ORARI DI APERTURA

Lo sportello legale dell'Ambasciata dei Diritti e l'osservatorio contro le discriminazioni sono in via Urbino, 18 - Ancona. Per appuntamenti o informazioni potete conotattarci scrivendo a ambasciata@glomeda.org

Visualizzazione post con etichetta No alle ronde. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta No alle ronde. Mostra tutti i post

Il governo ricattato dalla Lega - riappaiono le ronde e il prolungamento dei tempi nei CIE

Roberto Maroni, il ministro dell'Interno, è stato di parola: ronde e centri d'espulsione (Cie) a sei mesi tornano alla Camera come emendamenti del governo (e della stessa Lega) al ddl sicurezza per diventare al più presto operativi (lui s'augura in due mesi ma il testo dovrà tornare al Senato).

La permanenza lunga nei Cie (dagli attuali 60 ai futuri 180 giorni) è stata impallinata dai franchi tiratori del Pdl prima a palazzo Madama e poi a Montecitorio; i "volontari per la sicurezza", alias ronde a disposizione dei sindaci, erano state stralciate dall'ultimo dl su stupri e stalking per garantirne la conversione. Ma il Carroccio ha puntato i piedi: o rientrano o il governo cade. E ieri, nelle commissioni Affari costituzionali e Giustizia, ronde e Cie sono riapparsi.

In compenso, dal ddl esce la norma sui medici-spia, liberi di denunciare uno straniero che va in ospedale ma non ha il permesso di soggiorno.
Continua...

Approvata in Consiglio Regionale la mozione contro il pacchetto sicurezza(ddl 733)

ILLUSTAZIONE DELLA MOZIONE
Massimo BINCI. Questa mozione è stata predisposta a seguito del disegno di legge del pacchetto sicurezza del Governo, al cui interno, tra le varie misure, c'è l'allungamento dei tempi di detenzione nei centri di espulsione e identificazione (CEI), che si configura come una detenzione in assenza di reato in quanto nella nostra legislazione non è ancora configurato il reato di clandestinità.
In Italia, soprattutto sulla spinta della Lega, si sta configurando una vera e propria emergenza razzismo. Infatti sulle problematiche sorte a seguito della crisi economica in qualche modo si vogliono cercare dei capri espiatori nelle fasce più deboli.
Per quanto riguarda il pacchetto sicurezza nella mozione si dichiara un netto dissenso rispetto alla configurazione della condizione di clandestinità come reato che deriva appunto dall'allungamento dei tempi di detenzione.
Inoltre si chiede l'abolizione del divieto di segnalazione alle autorità dello straniero non in regola con le norme di soggiorno da parte di strutture sanitarie, e questo potrebbe creare sia il non rispetto dei diritti umani, quindi anche una violazione delle dichiarazioni dell'Onu, sia l’aggravarsi delle situazioni sanitarie di chi vivendo in clandestinità si trova già in difficoltà.
Sono sorte anche tutta una serie di problematiche legate soprattutto alla condizione delle donne e dei bambini. Esse riguardano la possibilità di accesso da parte delle donne al diritto alla maternità e allo stesso tempo il diritto di mantenere il bambino dopo la nascita, c'è infatti difficoltà di iscrivere il figlio nato da persone clandestine all'interno dei registri anagrafici. La non registrazione al servizio anagrafe comporterebbe il fenomeno dei bambini mai nati, che dunque potrebbero addirittura rischiare di essere affidati perdendo così di conseguenza la famiglia naturale.
Altra condizione all'interno del pacchetto sicurezza che stigmatizziamo con questa mozione riguarda l'istituzione del registro dei senza fissa dimora. Sicché anche questa è un’ulteriore evidenziazione di quelle situazioni di povertà, peraltro già conosciute dai servizi sociali, che non avrebbero bisogno di un’ulteriore stigmatizzazione bensì di una maggiore affermazione dei diritti. Ci sono anche cittadini italiani, che per situazioni psicologiche o disagio sociale, molte volte legate alla perdita del lavoro e di conseguenza anche alla perdita delle relazioni familiari, si trovano in situazione di povertà.
Sicché, ripeto, un disagio socio-economico non può essere stigmatizzato con l'iscrizione all'interno di un registro, che sicuramente è di tipo razzista e che quindi serve soltanto ad evidenziare la debolezza economica e psicologica delle persone.
L'altra questione riguarda la subordinazione del diritto di residenza al reddito e alle condizioni igienico-sanitarie dell'alloggio. Molte volte le persone proprio per il fatto che sono deboli economicamente non sono in grado di scegliere la qualità della loro residenza, ma certamente questo non deve portare alla perdita del diritto alla casa. Casomai per quelle persone che per il loro basso reddito sono costrette a vivere in condizioni igienico-sanitarie non dignitose, dovrebbe essere previsto un intervento dello Stato e non certamente la perdita del diritto alla casa.
Un'altra questione, ma che qui non viene evidenziata, è quella delle ronde che viene vista come soluzione e affiancamento delle forze dell'ordine, che dunque proprio per questo in qualche modo è un disconoscimento del valore e del lavoro, appunto, delle stesse forze dell'ordine. Demandando ad altri quella che è una competenza primaria dello Stato in qualche modo vi è un riconoscimento della sua insufficienza nel gestire la questione della sicurezza dei cittadini. Quella sicurezza che soltanto se gestita dalle forze dall'ordine può garantire i diritti costituzionali.
Peraltro su tale questione spingono proprio Alleanza Nazionale e la Lega che fanno delle vere e proprie ronde di partito, per cui potrebbe accadere che chi ideologicamente dissente da esse e dovesse trovarsi per strada potrebbe essere discriminato e subire ritorsioni.
Condanniamo quindi la logica di questo decreto sicurezza, una logica, oltretutto, che va a togliere risorse alle forze dell'ordine, che addirittura si trovano con mezzi inutilizzati perché magari non possono aggiustarli o non possono fare neppure il pieno di benzina. A fronte di questo, invece, c’è un Governo che per cercare la soluzione dei problemi economici e delle difficoltà organizzative punta tutto sulla caccia al diverso e all'untore.
Dunque siamo profondamente contrari al pacchetto sicurezza del Governo soprattutto nella logica del rispetto dei diritti umani e delle competenze dello Stato.

