ORARI DI APERTURA

Lo sportello legale dell'Ambasciata dei Diritti e l'osservatorio contro le discriminazioni sono in via Urbino, 18 - Ancona. Per appuntamenti o informazioni potete conotattarci scrivendo a ambasciata@glomeda.org

Manovra finanziaria 2009: novità per gli stranieri

Pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale la legge n. 133/2008 che converte, con modificazioni, il decreto-legge n. 112/2008 (misure economico-finanziarie).
Il testo coordinato della legge n. 133/2008
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Parlamento Europeo - Guerra in Georgia, si a missione di pace

L'accordo di pace fra Russia e Georgia strappato dall'Ue "ci rende responsabili del suo rispetto e funzionamento", ha dichiarato martedì 12 agosto il presidente della delegazione parlamentare Ue-Caucaso meridionale Marie-Anne Isler Béguin, presente a Tiblisi su iniziativa del Presidente del Parlamento europeo Hans-Gert Pöttering, "profondamente allarmato" dall'uso della forza da parte dell'armata russa.
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Sicurezza: Cie Marche potrebbe sorgere a Falconara

Notizia Ansa
Probabile ubicazione in strutture forze armate vicino aeroporto
(ANSA) - ANCONA, 31 LUG - Potrebbe sorgere a Falconara, in strutture militari armate vicino all'aeroporto, il Cie (Centro identificazione ed espulsione immigrati) delle Marche. La certezza non c'e' ancora, ne' un'indicazione ufficiale, ma secondo fonti bene informate gli ispettori del ministero dell'Interno hanno svolto un sopralluogo, individuando uno o piu' immobili. Al momento nelle Marche ci sono due piccoli Centri di accoglienza per stranieri richiedenti asilo, ad Arcevia e a Senigallia.(ANSA).
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Dal 1° agosto 2008 al 31 gennaio 2009 i cittadini in attesa di regolarizzazione del permesso di soggiorno possono transitare nell’area Schengen

La facilitazione consente agli stranieri, in possesso della ricevuta di presentazione dell’istanza a Poste Italiane, di recarsi nei Paesi di origine e poi di rientrare in Italia.
Come ogni anno, la direzione centrale dell’Immigrazione e della Polizia delle frontiere ha previsto una serie di facilitazioni temporanee per il transito dei cittadini stranieri regolarmente presenti sul territorio nazionale, concesse dal Consiglio e dalla Commissione europea.Possono usufruirne i cittadini che hanno presentato richiesta di rinnovo del titolo di soggiorno o che hanno presentato istanza di primo rilascio per motivi di lavoro o per ricongiungimento familiare. Dal 1° agosto 2008 al 31 gennaio 2009, gli stranieri provenienti dall'Italia o diretti verso l'Italia, potranno transitare attraverso le frontiere terrestri, marittime e aeree dei paesi Schengen se in possesso: della ricevuta di Poste Italiane S.p.a. attestante l'avvenuta presentazione della richiesta di rinnovo del titolo di soggiorno, del passaporto in corso di validità, o del documento di viaggio equipollente, e del titolo di soggiorno scaduto. I cittadini stranieri potranno così recarsi nei Paesi di origine e successivamente rientrare in Italia.
Il personale preposto ai controlli di frontiera dovrà procedere alla timbratura del documento di viaggio e della ricevuta, esibiti dal titolare, all’atto dell’uscita e del rientro in Italia.
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A Senigallia il centro di accoglienza per immigrati clandestini

TRATTO DA VIVERE SENIGALLIA
Da inizio luglio circa 45 persone extracomunitarie alloggiano all’Hotel Lori sul lungo mare Italia a Marzocca, una struttura a tre stelle che si affaccia proprio alla spiaggia di velluto. E nei prossimi giorni sono attese altri venti “ospiti”. L’albergo senigalliese infatti è stato individuato dal Ministero dell’Interno come centro di raccolta provvisorio per i clandestini e fino alla fine di settembre ospiterà persone extracomunitarie in attesa di asilo politico. “Abbiamo un contratto con il Ministero degli Interni e siamo in continuo contatto con la questura di Ancona e con i carabinieri di Senigallia –spiega Laura, figlia del titolare-. Solitamente ci avvertono dei nuovi arrivi qualche giorno prima. Ci comunicano chi arriva e per quanto tempo dovrà rimanere. Poi logicamente ogni sera la questura si informa se tutto è a posto.” Il provvedimento fa seguito alla dichiarazione del ministro Maroni dello stato di calamità esteso a tutto il territorio nazionale dovuto "all'eccezionale afflusso di clandestini, raddoppiato rispetto all'anno scorso, che ha reso insufficienti le strutture attualmente attive destinate all'accoglienza".


