ORARI DI APERTURA

Lo sportello legale dell'Ambasciata dei Diritti e l'osservatorio contro le discriminazioni sono in via Urbino, 18 - Ancona. Per appuntamenti o informazioni potete conotattarci scrivendo a ambasciata@glomeda.org

Uniti Per La Libertà! Carovana dalla Tunisia alla Libia


Unis pour la libertè! United for freedom! Uniti per la libertà!

Nel sud est della Tunisia, al confine con la Libia, migliaia di persone vivono nel campo profughi di Ras Jadire. La situazione è drammatica: migliaia di uomini, donne e bambini in fuga dalla Libia, ma anche dalla Somalia e dall'Eritrea, sono ammassate nel campo. Si pensa che nei prossimi giorni la situazione peggiorerà ulteriormente per l'intensificarsi del numero delle persone con ferite da arma da fuoco.

Le organizzazioni di soccorso hanno allestito tende, sotto le quali medici e volontari stanno cercando di affrontare le emergenze più gravi. La Mezzaluna Rossa distribuisce i pasti, ma mancano medicinali, strumentazioni mediche e chirurgiche, latte per bambini.
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Dopo gli stadi e i centri, un’ isola: Lampedusa.


Eccedenze di libertà e nuovi dispositivi di controllo
di Pietro Fanesi e Stefano Re, Campagna Welcome.

Appena tornati da Lampedusa tutto sembra strano e senza senso, leggere quella realtà in assenza della percezione diretta di ciò che sta accadendo fa risaltare come il filtro imposto dall’ordinarietà mediatica mainstream nulla dice e nulla denuncia della complessità della catastrofe lampedusana. Le immagini ripetitive e ridondanti degli ‘sbarchi’ al porto non possono raccontare la cruda fisionomia che l’isola ha assunto ormai da qualche settimana.

La notizia della chiusura del porto ai giornalisti fa però venire a galla ciò che accade e ciò che con i nostri occhi abbiamo visto durante i primi giorni del presidio della campagna Welcome!. A chi ha avuto la possibilità di toccare con mano la situazione drammatica di queste ore, appare evidente che Lampedusa non è l’avamposto di un’invasione ‘biblica’, ma rappresenta piuttosto una delle nuove forme di confinamento, una modalità nuova (e se possibile ancora più degradante) nella quale la forma-campo si esprime, attingendo dalle esperienze ormai decennali di detenzione amministrativa dei migranti: dalle prime sperimentazioni degli anni ’90 nelle quali venivano utilizzati gli stadi, all’istituzione dei primi Centri di Permanenza Temporanea ( e assistenza), poi divenuti Centri di Identificazione ed Espulsione, fino alla ‘cittadella di transizione’ rappresentata dal villaggio di Mineo.
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L’Ambasciata dei Diritti Marche a Lampedusa

In questi giorni in cui il governo propone complessi e irrealistici piani per l’accoglienza dei profughi libici fantasma, le strutture di accoglienza locali si svuotano e le persone che hanno richiesto protezione vengono trasferite a Mineo Cattaneo nel “villaggio di accoglienza d’eccellenza”. Ma in questa situazione tutt’altro che chiara, non si capisce perché sono stati liberati dei posti, se al momento attuale non ci sono richiedenti asilo che arriveranno da Lampedusa alle Marche. Anzi osservando i vari movimenti degli ultimi giorni sembra di percepire che non si stia attuando un piano di accoglienza. Infatti da Lampedusa è salpata la nave Militare San Marco, direzione Mineo Cattaneo: ciò che fino a ieri doveva essere il villaggio dell’accoglienza d’eccellenza da mostrare con gloria a tutta l’Europa, oggi è diventato il centro in cui si stanno portando tantissime persone da tutta Italia, Lampedusa compresa. Fino a ieri le persone che si trovano a Lampedusa non potevano essere accolti invece quello che vogliamo denunciare è che non è stata data la possibilità a tante persone, tra cui anche i minori, di poter accedere a percorsi di protezione. Per portare sostegno ai lampedusani e ai migranti, nonché denunciare il mancato rispetto dei diritti umani e per dire no all’isola prigione, una delegazione dell’Ambasciata dei Diritti è da oggi a Lampedusa insieme al gruppo di Melting Pot Europa. Da Lampedusa alle Marche, Gradisca a Mineo diciamo no alla detenzione ed al confinamento, costruiamo dal basso il diritto d’asilo europeo.

