Continua...
ORARI DI APERTURA
VIVA PALESTINA 5

Anche quest'anno passerà per Ancona una carovana di centinaia di furgoni carichi di medicine e materiale scolastico che partira' il 18 settembre da Londra per raggiungere Gaza seguendo un percorso attraverso la Francia, l'Italia e la Grecia.
Ieri sera presso la sede dell' Ambasciata dei Diritti si è svolto il secondo incontro per organizzare l'accoglienza del convoglio diretto a Gaza, diverse le iniziative messe in campo a cui tutti potranno partecipare. Dalla cena per la raccolta fondi fino al reperimento di materiale di prima necessità (medicinali) richiesto dagli organizzatori della carovana, passando per l'accoglienza materiale dei partecipanti.
La carovana europea sara' solo una delle tre che si sono date appuntamento al valico di Rafah per la fine di settembre. Delle altre due, una partira' da Casablanca, in Marocco, e l'altra partira' da Doha, in Qatar. La prima attraversera' i Paesi del Maghreb, mentre l'altra raggiungera' l'Egitto attraverso l'Arabia Saudita.
Gli organizzatori contano di far arrivare nella Striscia di Gaza circa 500 veicoli carichi di aiuti. Allo stesso tempo una flotta di una decina di imbarcazioni avvicinerà Gaza dal mare, replicando l'esperienza della Freedom Flotilla.
E' possibile fare delle donazioni facendo dei versamenti sul C/C Banca Etica intestato a:
Associazione Ya Basta! Marche IBAN IT41 R 05018028 0000 0000 112064 Causale: Per Gaza.
E' stato anche lanciato un appello rivolto agli enti locali a sostenere politicamente ed economicamente queste iniziative affiche' venga posta fine a una delle situazioni piu' barbare e disumane dei nostri tempi, la costrizione di un milione e mezzo di palestinesi nel campo di concentramento a cielo aperto di Gaza.
Per ulteriori info ambasciata@glomeda.org
DOMENICA 20 GIUGNO 2010 CI RIPRENDIAMO IL PORTO
Il programma definitivo con la scaletta delle iniziative e le adesioni alla giornata del 20 giugno saranno rese note nei prossimi giorni. Continua...
IL PORTO SEQUESTRATO
Venerdì 14 maggio presentazione del libro/inchiesta sul porto di Ancona a cura dell'Osservatorio Faro sul Porto ore 17.00 presso la Facoltà di Economia e Commercio - Università Politecnica delle Marche ¬ P.zzale Martelli, 8 Ancona - Villarey.delle associazioni greche di Patrasso e Igoumenitsa e quelli della rete Tuttiidirittiumanip
Acqua bene Comune - NO alla privatizzazione

Oscar Olivera Portavoce della Coordinadora in difesa dell’acqua e della vita – Cochabamba – Bolivia
Il percorso verso la manifestazione è un occasione importante per riaffermare, anche nei nostri territori, la difesa dell’acqua come bene comune.
Proprio pochi mesi fa l’approvazione da parte del Governo dell’Art. 15 dl 135/09 è stata l’ultima tappa del tentativo di privatizzazione definitiva dei beni comuni, acqua compresa, imponendo di fatto la partecipazione dei privati.
In tutti i territori ci si sta mobilitando per costruire dal basso percorsi di mobilitazione per affermare che l’acqua non può essere mercificata e privatizzata. Una mobilitazione ancora più importante di fronte al fallimento della Conferenza sui cambiamenti climatici di Copenhagen che ha visto l’incapacità e la non volontà dei "potenti" del mondo di trovare un accordo significativo per il futuro del pianeta. Questo dimostra come, solo dal basso, attraverso la partecipazione attiva dei cittadini, percorrendo la strada dell’indipendenza e dell’autonomia, si possano costruire e difendere i beni comuni come l’acqua e molte altre risorse naturali.
Intorno alla battaglia per l’acqua da più parti in Italia si sta costruendo la pressione collettiva perchè gli Enti locali, in particolare anche le Amministrazioni Comunali, prendano posizione e modifichino il loro Statuti, affermando il diritto umano all’acqua come principio universale, inalienabile e l’acqua come bene comune. Sono numerosi infatti gli enti locali che hanno già intrapreso questa iniziativa anche come segnale di rifiuto delle imposizioni del governo.
Perchè tutto questo non si può fare anche a Jesi e nelle altre città della Vallesina insieme a molte altre iniziative?
Incontriamoci per discutere di come costruire nel nostro territorio un insieme di iniziative verso la manifestazione del 20 Marzo e per la difesa dell’acqua come bene comune.
Associazione “YaBasta!”