L'APPROVAZIONE
Mozione n. 330
presentata in data 25 febbraio 2009 a iniziativa dei Consiglieri Binci, Ortenzi
“Pacchetto sicurezza”
L’ASSEMBLEA LEGISLATIVA REGIONALE
Visto:
che il Senato a dare il via libera al disegno di legge 773 “Pacchetto sicurezza”;
che il Ministro dell’interno Maroni ha annunciato di voler riproporre il punto ritenuto “qualificante” che prevede l’allungamento dei tempi di detenzione nei CEI (centri di identificazione ed espulsione) fino a 18 mesi;
Considerato:
che il migrante, il Rom, il diverso, il soggetto socialmente debole, diventano il capro espiatorio di chi pretende di attuare interventi autoritari di controllo e di esclusione sociale;
che in Italia si sta configurando una vera e propria emergenza razzismo, anche legata alla pesante crisi economica in cui il sistema globale si trova;
che il pacchetto sicurezza si annuncia non soltanto nella direzione dei migranti, ma anche nelle cariche della polizia agli operai che difendono il loro posto di lavoro;
Considerato che l’insicurezza si sconfigge con un rafforzamento dello stato sociale, con il superamento della precarietà dell’esistenza e del lavoro, con città che favoriscano la possibilità di relazioni sociali fra persone e realtà diverse;
DICHIARA
il netto dissenso alle proposte governative che prevedono:
1) configurazione della condizione di clandestinità come reato;
2) l’abolizione del “divieto di segnalazione alle autorità” dello straniero non in regola con le norme
di soggiorno da parte di strutture sanitarie;
3) istituzione di un registro dei senza fissa dimora;
4) la subordinazione del diritto di residenza al reddito ed alle condizioni igienico-sanitarie
dell’alloggio;
IMPEGNA
la Giunta regionale ad adottare tutti i provvedimenti in suo possesso per garantire una convivenza multiculturale, stesse opportunità a tutti i cittadini per non ledere la dignità e i diritti inalienabili delle persone e il rispetto dei diritti costituzionali.
Continua...

Il Senato approva il decreto sicurezza Ok bipartisan. Niente ronde

Tratto da Repubblica
Il decreto è legge. A favore la maggioranza, Idv, Pd e Udc. Contrari i radicali
Escluse le norme sulle ronde e sulla proroga della permamenza nei Cie dei clandestini

ROMA - Con l'ok bipartisan del Senato, il decreto sulla sicurezza è diventato legge. Fuori dal provvedimento le ronde e la proroga dei Cei, i Centri di identificazione ed espulsione dei clandestini. Dentro l'aggravante per le violenze sessuali, il reato di stalking e il turismo sessuale. Hanno votato a favore la maggioranza, l'Italia dei valori, il Pd e l'Udc. Il provvedimento è stato approvato con 261 voti favorevoli, 3 contrari - i senatori radicali - ed un astenuto, Francesco Pardi dell'Idv.

Anche la Lega ha votato a favore del dl, dopo le durissime contestazioni alla Camera e l'intesa politica raggiunta di fronte all'impegno del governo a reintrodurre in altro provvedimento (ddl sicurezza) le parti relative al trattenimento nei Cie degli immigrati clandestini e alle ronde cittadine.

Il voto favorevole dell'opposizione ("per responsabilità" come ha sintetizzato per tutti il senatore Pd Felice Casson) è stato garantito per consentire la conversione del decreto, giunto oramai alle soglie della scadenza (25 aprile), ma numerose ed articolate sono state le critiche rivolte al provvedimento.

Il decreto legge sulla sicurezza convertito contiene una serie di modifiche che concernono il codice penale e il codice di procedura penale. In particolare, all'articolo 1 viene sostanzialmente reintrodotta un'aggravante per il caso in cui il reato di omicidio faccia seguito al delitto di violenza sessuale, violenza sessuale su minori e violenza sessuale di gruppo. Viene anche introdotta l'aggravante nel caso di reato di omicidio compiuto dallo stesso autore del delitto di atti persecutori, comunemente denominato stalking.