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LA QUESTIONE NUCLEARE

Dal referendum del 1987 ad oggi, la cultura, la società e la politica italiana continua ad interrogarsi sull'energia nucleare. Una laureanda decide di incontrare personaggi di spicco in ogni campo - ambientalisti, economisti, medici, premi Nobel - al fine di comprendere la tematica in ogni sua implicazione, conseguenza e scoperta. Viaggiando tra l'Italia e la Francia, tra lo scettiscimo degli ambientalisti e l'entusiasmo di chi crede nella costruzione di nuve centrali, Erica scopre che il futuro dell'energia in italia è tutt'altro che scontato.
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26 marzo 2011 Manifestazione nazionale

Ore 14.00 - Piazza della Repubblica- ROMA

VOTA SI' AI REFERENDUM PER L’ACQUA BENE COMUNE!

SI' per fermare il nucleare, per la difesa dei beni comuni,

dei diritti, della democrazia

Leggi l'appello...

Pulman prenotazioni e informazioni

ANCONA Cell. 3206199819 e-mail michechc@gmail.com partenza P.zza d'Armi ore 7.00

SENIGALLIA Cell. 3483927697- 3883249419 e-mail: acquasenigallia@gmail.com partenza Stazione Ferroviaria ore 7.00

JESI Cell. 3338235503 partenza Porta Valle ore 7.30

FABRIANO partenza Giardini ore 8.15


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Corso di formazione per migranti


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UN TANGO PER L'ACQUA







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Uniti per chiedere casa, reddito e lavoro

28 / 2 / 2011

Questa mattina alla manifestazione indetta dal “Comitato contro la crisi: casa, lavoro, famiglia” lavoratori italiani e migranti hanno scelto di stare insieme, uniti dalla consapevolezza che il razzismo istituzionalizzato, le politiche di esclusione, lo sfruttamento del lavoro, le violazioni dei diritti sono tasselli di un’unica strategia repressiva che, colpisce tutti precarizzando ogni vita.

Durante le due ore di presidio, una delegazione del Comitato ha partecipato alla riunione della consulta per la casa del Comune di Ancona per far capire ai partecipanti al tavolo che la situazione è sempre più disperata, che tantissime famiglie non riescono più a pagare affitto e bollette, che è sempre più difficile fare la spesa e tanti hanno paura di perdere i figli perché con la mancanza del lavoro i servizi sociali possono portarli via.

Anche questa volta nessuna risposta concreta da parte del Comune, incapace di trovare una soluzione che possa venire incontro alle esigenze delle famiglie dei migranti: non ci sono case private disponibili, non ci sono fondi per la ristrutturazione delle abitazioni sfitte e nemmeno per fare i lavori di manutenzione nelle case popolari. Il motivo ancora una volta è economico, si guardano i numeri invece che le persone in faccia.

Non ci si è resi conto che il clima è cambiato, che gli immigrati ora chiedono con forza e tutti uniti, un reddito minino per sopravvivere, dato che il lavoro non c’è. Chiedono di modificare la legge sull’immigrazione, di svincolare il rinnovo del permesso di soggiorno dal contratto di lavoro e dalla casa.Tanti proprio sotto il ricatto del rinnovo del permesso di soggiorno, hanno continuato a lavorare gratis per mesi pur di mantenere un contratto.
Altri chiedono il riconoscimento dei contributi che hanno versato per anni all’INPS perché invece che vivere per strada, preferiscono tornare nel Paese di origine con i soldi che hanno pagato per i contributi.

Tutti chiedono di essere riconosciuti come cittadini di Ancona.

I migranti hanno raccontato storie personali, non più storie di fuga dai paesi di origine, ma storie italiane. Storie di persone arrivate nelle Marche e ad Ancona da più di venti anni, che non riescono più a pagare l’affitto, che ricevono solleciti di pagamenti per le bollette di acqua luce e gas, persone che non si accontentano della spesa offerta dai servizi sociali, storie di sacrifici fatti con il sogno di mettere su famiglia.

Il Comitato non è rimasto assolutamente soddisfatto dall’andamento dell’incontro di questa mattina e si riunirà mercoledì 2 marzo alle 21,00 presso la sede dell’Ambasciata dei Diritti di Ancona (via Urbino 18) per decidere le prossime iniziative.