Collettivo studentesco “Corto Circuito”
Ambasciata dei Diritti
Noi ti dobbiamo dei ringraziamenti collettivi..ciao David
15 / 2 / 2010per come eri e insieme a noi ancora vivi
ora che brilli come una stella
anche se siamo della terra e torniamo alla terra"
Ci sono delle perdite che è difficile accettare, ci sono degli uomini che per la loro generosità, altruismo, militanza e combattività sono stati esempio e modello per tutti noi.
Nelle nostre vite, nella quotidiana battaglia per cercare di rendere il nostro un mondo migliore.
Abbiamo perso tanto perchè tanto è quello che David ha saputo darci in questi anni: la sua determinazione nelle lotte, dagli spazi sociali per reclamare diritti e dignità per un futuro senza frontiere, finalmente libero da ingiustizie.
E soprattutto abbiamo perso un fratello.
David da sempre è stato un militante dei centri sociali e delle Comunità Resistenti delle Marche, punto di riferimento dei movimenti.
Era il "sub-comandante” di un esercito di sognatori che con lui nel cuore continuerà a lottare per la libertà.
David è vivo e lotta insieme a noi!
Le sorelle e i fratelli del Csa Sisma
---------
È indescrivibile il limite che le parole hanno in un momento come questo, dove incredulità, sgomento e dolore hanno il sopravvento. Se però queste hanno un minimo di senso allora lo abbiamo trovato, oggi, inciso nei volti di tutte e tutti noi.
Oggi ci siamo presi la strada per l’ultimo corteo con David, dopo i tanti fatti insieme condividendo urti e abbracci. Noi andiamo avanti, perché desiderio e vita sono più forti di ogni dolore e di ogni ingiustizia.
Da oggi noi andiamo avanti anche per te.
I compagni e le compagne delle Marche
ABBATTIAMO LE RETI DEL PORTO DI ANCONA
firma la petizione on line
http://www.firmiamo.it/abbattiamoleretidelporto
Con il pretesto della sicurezza e del declassamento del porto ci hanno tolto una parte importante della città. Hanno recintato il porto trasformandolo in un carcere a cielo aperto impedendo la sua libera fruizione da parte dei cittadini. Hanno distrutto un sentimento.
Le reti, orrende nell'aspetto servono solo a deturpare il paesaggio che fino a pochi anni fa si poteva godere dalle banchine. Dal punto di vista della sicurezza sono inutili poiché erigono una barriera a dieci metri da un muro già esistente. Come tutti sanno il porto di Ancona è storicamente il frutto di una stratificazione urbanistica strettamente legata alla sicurezza dello scalo marittimo e alla difesa della città. Due millenni di storia hanno dato vita ad un sistema difensivo composto da mura e porte che si sono perfettamente integrati con il resto della città e che mai sono state un ostacolo per i propri abitanti. Le reti i cancelli ed i tornelli attuali rappresentano soltanto un impedimento gratuito che danneggia tutti i fruitori del porto turisti, commercianti, marittimi visitatori occasionali etc.
Il decreto con il quale hanno giustificato l'innalzamento delle reti(6 novembre 2007, n. 203.) non prevede assolutamente tale forma di recinzione, indica genericamente che i porti devono avere delle aree protette che possono essere più o meno interdette in caso di pericolo o minaccia. Il decreto lascia ampio margine di discrezionalità e sottolinea che comunque le misure di sicurezza non devono ostacolare i normali fruitori del porto compresi i visitatori occasionali.
Sarebbe bastato migliorare i controlli nelle porte già esistenti invece di creare quel carcere, controlli che però devono essere intensificati solo in caso di percezione di minaccia e non quotidianamente, lasciando come sempre è stato la libera possibilità di poter usufruire della parte più bella della città.
Anche l'eventuale declassamento è una bugia studiata ad arte da chi in qualche modo ha interesse a che le reti ci siano, la classe del porto non deriva dal livello di sicurezza ma dalla movimentazione delle merci e dal numero di passeggeri che vi transitano (Legge 28 gennaio 1994, n. 84 ).
Il porto è sempre stato un bene comune, uno spazio importante di relazione commercio ed incontri, dove andare per fare una semplice foto su una bitta od una passeggiata, dove i nonni portavano per mano i bambini per fargli ammirare la grandiosità delle navi. Chi ha deciso di installare quello scempio delle reti immagina la sua terra come un gigantesco carcere sorvegliato da telecamere e protetto da filo spinato. A questo progetto è possibile opporsi firma la petizione che ne chiede la rimozione sostieni la campagna per abbattere le reti del porto.
La tranquillità è importante ma la libertà è tutto
Ambasciata dei Diritti Ancona



