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Un'onda di 2000 Marchigiani per la Grande Mareggiata di Roma

Venerdì 14 novembre 2008 10:44 Roma invasa dall’Onda
Sono oltre 2.000 gli studenti e i precari del mondo della scuola e dell'università ad aver raggiunto dalle Marche con Treni ed Autobus, la grande manifestazione di Roma partita dalla Sapienza proprio in questi minuti. In molti dopo il corteo di oggi rimarranno poi alla Sapienza Occupata per l'assemblea nazionale dell'Onda del 15 e 16 novembre, quando centinaia di studenti, ricercatori e docenti da tutti gli atenei in mobilitazione si ritroveranno per discutere del futuro della mobilitazione e del progetto di autoriforma dell'Università dal basso.
Dall'appello di indizione nazionale: "Noi la crisi non la paghiamo! Significa in primo luogo la richiesta di abrogazione delle leggi 133 e 137, in quanto strumenti principali di dismissione di scuola ed università. L'unica riforma possibile è quella che abbiamo già iniziato a praticare, come studenti, ricercatori e dottorandi, il sapere vivo che anima i diversi settori della formazione. L'autoriforma è per noi l'affermazione concreta di quell'esercizio di libertà collettiva che stiamo conquistando, la pretesa minima di un movimento che già si sta esprimendo in tutta la propria indipendenza e irrapresentabilità da partiti e sindacati. Rifiutare di delegare ad altri la decisione sull'università, significa cominciare a definire linee di autonormazione attraverso cui far vivere un nuovo modello della formazione."
www.globalprogeject.info


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I 4 Atenei Marchigiani insieme contro La Legge Tremonti

Nella grande onda delle proteste che stanno attraversando tutta Italia, anche i quattro Atenei marchigiani si sono mobilitati per gridare con forza il loro "no" alla Legge Tremonti e agli articoli 16 e 66.
Il taglio indiscriminato dei fondi e la conseguente costrizione a ricorrere alle fondazioni private, insieme al blocco delle assunzioni, sono provvedimenti che riteniamo inaccettabili e che caratterizzano la fine dell'Università pubblica e dell'autonomia della formazione e della ricerca.
Le iniziative di oggi, 5 novembre, dislocate in tutti gli atenei della Regione, vogliono rivendicare la necessità di continuare la mobilitazione fino al ritiro da parte del governo degli articoli 16 e 66 della Legge n.133.
Inoltre rilancia le manifestazioni del 7 novembre, con iniziative diffuse in tutta Italia, e del 14 novembre in occasione del grande corteo nazionale a Roma che vedrà la partecipazione di tutte le scuole e gli Atenei occupati e in mobilitazione permanente.
Anche nelle Marche quindi un movimento che si definisce "nuovo, indipendente ed irrappresentabile, che unisce studenti, docenti, ricercatori e lavoratori nella costruzione di un'altra Università possibile, grida a gran voce : Non pagheremo noi la vostra crisi!"

Assemblea no133 - Ancona
UniCam contro la 133 - Camerino
Movimento no133 - Macerata
UniUrbInLotta - Urbino
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No133 - Università occupata

Assemblea No133_Studenti di Ancona
L´onda anomala ha travolto finalmente anche l´università di Ancona, rompendo gli argini e riempiendo le secche di quanti da troppo tempo erano deputati a gestire l'ordine e l'ordinarietà della cultura d'impresa e del precariato generalizzato.
Dopo le ultime assemblee di questi giorni il consenso attivo e la volontà di mobilitazione più volte espressi hanno piegato i giochi al ribasso dei pompieri e il loro ottuso attendismo.
Questa mattina da un'assemblea indetta per contestare la filosofia della riforma Gelmini -"Tagli per tutti, qualità per pochi"- i partecipanti stessi all'assemblea hanno deciso di passare alla pratica.
Un corteo interno di circa 2000 tra studenti, ricercatori e precari, ha invaso le facoltà di ingegneria, agraria e scienze.
Lezioni interrotte, blocco del traffico nelle vie al di fuori dell´università ed occupazione finale dell´aula magna d´ateneo.
Una partecipazione tale di cui non si aveva memoria nella storia di questo Ateneo, che si inserisce nell'effetto trascinamento del tumultuoso insorgere del movimento studentesco a ogni livello, e che amplifica e rende insopportabili e insopprimibili le condizioni presenti di studio e di lavoro e l'incertezza imposta in un futuro di precarietà e insicurezza.
Un movimento dirompente e incontrollabile, spinto dalla convinzione che questa crisi finanziaria non la vogliamo pagare noi e che il "decreto Tremonti" non lasci possibilità di un futuro degno, hanno deciso di proseguire l´occupazione anche durante la notte.
Nel pomeriggio l´assemblea permanente di ateneo ha proposto per i prossimi giorni la creazione di momenti di autoformazione, con lezioni
all´aperto in vari punti della città.
La mobilitazione, e l'occupazione, proseguiranno accompagnando e valorizzando le prossime scadenze indette a livello provinciale e nazionale, fino al ritiro della controriforma Gelmini.
Nemmeno ad Ancona, non saremo noi a pagare la vostra crisi!
APPROFONDIMENTI
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