ORARI DI APERTURA

Lo sportello legale dell'Ambasciata dei Diritti e l'osservatorio contro le discriminazioni sono in via Urbino, 18 - Ancona. Per appuntamenti o informazioni potete conotattarci scrivendo a ambasciata@glomeda.org

AGAINST THE BORDERS OF FORTRESS EUROPE


Siamo stati a dicembre ad Idomeni al confine tra Grecia e Macedonia, raccontando discriminazioni e un'accoglienza indegna.
Con quello che è successo oggi a Idomeni e a Calais non è possibile rimanere fermi. Dobbiamo non abituarci a quello che sta accadendo e dobbiamo agire velocemente affinché si metta in discussione il regime dei confini.
Non è solo un doveroso impegno etico, ma ne va della stessa idea di Europa, aperta e dei diritti, che vogliamo costruire per tutti e tutte.
Dalla frontiera della Grecia ai confini dell'Austria mettiamoci nuovamente in cammino con due iniziative pubbliche e transnazionali che nascono dal basso e che vogliamo rendere praticabili da tutti coloro che scelgono di stare dalla parte delle persone che migrano.

1- La “March ‪#‎Overthefortress‬” in Grecia verso la fine di marzo (25-29 marzo) proposta dalla Campagna #Overthefortress
info overthefortress march: overthefortress@meltingpot.org
3398102187 - 3382921375
2 - Una mobilitazione domenica 3 aprile sul confine tra Italia ed Austria. Info e adesioni mobilitazione 3 aprile: 3aprilenoborder@gmail.com
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Perché “l'incursione” al Carnevale?



Un po' per scherzo, un po' per divertirci ma soprattutto per lanciare un messaggio, nel pieno spirito del carnevale per recuperare quel temporaneo scioglimento dagli obblighi sociali e dalle gerarchie per lasciar posto al rovesciamento dell'ordine, allo scherzo e anche alla dissolutezza che è vero fondamento del carnevale.
Abbiamo voluto rompere quella campana di vetro che copre il carnevale anconetano, che nel tempo lo ha trasformato in una passerella per figuranti perfetti ben truccati e ben vestiti. Da anni si ripete il rituale che vede le maschere sfilare e gli anconetani dietro le transenne a fare da spettatore , una parata esclusivamente estetica che ha coinvolto alcune comunità di migranti ma liberi solo di mostrare il loro aspetto folcloristico.
Negli anni delle tragedie dei migranti, e di quelle al porto di Ancona abbiamo voluto rappresentare quell'Ancona diversa, fatta di migranti e di solidarietà che piaccia o no è parte integrante della città, con pochissimi soldi ci siamo autoprodotti delle maschere e ci siamo infilati dentro la manifestazione, tra lo stupore di molti.
No Border, Welcome Refugees, Porto Aperto sono alcuni dei messaggi che abbiamo lanciato durante la manifestazione, in una cinquantina provenienti da tutte le parti del mondo ballando e cantando felicissimi di essere la nota stonata del Carneval.
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Le responsabilità del migrante morto a Torrette (Ancona)

La morte del ragazzo magrebino di domenica non è, come molti stanno dicendo, un fatale incidente ma è frutto di scelte ben precise legate alla politica europea sull'immigrazione. Anche se in Italia l'attenzione è concentrata sugli sbarchi tra Lampedusa e Sicilia (comunque in calo) la gran parte dei migranti sta scegliendo di percorrere la via balcanica per cercare rifugio in Europa, ma ad oggi tale via è concessa, seppur tra mille difficoltà, soltanto a coloro che hanno delle nazionalità ben precise ovvero iracheni, siriani ed afghani, lasciando cosi intrappolati in Grecia migliaia di migranti di altre nazionalità tra cui anche un cospicuo numero di magrebini. Alcuni di loro che si sono visti precludere la rotta balcanica stanno provando a fare quello che da anni hanno tentato di fare molti migranti afghani, siriani, palestinesi e sudanesi, ovvero nascondersi dentro le stive delle navi che collegano Italia e Grecia. Cambiano le nazionalità ma le vicende drammatiche delle decine di morti nel nostro porto sono sempre le stesse, ragazzi che muoiono soffocati, bruciati o schiacciati da camion senza che si sia mai tentato di immaginarsi una soluzione che possa evitare questi drammi. Da anni chiediamo che vengano aperti canali umanitari sicuri, e che venga cancellato una volta per tutte l'accordo Italia-Grecia sulle riammissioni. Finché questi appelli non saranno raccolti continueremo ad assistere ancora ad altre morti. . Dalle stragi di Parigi in poi in città sono ben visibili i mezzi dell'esercito italiano per la cosiddetta operazione sicurezza antiterrorismo. Tale presenza rispecchia bene la politica europea di rafforzamento dei confini che è del tutto contraria ad una politica di accoglienza e di solidarietà. Esercito, filo spinato e armi produrranno sempre più morti, ma come si sa alcune morti si tollerano meglio di altre.. Continua...