Al momento all’Hotel Lori alloggiano 45 persone, tutte somale e nigeriane, ma per la struttura ricettiva non è affatto la prima volta. “Già 14 anni fa abbiamo ospitato gruppi curdi immigrati, e l’anno scorso abbiamo avuto nuclei familiari afgani. Siamo preparati per questo tipo di situazione. Queste persone sostanzialmente devono capire che ci sono regole che vanno rispettate–spiega Laura-. Sostanzialmente godono di una certa libertà, possono muoversi liberamente in città, prendono l’autobus e la mattina vanno a fare il bagno al mare. Ma alle ore dei pasti devono essere in albergo e alle 23 scatta il coprifuoco. Non appena ci accorgiamo che manca qualcuno avvertiamo la questura.” E così la spiaggia di velluto, unica città delle Marche, apre le porte dell'accoglienza agli extracomunitari clandestini. Gli immigrati al momento occupano 22 camere su 30 disponibili, ma per gli altri clienti sembra non ci siano problemi.

Non appena abbiamo appreso la notizia che avremmo dovuto ospitare queste persone, abbiamo avvertito gli altri clienti della situazione. Alcuni hanno preferito rivolgersi ad altre strutture mentre la maggior parte non ha cambiato idea ed ha voluto comunque confermare la prenotazione. Sostanzialmente non danno nessun fastidio.
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Rapporto del Comissario europeo per i diritti umani sulla politica immigratoria in Italia

Strasburgo, 29.07.2008 – “Una politica in materia di immigrazione non può basarsi solo sulle preoccupazioni relative alla sicurezza pubblica. Le misure adottate al momento in Italia non rispettano i diritti umani e i principi umanitari e rischiano di appesantire il clima di xenofobia”, con queste parole Thomas Hammarberg, commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa, ha commentato la pubblicazione del suo rapporto sulla missione speciale condotta a Roma il 19 e 20 giugno scorsi. Tale visita fa seguito alle manifestazioni, a volte molto violente, contro rom e sinti nel paese e rientra nel quadro dell’adozione o preparazione, in tempi relativamente brevi, di una legislazione che miri ad introdurre ulteriori controlli alla libertà di movimento di rom e sinti, la penalizzazione dell’immigrazione clandestina ed ulteriori restrizioni all’immigrazione.
Il Commissario ha inoltre espresso le sue preoccupazioni riguardo il ‘’pacchetto sicurezza” che sembra essere appositamente elaborato per gli immigrati rom nonché per la dichiarazione dello stato di emergenza in tre regioni italiane. “I rom ed i sinti hanno un urgente bisogno di una tutela effettiva dei loro diritti umani ed in particolare dei loro diritti sociali, come ad esempio il diritto ad un abitazione decente e all’istruzione”, ha aggiunto. “Adottare lo stato di emergenza e conferire maggiori poteri ai ‘commissari speciali’ e alle forze dell’ordine non è il giusto approccio al fine di rispondere ai bisogni dei popoli rom e sinti”. Alla consegna in data odierna del suo Memorandum, il Commissario si è detto preoccupato per l’estensione dello stato di emergenza su tutto il territorio nazionale.
Hammarberg ha anche criticato la decisione del governo italiano di considerare reato penale l’entrata ed il soggiorno irregolare di immigrati; lo considera un preoccupante allontanamento dai principi di diritto internazionale. “Queste misure possono complicare le richieste di asilo dei rifugiati e rischiano di accrescere la stigmatizzazione e l’emarginazione sociale di tutti gli immigrati – rom inclusi”, ha affermato.
Il Commissario Hammarberg è anche allarmato per il rimpatrio forzato di immigrati verso alcuni paesi dove è comprovato l’uso della tortura. Facendo particolare riferimento al caso di un cittadino tunisino espulso per ordine del Ministro degli Interni nel quadro della legge sulle misure d’urgenza per combattere il terrorismo, Thomas Hammarberg si è nuovamente opposto a decisioni di questo tipo, decisioni prese sulla base di assicurazioni diplomatiche. Ha ricordato inoltre che laddove individui che rischiano l’espulsione pesentino ricorso davanti alla Corte europea dei Diritti dell’Uomo, gli stati devono attenersi a qualsiasi richiesta da parte di quest’ultima di sospendere la deportazione, in attesa di un’esame del caso. “Il diritto di ricorso individuale è un caposaldo del sistema europeo di tutela dei diritti umani”.
Il Commissario ha infine esortato le autorità italiane alla rapida creazione di un’efficace istituzione nazionale per i diritti umani, al fine di rafforzare il sistema di protezione nel paese.

