forma di respingimento
Domenica 24 genn. Ore 16
Piazza Della Repubblica
Guardando a ciò che è accaduto a Rosarno ci risulta evidente che l’operazione politica, portata avanti dal ministro Maroni, di addossare la colpa di ciò che è accaduto alla presenza di troppi migranti, sia ad oggi fallita.
È sotto agli occhi di tutti la realtà di Rosarno: la produzione di sfruttamento, il lavoro nero piuttosto che la manodopera a bassissimo costo a cui viene negata qualsiasi tipo di tutela, colpiscono migliaia di stranieri che nel nostro paese cercano condizioni di vita migliori.
Le trame reticolate dello sfruttamento sono oggi sostenute da molteplici attori organizzati che intrappolano migliaia di esseri umani che vengono costretti dall’attuale legge sull’immigrazione ad accettare condizioni di vita disumane.
Condizioni di vita che spogliano l’uomo di tutti quei diritti che ontologicamente gli appartengono come il diritto all’ essere libero, il diritto di condurre una vita degna, il diritto di poter rivendicare la propria essenza culturale che da sempre ci contraddistingue.
Ma quando ciò ti viene negato è legittimo ribellarsi, è legittimo rendersi visibili là dove il bulimico mercato del lavoro produce nuovi schiavi, nuova esclusione. Questo è quello che è accaduto a Rosarno. La genesi della ribellione si colloca strutturalmente nelle conseguenze che la legge oggi in vigore in tema di immigrazione sta producendo. Una legge che lega indissolubilmente il migrante al mercato del lavoro, una legge che costringe alla clandestinità forzata. La giusta ribellione di Rosarno ha palesato ciò che quotidianamente avviene ovunque. L’attuale sfruttamento selvaggio di questo modello economico che si sostiene grazie alle complicità mafiose produce vittime anche “sotto casa nostra”. Basti pensare alle condizioni di molti lavoratori e lavoratrici migranti all’interno delle industrie della nostra Regione. Industrie che, con il pretesto dalla crisi, esternalizzano il lavoro appaltandolo a ditte che non garantiscono né una retribuzione giusta né tutele sul posto di lavoro. La Fincantieri di questo è un esempio. È necessario svelare il mondo sommerso di coloro che oggi vivono in condizioni di schiavitù e condannare le politiche razziste dell’attuale governo che, come a Rosarno, si rivolge ai migranti per criminalizzarli o espellerli quando alzano la voce mentre al contrario fanno comodo alla nostra economia quando in silenzio accettano i ricatti dei padroni. La campagna di criminalizzazione verso i cittadini stranieri alimenta al contempo il clima di odio che in tanti casi , purtroppo, sfocia contro di loro in atti di violenza ed emarginazione. Insieme dobbiamo costruire una risposta che metta al centro la dignità umana e sappia costruire spazi di inclusione sociale dove siano rispettati i diritti di tutti.
Per questo non possiamo accettare ciò che avviene quotidianamente al di là delle reti metalliche che sottraggono il porto alla città di Ancona. Porto che con i suoi sofisticati sistemi di sicurezza è oggi diventato laboratorio dove si sperimentano i dispositivi di controllo e di respingimento.
Vi invitiamo ad essere presenti alla mobilitazione di domenica 24 gennaio alle ore 16 davanti al teatro delle Muse per esprimere solidarietà ai migranti di Rosarno, per dire basta allo sfruttamento del lavoro, per dire che Ancona non è razzista, per affermare il diritto di accoglienza contro ogni forma di respingimento.

Ambasciata dei Diritti
Associazione senegalese Diappo
Associazione Bangladesh Marche
Collettivo studentesco O.P.S.
Spazio Autogestito La Cupa
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AL FIANCO DEI LAVORATORI FINCANTIERI

Mercoledi 16 dicembre durante i picchetti no stop di 24 ore dei lavoratori della Fincantieri e delle ditte di appalto per il mancato premio di efficienza che l' azienda non ha retribuito, l' Ambasciata dei diritti ha portato solidarietà con gazebo e birra a chi lotta per i propri diritti a temperature polari.
La "crisi" parola d' ordine per far pagare alle fasce deboli della società i fallimenti del capitalismo, viene a pesare su chi vuole vivere la propria vita in maniera dignitosa, essa è sbarcata al porto di Ancona con tutte le sue tematiche sociali ed economiche colpendo chi chiede il rispetto dei propri diritti a partire dalla sicurezza nei luoghi di lavoro a chi chiede un contratto di lavoro dignitoso, a chi arriva dai paesi in guerra sotto ad un container per richiedere asilo politico.