L'accoglienza dei rifugiati ad ancona: chi non sopravvive

COMUNICATO STAMPA ANCONA 8 SETTEMBRE 2015


Una grande ondata emotiva ha scosso l'Europa ed il mondo. Dopo essere stati raggiunti dalla foto del corpo del bimbo siriano morto sulle rive del mare, ovunque e giustamente si sta parlando di come accogliere i profughi. ‪#‎Ancona‬ ha una grande tradizione in termini di accoglienza poiché città portuale e quindi città attraversata dall'attraversamento migratorio. Purtroppo da qualche anno l'indifferenza sembra invece il sentimento predominante.
Lo scorso ottobre un ragazzo morì nel nostro ‪#‎porto‬, anche lui siriano di 23 anni.
Il suo nome era Khalil, nato in una città bellissima come Aleppo oramai ridotta a macerie dalla guerra. Khalil era uno studente e cercava di raggiungere l'Italia per poi ricongiungersi al fratello tutt'ora in Germania.
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Ventimiglia - Un 20 giugno per la libertà di movimento, contro la Fortezza Europa


In centinaia hanno risposto all'appello in solidarietà con i migranti che resistono sugli scogli. Blocco stradale nei pressi della frontiera. All'alba violato il confine dell'inguistizia e dell'ipocrisia: gli attivisti aiutano 20 rifugiati a fuggire in Francia. Non era possibile scegliere di essere altrove. Non c'era altro luogo al di fuori di Ventimiglia dove pensare di celebrare la Giornata Mondiale del Rifugiato. Degnamente.

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VentiGiugno / Ventimiglia

Sabato 20 giugno a Ventimiglia dalla parte della libertà di movimento, per un diritto di asilo europeo.

Il 20 giugno, per la Giornata Mondiale del Rifugiato, saremo a Ventimiglia, insieme a chi da giorni sta occupando una porzione di confine per rivendicare il diritto alla libertà. Non ci sentiamo di essere altrove, dove le parole rischiano di separarsi dalla vita cruda, a centinaia di chilometri da quegli scogli.

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TOGLIERE LE RETI DAL PORTO DI ANCONA


Apriamo ancora una volta uno spazio di dibattito che non è fatto di proclami e propaganda, ma di analisi dei dati. Dal 2009 l’Ambasciata dei Diritti insieme ai movimenti territoriali ha portato avanti una battaglia politica per liberare il porto di Ancona dalle reti. Non è questo il momento di riparlare della sbagliata e strumentale interpretazione delle disposizioni di sicurezza fatta dieci anni fa, ma anche guardando il solo dato economico, risulta oggi evidente che è giunto il momento di rimuovere le reti da tutte le zone del porto.
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Irruzione dell'Ambasciata dei Diritti al consiglio comunale di Ancona

Questa mattina gli attivisti dell'Ambasciata dei Diritti hanno fatto irruzione all'interno del consiglio comunale mentre si stava svolgendo la seduta. Lo scopo dell'azione era quello di avere una risposta definitiva rispetto alla minaccia  di sgombero intimata dal comune di Ancona. Pochi minuti dopo l'esposizione di striscioni che contestavano l'operato del comune, si è tenuto un incontro con i capigruppo del consiglio e alcuni assessori (Foresi, Urbinati e Guidotti). Nonostante la discussione molto aspra gli assessori hanno comunque deciso di aprire un tavolo di trattativa che miri alla soluzione della questione.
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NoName project - 900 fogli bianchi per i morti senza nome


Opera collettiva di artisti, studenti e attivisti per non dimenticare. 

Ancona - Tante, troppe, continue sono state le morti dell’ultimo mese. E’ inaccettabile, doloroso e disumano morire così in mare perché la disperazione li porta ad attraversare il Mediterraneo e l’Adriatico. Spinti dalla paura, disperazione ma anche dal bisogno di trovare una nuova casa e costruire una nuova vita. 

Ecco la storia dei migranti scomparsi in mare. Donne, bambini e uomini di cui non sappiamo nulla. Non conosciamo la loro storia, non conosciamo la loro età e nemmeno il loro nome. Sono scomparsi, invisibili da vivi ai nostri occhi e invisibili da morti senza un posto dove ricordarli e piangerli. 