IL RAPPORTO

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Aggiornamenti pacchetto sicurezza

Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha promulgato la legge 24 luglio 2008, n. 125 (in GU, Serie generale, n. 173, del 25 luglio), che converte il decreto-legge 23 maggio 2008, n. 92, recante "Misure urgenti in materia di sicurezza pubblica".
Il decreto legge 23 maggio 2008, n. 92, recante misure urgenti in materia di sicurezza pubblica è stato convertito in legge con alcune modifiche. Tra queste, un meccanismo per una più celere trattazione dei processi per i reati più gravi, essendo stati definiti con legge i processi a cui è assicurata priorità assoluta nella formazione dei ruoli di udienza e nella trattazione. Saranno poi i dirigenti degli uffici giudicanti ad adottare i provvedimenti organizzativi necessari.

Per quanto riguarda il disegno di legge "Disposizioni in materia di sicurezza pubblica" che introduce nell’ordinamento il reato di ingresso illegale nel territorio dello Stato, facente parte del Pacchetto varato il 21 maggio scorso, è dal 25 giugno all'esame delle Commissioni riunite Affari costituzionali e Giustizia.

In questo provvedimento viene prevista una sanzione penale, con la reclusione da sei mesi a quattro anni, e l’obbligatorietà dell’arresto dell’autore del reato che sarà giudicato con rito direttissimo. Gli altri articoli contenuti nel disegno di legge riguardano: la tutela delle persone più deboli spesso bersaglio per i criminali; il fenomeno dei matrimoni cosiddetti "di comodo", al solo scopo cioè di acquisire la cittadinanza italiana; la tutela del decoro urbano; l’introduzione di un’aggravante per i reati commessi in concorso con i minori e del reato che punisce l’impiego dei minori nell’accattonaggio; il sistema dell’iscrizione anagrafica con la verifica delle condizioni igienico-sanitarie dell’immobile; il contrasto al fenomeno del riciclaggio connesso all’uso del money transfer; il fermo del veicolo in caso di gravi violazioni al codice della strada. Inoltre, il sistema delle norme deputate alla lotta alla criminalità organizzata viene ritoccato da alcuni articoli che modificano la disciplina sulle misure di prevenzione.

Mentre il disegno di legge di adesione al trattato di Prum (anch'esso associato al Pacchetto sicurezza), che prevede la costituzione di una banca dati del DNA, è stato presentato al Senato il 15 luglio scorso e sul testo non è ancora iniziato l'esame.

Infine, per quanto riguarda i tre decreti legislativi, che completano il "Pacchetto sicurezza", il ministro dell'Interno Maroni ha annunciato che intende portare i decreti legislativi in Consiglo dei ministri nella seduta del 1° agosto prossimo.

DECRETO LEGGE 23 MAGGIO 2008 N.92

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Varato il Piano per l'impiego delle Forze armate nel controllo del territorio.

Il ministro dell'Interno e il ministro della Difesa hanno firmato oggi il decreto.
Da lunedì 4 agosto 3.000 militari affiancheranno per sei mesi le forze di Polizia nel controllo del territorio nelle principali città italiane, a garanzia dell'ordine pubblico e della sicurezza, grazie al 'Piano d'impiego del personale delle Forze Armate nel controllo del territorio'. Il Piano, varato oggi con un decreto firmato al Viminale dal ministro dell'Interno Roberto Maroni e dal ministro della Difesa Ignazio La Russa e adottato con il parere favorevole del Comitato nazionale per l'ordine e la sicurezza, costituisce una delle misure del 'pacchetto sicurezza', (prevista dall'articolo 7-bis del decreto legge 92/2008, convertito dalla legge 24 luglio 2008, n. 125).
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Immigrazione irregolare. Estesa all'intero territorio nazionale la dichiarazione di stato di emergenza