I lavoratori hanno espresso gratitudine per la solidarietà che è stata portata, per l' Ambasciata dei diritti è un atto dovuto per chi dal basso lotta tutti i giorni per i propri diritti e per chi in questo momento la crisi la sta pagando sulla propria pelle.
In occasione il 31 dicembre invitiamo a partecipare alla cena di solidarietà di Capodanno presso la nostra sede, ognuno porti qualcosa da casa, per aver modo di passare un Capodanno allegro a costo simbolico contro la crisi attuale.
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12 dicembre 2009 El Pià Ambientale

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Per Gaza per la Palestina 11 dicembre 2009 parte un convoglio dal porto di Ancona

Per Gaza, per la Palestina

per il diritto allo studio dei nostri compagni palestinesi per fermare il genocidio in corso nella striscia e la pulizia etnica in Cisgiordania


Il 27 dicembre 2008 iniziava contro la popolazione civile di Gaza uno dei più orrendi delitti della storia dell'umanità, una aggressione senza precedenti contro il diritto alla vita di bambini, giovani, donne, uomini e anziani.


Nella striscia di terra più densamente popolata al mondo (lunga circa 40 Km e larga 6-12 Km) , abitata per il 65 % da profughi del ’48 creati dalla pulizia etnica israeliana del 1948 vengono riversate migliaia di tonnellate di tritolo dal cielo, facendo 1,415 morti in soli 22 giorni di attacchi.

La popolazione di Gaza soffriva da oltre due anni di un embargo disumano che la riduceva alla fame e strangolava la sua economia. A tutt’oggi, il 90 % della popolazione dipende dagli aiuti umanitari.


Nonostante Israele dichiari di essersi ritirato dalla Striscia nel 2005, in realtà ne controlla direttamente e indirettamente l’economia e la vita del milione e mezzo di persone che la abitano, continuando a controllare tutti i confini, sia per mare che per terra e chiudendoli al passaggio delle merci e delle persone. A tutt’oggi, ci viene riferito dalle associazioni umanitarie che la Striscia rimane chiusa alla gran parte degli aiuti umanitari e a materiali quali cemento, ferro e vetro, essenziali per la ricostruzione del paese.


Il recente rapporto dell'ONU, noto come rapporto Goldstone, inchioda il governo e l'esercito israeliano ai crimini di guerra e contro l'umanità commessi a Gaza.

Ma USA ed Europa sostengono Israele. L'Italia sostiene Israele.

Pochissimi hanno preso una posizione dura e definitiva contro gli obiettivi del sionismo e contro la ferocia israeliana che a gennaio a Gaza, ha provocato oltre 1.400 morti, più di 5,000 feriti, 1,900 disabili, 1346 orfani, 20,000 senza tetto e 50,000 sfollati e la distruzione delle poche strutture produttive, delle reti fognarie e dei pozzi per l’acqua.

I media continuano a funzionare come cassa di risonanza della propaganda israeliana.


E’contro questa politica di oppressione che vogliamo oggi protestare. Ci dissociamo dalla voce quasi univoca che ha da sempre sostenuto e continua a sostenere i crimini di guerra dello stato di Israele, a Gaza come nei Territori Occupati, e ci impegniamo a sostenere l’azione di quanti si adoperano con strumenti di resistenza non violenti quali la campagna di boicottaggio, disinvestimenti e sanzioni e la Free Gaza March per la liberazione della Palestina dalla politica colonialista, segregazionista e oppressiva del governo israeliano.


Noi studenti di Ancona e provincia, ci uniamo all’appello degli studenti palestinesi che reclamano il loro diritto allo studio, ricordando come diverse strutture educative sono state bombardate e distrutte durante gli attacchi, incluse la scuola dell’UNWRA e l’Islamic University e come molte rimangano ancora unico rifugio e alloggio per famiglie sfollate.


Questa sera si imbarcherà dal porto di Ancona un convoglio di un centinaio di veicoli carico di aiuti umanitari, partito il 6 dicembre dalla Gran Bretagna e diretto a Gaza attraversando Europa, Grecia, Turchia, Siria, Egitto, fine al valico di Rafah. Il convoglio entrerà a Gaza, assieme a migliaia di attivisti per i diritti umani provenienti da tutto il mondo il 27 Dicembre, a ricordare un anno dal terribile massacro e con lo scopo di rompere l’assedio da Rafah fino al valico con Israele.


Come cittadini anconetani, come studenti e come persone che credono al valore della vita, della libertà e della dignità umana, vogliamo portare oggi la nostra solidarietà alla delegazione inglese di ‘vivapalestina’ in partenza dal Porto di Ancona.