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FERMARE LA STRAGE SUBITO!

ANCONA 22 APRILE 2015

L'Ambasciata dei Diritti di Ancona parteciperà al presidio di Giovedì 23 aprile in piazza Roma (ore 17,30) ad Ancona, sottoscritto da diverse associazioni ed organizzazioni sindacali per ribadire, insieme a tanti altri, che siamo per un mondo diverso nel quale i confini vanno abbattuti e non costruiti e che sopratutto tutti e tutte abbiano la possibilità di muoversi liberamente da una parte all'altra del mondo senza dover rischiare la vita.

Ora più che mai vi è la necessità di :
- aprire dei percorsi autorizzati e sicuri di ingresso per chi fugge dalle persecuzioni
- una degna accoglienza a partire dal riconoscimento del titolo di soggiorno e da percorsi di inserimento nella realtà sociale e lavorativa del territorio
- un’immediata apertura dei confini interni all’Europa che privano migliaia di persone del diritto di scegliere dove arrivare.


Il canale umanitario è l’unica risposta degna che si può dare a questo immane dramma che si sta consumando, il fatto di denunciarlo a gran voce da anni non rende meno dolorosa la morte di tanti uomini e donne. E’ una strage talmente dolorosa da diventare insopportabile, perché è evidente che anche in questo caso , come in tanti altri, si sarebbe potuta evitare.

Il nostro sguardo deve avere la capacità di guardare lontano, ma allo stesso tempo la sensibilità di denunciare quello che accade nella nostra città.

Ancona è città di frontiera e di accoglienza, purtroppo troppe volte anche qui si sono consumate tragedie drammatiche. L'ultimo ragazzo morto è di soli pochi mesi fa, vittima del sistema Dublino e degli accordi bilaterali Italia-Grecia. Nonostante la Corte Europea dei Diritti dell'Uomo abbia condannato l'Italia per le riammissioni arbitrarie compiute nei porti adriatici, ad Ancona si continua a respingere migranti e potenziali richiedenti asilo, troppo spesso nel silenzio generale.

La prefettura di Ancona ha ridotto drasticamente gli orari dello sportello portuale per i richiedenti asilo, questa scelta peserà gravemente sulla sorte di molti migranti ed aumenterà di conseguenza i respingimenti verso la Grecia.

La Commissione Territoriale per i rifugiati di Ancona, sta rispondendo in maniera negativa alla stragrande maggioranza delle richieste di asilo, presentate da coloro che sono sopravvissuti all'attraversata del canale di Sicilia, ed ora sono ospitati nei centri di accoglienza cittadini.

Attraverso questi dinieghi si uccide chi è scampato al mare, lo si uccide perché lo si consegna alla clandestinità, gli si preclude ogni percorso formativo e di fatto si riempie la città di fantasmi.

Fantasmi che si aggiungono ai morti sotto i tir, e che si aggiungono a quei fantasmi che neanche vediamo passare perché nascosti dentro un camion.

Chiediamo quindi con forza:

- Che la polizia di frontiera rispetti la sentenza della CEDU e non respinga più nessuno

- Che la Commissione asilo territoriale valuti più accuratamente le richieste di Asilo ed in caso di mancanza di requisiti assegni comunque un permesso per motivi umanitari a chi ha messo a repentaglio la propria vita per entrare nel nostro paese

- Che la prefettura rafforzi lo sportello per i richiedenti asilo al porto ampliandone gli orari di esercizio per tutto l'orario previsto degli sbarchi delle navi traghetto


Ambasciata dei Diritti Ancona
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APPUNTAMENTO ANCONETANO CON IO STO CON LA SPOSA E CON IL REGISTA GABRIELE DEL GRANDE


A pochi giorni dalle strazianti stragi di richiedenti asilo a largo di Lampedusa, l'Ambasciata dei Diritti propone di dare voce a quelle migrazioni che si caratterizzano come fuga dalla guerra, ma difronte alle quali ancora una volta l'Europa continua a mostrare lo stesso volto fondamentalmente indifferente.

Domenica 22 febbraio l'Ambasciata dei Diritti Marche – Via Urbino 18 Ancona – organizza la proiezione del Film “Io sto con la sposa” , il docufilm che alla 71 mostra di Venezia si è aggiudicato ben pre premi: il premio FEDIC, il premio HUMAN RIGHTS NIGHTS e il premio della CRITICA SOCIALE.
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