Vi sono poi una serie di modifiche del codice di procedura penale che riguardano misure cautelari personali, con un significativo ampliamento per le associazioni a delinquere; la tratta e riduzione in schiavitù delle persone; il sequestro di persone; i reati di terrorismo; prostituzione minorile; pornografia minorile ed iniziative turistiche volte al favoreggiamento della prostituzione minorile.
Continua...

Marcia indietro del governo sulle ronde

Il governo ha accettato di eliminare dal dl sicurezza le norme sulle ronde duramente contestate dall'opposizione. L'accordo è stato raggiunto nella conferenza dei capigruppo di Montecitorio. Continua...

Ronda leghista al Piano, segnalazione in procura

Articolo Tratto dal Corriere Adriatico
Ancona Finisce in procura la ronda estemporanea organizzata giovedì sera dalla Lega Nord nel quartiere del Piano. La questura ha inviato ai pm una segnalazione su quanto accaduto dalle 21 in avanti, quando cinque attivisti guidati dal coordinatore locale Sandro Zaffiri hanno percorso a piedi piazza Ugo Bassi e dintorni vestiti con pettorine catarifrangenti e muniti di telefonini per dare l’allarme. Ma il decreto sulla sicurezza, che sta per essere convertito in legge, sul tema delle ronde è molto chiaro e non tollera spontaneismi. “Demanda solo al sindaco la possibilità di avvalersi, d’intesa con il prefetto, di associazioni di cittadini in possesso di requisiti specifici”, spiegava anche ieri il prefetto Giovanni D’Onofrio, confermando di aver chiesto al questore Giorgio Iacobone di segnalare alla procura della Repubblica “ogni episodio che esuli dalla previsione normativa”.

I primi a sperimentare la linea della legalità voluta dal prefetto sono stati i cinque del minidrappello della Lega Nord, che ha promosso “passeggiate di cittadini ’armati’ soltanto di telefonini - insisteva anche ieri Zaffiri - lungo corso Carlo Alberto e zone limitrofe”. La segnalazione della questura ora sarà valutata in procura, ma per ora non ci sono ipotesi di reato. Per la Lega si tratta solo di “attività di volontariato, ad esclusivo interesse della collettività”. Ma il prefetto ricorda che iniziative del genere si collocano al di fuori dalle previsioni normative e mettono a rischio l’ordine pubblico e la stessa incolumità di chi prende parte alle ronde, tanto più quando assumono connotazioni politiche. “Non mi sogno di fare la guerra a nessuno - ha sottolineato D’Onofrio - ma vi lascio immaginare cosa potrebbe accadere se ogni sera spuntassero gruppi autogestiti al di fuori di ogni controllo. Il decreto dispone regole precise, prevede ad esempio che ci sia una verifica sull’idoneità dei partecipanti. Sarebbe gravissimo se a non rispettare la legge fosse proprio il prefetto”. E oggi il prefetto incontrerà in Comune il commissario Iappelli per discutere della videosorveglianza e i nuovi punti luce nella zona del Piano.
Continua...

NO ALLE RONDE - Lettera a Prefetto e Commissario del Comune di Ancona

Ancona, 25 marzo 2009
In relazione alle recenti dichiarazioni della Lega Nord di istituire e attivare le ronde nella nostra città in particolare nella zona di P.zza Ugo Bassi già a partire da giovedì 26 marzo 2009, con la presente siamo a richiederVi di garantire il Vostro intervento contro queste azioni non legittime e destabilizzanti per il tessuto sociale.
Siamo convinti che le ronde non faranno altro che rendere ancora più insicuri i nostri territori e accentuare il clima di paura e insicurezza che si è diffuso nella nostra città molto spesso anche in maniera esagerata e per puri fini propagandistici ed elettorali.
Siamo certi che le ronde, organizzate senza nessuna logica e controllo, accresceranno maggiormente il clima di tensione causando atti discriminatori, razzisti e violenti verso i soggetti più deboli come sta già avvenendo in altre città italiane.
La sicurezza non può essere raggiunta con le ronde o con azioni punitive verso il diverso e chi non si conosce, ma deve essere perseguita attraverso una politica dell'accoglienza e del rispetto reciproco, riconoscendo a tutti quelli che vivono nella nostra città, senza alcuna distinzione, il diritto al reddito, alla casa, e all'istruzione.
Abbiamo sempre considerato Ancona come una città di frontiera accogliente ed ospitale dove sia le istituzioni che le realtà associative si sono sempre impegnate a creare un solido tessuto sociale basandosi sul fatto che le “diversità” rappresentano strumenti di ricchezza e avanguardia per il nostro territorio e non il deterrente ad azioni spregiudicate e insensate che rischiano di mandare in fumo il lavoro di anni.
Ribadendo la nostra netta contrarietà “all’istituzione” delle ronde, confidiamo in un Vostro determinato intervento.
AMBASCIATA DEI DIRITTI - ANCONA
Continua...