Campagna Palestina Solidarietà

Ambasciata dei diritti

Collettivo OPS

www.ambasciatadeidiritti.blogspot.com

www.glomeda.org

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Ancona - 3 dic, 11 Afghani respinti al porto

La nota dell’Osservatorio sul Porto

Quotidianamente al porto di Ancona vengono respinti ragazzi minorenni. E’ successo anche ieri sera. 11 afgani sono arrivati al Porto di Ancona sperando di essersi per sempre lasciati alle spalle le coste greche. Sono stati fatti sbarcare, invece, solo per qualche ora, prima di essere nuovamente rispediti in Grecia. Già il primo dicembre erano stati scoperti otto immigrati irregolari di nazionalità afghana e affidati al comandante della nave diretta in Grecia per il rimpatrio, mentre ieri pomeriggio un’altra nave è partita riportando verso la Repubblica ellenica queste 11 persone. Queste però erano riuscite a lanciare una richiesta di aiuto.

Dopo essere stati scoperti dall’equipaggio e ammassati tutti insieme, come prassi, in una cabina della nave, i ragazzi erano riusciti a chiamare alcune organizzazioni umanitarie e a dire: "siamo rinchiusi, tra noi ci sono 5 minorenni, non vogliamo tornare in Grecia, aiutateci". All’arrivo al porto di Ancona, sembra che tutti siano stati intervistati dal Consiglio Italiano per i Rifugiati e, seppur telefonicamente avessero detto di voler chiedere asilo politico in Italia, pare che nessuno l’abbia fatto.

Dei cinque che si sono dichiarati minorenni solo tre sono stati sottoposti all’esame radiologico del polso perché una prima scrematura è stata fatta secondo criteri personali. Fare quest’esame è la prassi, per stabilire la maggiore o minore età, e il Ministero dell’Interno nel 2007 ha stabilito chiaramente che, in caso di dubbio, i potenziali minorenni vadano accolti e mai espulsi o respinti come invece è accaduto anche ieri al porto.

L’accoglienza dei minorenni è stabilita da leggi internazionali e una volta che arrivano ad Ancona i minori devono essere presi in carico dai servizi sociali del Comune di Ancona.

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Altri undici afghani respinti dal porto di Ancona. Stavolta avevano chiesto aiuto

La notte del 3 dicembre unidici persone hanno attraversato l’Adriatico chiuse nella cabina di una nave, contro la loro volontà. Erano arrivate al Porto di Ancona, infatti, sperando di essersi per sempre lasciate alle spalle le coste greche. Sembra che invece siano state fatte sbarcare solo per qualche ora, prima di essere riportate con la forza a bordo.
Sembra anche che due di loro siano stati accolti in Italia in quanto minorenni, ma che altri due, appartenenti ad un altro gruppo siano stati poi aggiunti al momento del reimbarco.
Da tempo, ormai, è soprattutto ad Ancona e a Bari che si concentrano gli arrivi dalla Grecia di profughi in fuga.
Dopo la distruzione del campo di Patrasso si parte infatti soprattutto da Igoumenitsa, Corfù, e da altri porti che hanno più traghetti che arrivano verso il centro e il sud Italia. Non che a Venezia non arrivi più nessuno, certo, ma meno dell’anno scorso e nel silenzio dei giornali e della polizia di frontiera.
Ad Ancona, invece, l’1 dicembre erano già stati scoperti "otto immigrati irregolari di nazionalità afghana" (...) "affidati al comandante della nave per il rimpatrio" (dal Corriere Adriatico), mentre ieri pomeriggio alle 17:30 un’altra nave è partita riportando verso la Repubblica ellenica le 11 persone sopra citate.

continua su melting pot
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Cena Sociale

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In vigore dall' 8 agosto il quinto provvedimento del pacchetto sicurezza

Con la pubblicazione del provvedimento nella Gazzetta Ufficiale trova efficacia dall'8 agosto il quinto provvedimento del pacchetto sicurezza, approvato nel primo consiglio dei ministri del 21 maggio 2008. Cinque le macro aree di intervento: immigrazione clandestina, criminalità organizzata, criminalità diffusa, sicurezza stradale, decoro urbano.

Pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 24 luglio la legge 15 luglio 2009, n. 94, recante 'Disposizioni in materia di sicurezza pubblica'.

La legge sulla sicurezza, che era stata approvata in via definitiva dal Senato della Repubblica il 2 luglio scorso, contiene cinque macro aree di intervento:

• immigrazione clandestina;
• criminalità organizzata;
• criminalità diffusa;
• sicurezza stradale;
• decoro urbano.

Fra le novità più rilevanti:
- l’introduzione del reato di ingresso e permanenza clandestina nel Paese;
- il prolungamento fino a 180 giorni dei termini di trattenimento nei centri di identificazione ed espulsione;
- le ronde;
- restituzione più rapida alla collettività dei beni sottratti alla mafia;
- la corresponsabilità dei dipendenti pubblici collusi;
- l’obbligo di denuncia dei tentativi di estorsione da parte delle imprese, pena l’esclusione dalle gare di appalti pubblici;
- il regime carcerario più duro per i sottoposti al 41 bis;
- l’inasprimento delle sanzioni per i guidatori in stato di ebbrezza, e sotto l’effetto di sostanze stupefacenti;
- stop ai matrimoni di convenienza.