Informativa del ministro Maroni alla Camera. Provvedimento necessario per una «evidente situazione di eccezionale pressione migratoria»
"Appare evidente una situazione di eccezionale pressione migratoria che ha reso necessario espandere nuovamente, così come è stato fatto negli ultimi sei anni, su tutto il territorio nazionale, la dichiarazione dello stato di emergenza dichiarata, da ultimo, dal governo Prodi nel febbraio 2008 e limitata a sole tre Regioni". E' quanto dichiarato dal ministro dell'Interno Maroni nel corso dell'informativa urgente alla Camera dei deputati sulla delibera del Consiglio dei ministri del 25 luglio 2008.
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CPT: risarcimento danni per due cittadini stranieri

FONTE LA REPUBBLICA
Due cittadini extracomunitari, ex ospiti di un centro di permanenza temporanea, dovranno essere risarciti dallo Stato italiano per i danni subiti durante quel soggiorno.

«L' amministrazione dell' Interno ha l' obbligo giuridico di tutelare l' incolumità degli internati», scrive il giudice Rocco Camerata Scovazzo, della prima sezione del tribunale civile di Palermo, a cui si erano rivolti i due immigrati, attraverso l' avvocato Giorgio Bisagna, dopo essere rimasti feriti nel rogo che nel 1999 scoppiò all' interno del Cpt di Trapani, il Serraino Vulpitta. Nella notte fra il 28 e il 29 dicembre 1999, le fiamme portarono alla morte di sei uomini e al ferimento di altri due, di origine tunisina. Il caso era già arrivato in un' aula del tribunale penale. La Procura di Trapani aveva portato sul banco degli imputati l' allora prefetto della città, Leonardo Cerenzia. Ma il processo si è concluso con un' assoluzione. «Il tribunale penale in sostanza conclude ritenendo che la causa dell' incendio sia ascrivibile alla disattenta sorveglianza esercitata dal personale in servizio al momento del fatto, malgrado le rigide consegna ricevute», così ricorda Camerata Scovazzo. Di diverso avviso il giudice di Palermo, che scrive nella sentenza: «Malgrado non risultino precedenti specifici in materia di permanenza temporanea, si ritiene che la pubblica amministrazione, che aveva l' obbligo istituzionale di custodire i cittadini extracomunitari (peraltro ristretti contro la loro volontà) avrebbe dovuto dare prova di aver fatto tutto il possibile per evitare il danno». Severo il giudizio di Camerata Scovazzo sui colleghi che si sono fino ad oggi pronunciati sul caso: «Non appare convincente - dice la sentenza che ammette i due risarcimenti - l' affermazione dei giudici penali che se vi fosse stato idoneo rilevatore di fumo l' evento dannoso non si sarebbe verificato. Infatti, dalle stesse dichiarazioni dei danneggiati e di un testimone, emerge che il primo incendio causò fumo che avrebbe potuto essere segnalato dai rilevatori. Ebbene, non vi è dubbio che se i rilevatori vi fossero stati il fumo sarebbe stato segnalato con segnale acustico sicché anche il più distratto degli agenti non avrebbe potuto non essere allertato ed avrebbe avuto il tempo di intervenire, ricercando le chiavi, che invece non vennero trovate data l' agitazione del momento». Dunque, la «scarsa diligenza» degli agenti in servizio al Cpt e la «colposa imprudenza» dovuta «all' omessa installazione di un idoneo impianto antincendio» hanno portato ai maxi risarcimenti per i due tunisini, che oggi vivono a Palermo. L' avvocatura dello Stato ha già presentato appello contro la sentenza.
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Sentenza della corte di giustizia della comunità europea:libera circolazione dei coniugi di cittadini comunitari

IL CONIUGE EXTRACOMUNITARIO DI UN CITTADINO DELL'UNIONE PUÒ CIRCOLARE E SOGGIORNARE CON IL DETTO CITTADINO ALL’INTERNO DELL’UNIONE SENZA AVER PRIMA SOGGIORNATO LEGALMENTE IN UNO STATO MEMBRO
Il diritto del cittadino di un paese terzo, familiare di un cittadino dell'Unione, di accompagnare o di raggiungere il detto cittadino non può essere subordinato alla condizione che egli abbia prima soggiornato legalmente in un altro Stato membro
IL COMUNICATO STAMPA
LA SENTENZA CGCE
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