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AI PRECARI DELLA CASA, AI PRECARI DEL LAVORO,

ALLE FAMIGLIE DISAGIATE E MAL ALLOGGIATE

TUTTI SIETE INVITATI A PARTECIPARE

ANCONA LUNEDI’ 28 FEBBRAIO 2011

ORE 10,00 in Piazza XXIV Maggio di fronte al Comune

MANIFESTAZIONE

CONTRO LA CRISI

italiani e migranti insieme per

CASA - LAVORO

E FAMIGLIA

INIZIATIVA PUBBLICA PROMOSSA DA CITTADINI MIGRANTI ED ITALIANI

PER CHIEDERE:

UN IMPEGNO A RIDURRE GLI SPRECHI E LE INDENNITA’ DI CARICA

PER DARE:

UN REDDITO MINIMO GARANTITO

PIU’ ATTENZIONE AL DIRITTO ALLA CASA

PIU’ RISORSE PER IL DIRITTO AL LAVORO

PIU’ RISPETTO PER L’UNITA’ DEI NUCLEI FAMILIARI

PER UN ITALIA IN CUI IL FORTE AIUTI IL DEBOLE:

· COSTRUIRE PIU’ ALLOGGI A CANONE SOCIALE PER L’EMERGENZA ABITATIVA

· INCENTIVARE L’USO DEI BUONI LAVORO PER LE ATTIVITA’ SOCIALMENTE UTILI

· NO AGLI SFRATTI ESECUTIVI SENZA PASSAGGIO GARANTITO DA CASA A CASA

Ci rivolgiamo al Sindaco di Ancona, agli amministratori, ai Partiti, ai Sindacati ed a tutte le Associazioni. Siamo onesti cittadini italiani e stranieri, precari della casa e del lavoro che Vi chiedono di essere aiutati. Questa crisi economica, feroce e spietata, porta i soggetti deboli sempre di più verso povertà e degrado. La volontà Politica ha la possibilità di porre rimedio alle piccole e grandi ingiustizie sociali di ogni giorno.

Vi chiediamo una forte presa di posizione a favore di quei provvedimenti che ci possano aiutare a vivere. La CASA ed il LAVORO sono le nostre PRIORITA’, vogliate aiutarci a mantenere unite le nostre FAMIGLIE.

Comitato “Contro la crisi per Casa, Lavoro e Famiglia”

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NASCE IL COMITATO CONTRO LA CRISI

A volte la storia non rispetta le date, altre volte per cause misteriose gli appuntamenti si sovrappongono come se spinti da un fluido magico e imprevedibile.

Mentre eravamo impegnati a organizzare il primo marzo ad Ancona un moto spontaneo è nato dal basso, dai migranti e dagli anconetani precari.
Mercoledì 23 febbraio presso la sede dell’ambasciata dei diritti si sono riunite diverse soggettività tra cui decine di migranti, alcuni provenienti dai paesi del Nord Africa in fibrillazione, altri da terre lontanissime, ma tutti accomunati da una forte disperazione.

La crisi ci ha travolto, i migranti sono rimasti in silenzio a lungo finché hanno potuto, ora la misura è colma, il lavoro non c’è più o è fortemente precario, i risparmi sono finiti, non ci sono più soldi per pagare gli affitti o i mutui, non ci sono più risorse per dare una vita dignitosa ai nostri figli senza avere il terrore che possano essere allontanati dalla famiglia.

Non chiediamo carità ma dignità. Una dignità che passa attraverso i diritti sociali:

IL DIRITTO ALL’ABITARE;

IL DIRITTO AD AVERE UN REDDITO MINIMO GARANTITO;
IL DIRITTO AD AVERE LA PROPRIA FAMIGLIA UNITA;
IL DIRITTO AD ESSERE ASCOLTATI.

Per tutto questo, per rispetto a questo motto spontaneo dal basso il nostro I MARZO si anticipa di un giorno e inizia il 28 FEBBRAIO 2011.


ANCONA, LUNEDI’ 28 FEBBRAIO 2011

ORE 10.00 DAVANTI AL COMUNE DI ANCONA (P.zza XXIV maggio)
MANIFESTAZIONE DI MIGRANTI E ANCONETANI
INSIEME PER CASA,LAVORO E FAMIGLIA.

COMITATO CONTRO LA CRISI CASA LAVORO FAMIGLIA
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ACCORPIAMO I REFERENDUM CON LE AMMINISTRATIVE

FIRMIAMO E FACCIAMO FIRMARE ON LINE PER ACCORPARE I REFERENDUM CON LE AMMINISTRATIVE.
Chiediamo al Governo e alle forze politiche e istituzionali l'accorpamento della data del referendum con quello delle prossime elezioni amministrative.
Sottoscrivi per l'accorpamento.

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