LEGGE 15 LUGLIO 2009 N. 94

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24 luglio 2009 - ANCONA COME L’AQUILA DIFENDIAMO I TERRITORI IL PORTO È DI TUTTI


In occasione dell’iniziativa di solidarietà con l’Abruzzo organizzata per questa sera al porto di Ancona dalla Polizia e dalla Guardia di Finanza, noi associazioni di volontariato, studenti e singole soggettività vogliamo porre alla vostra attenzione alcune considerazioni che riteniamo importanti per il nostro vivere in comune.
Siamo gli stessi che il 9 luglio scorso abbiamo promosso e realizzato la giornata di mobilitazione al porto di Ancona nella quale 2000 persone sono riuscite a violare la zona rossa, oltrepassare le barriere che ci separano dall’intera area portuale per ridare dignità ad un luogo strappato alla città, da sempre considerato un bene comune.
L’abbiamo fatto stando al fianco delle comunità vicentine e abruzzesi, nel segno del protagonismo dell'autonomia e dell'indipendenza affermate dalle stesse per dire che i territori sono di chi quotidianamente li vive e che la trasformazione del presente oggi è possibile solo attraverso la presa di decisioni in comune.
Per questo oggi vogliamo ribadire che essere solidali con le comunità abruzzesi significa innanzi tutto sostenere le lotte per la ricostruzione al 100% portate avanti dai comitati, sorti per affermarsi protagonisti delle scelte politiche sui loro territori rifiutando le logiche impositive di chi sfrutta queste tragedie per innalzare la propria immagine e di chi vuole trarre benefici economici dalla ricostruzione.
Inoltre visto che si tira in ballo la solidarietà ci sembra doveroso ricordare la tragedia umanitaria di cui quotidianamente soffre il nostro porto. Frontiera crocevia delle rotte della speranza di quei rifugiati che, fuggendo dalla fame e dalla guerra, si imbarcano lasciando il campo profughi di Patrasso, tentando di evitare i controlli di sicurezza e tentando di sopravvivere a condizioni estreme di un viaggio che per Zaher, per Amir e per tanti altri è finito sotto le ruote di un camion.
Queste vite umane chi li ricorda? Forse valgono di meno perché nate in un altro paese?
Ci auguriamo che il Porto di Ancona diventi luogo di accoglienza e non di respingimenti violenti che come oggi accade nega il diritto di asilo ai molti che tentano di ricostruirsi la propria vita altrove.
Ci auguriamo che l’intera zona del porto possa essere utilizzata per molte altre iniziative di solidarietà, il più possibile aperta alla cittadinanza, e che non sia solo un luogo ad uso e consumo delle forze dell’ordine che costantemente la presidiano.
Aprire alla cittadinanza senza confini lo spazio negato del porto, perché ritorni ad essere un bene comune di tutta la città. Dire basta alla vergogna dei respingimenti, per abbattere l'infrastruttura securitaria del nuovo razzismo aprendo le porte d'oriente alla libertà e ai diritti.

Ambasciata dei Diritti, Ass. ya Basta, Collettivo studentesco delle scuole superiori di Ancona, Polisportiva Antirazzista Assata Shakur, Osservatorio Faro sul Porto, alcuni cittadini e cittadine di Ancona.
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FALKATRAZ 2009 - Assemblea sull'ideologia securitaria e le sue pratiche di resistenza

ore 18:00 "NOI NON ABBIAMO PAURA" per un'assemblea aperta sull'ideologia securitaria e le sue pratiche di resistenza

APERTURA CON READIND a cura di Novella Palandrani e Rama Pollini.
Lettura di brani tratti da "Cpt lager italiani" di Marco Rovelli, "Evasioni e Rivolte" di Emilio Quadrelli e "Shock Economy" di Naomi Klein


PRESENTAZIONE DI:

*La campagna "Paura anche no" e la mostra itinerante "IL BABAU IN MOSTRA";
* IL FARO SUL PORTO - per un osservatorio - inchiesta sul tema respingimenti e asilo politico nel Porto di Ancona;
*La nuova Legge Regionale sull'immigrazione e il Pacchetto Sicurezza governatico, a cura di Ambasciata dei Diritti Marche;

ORE 21:00
PROIEZIONE DEI DOCUMENTARI "Come un Uomo sulla Terra" (durata 50") e "Hotel House" (durata 70")

IL PROGRAMMA COMPLETO DEL FESTIVAL
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