ORARI DI APERTURA

Lo sportello legale dell'Ambasciata dei Diritti e l'osservatorio contro le discriminazioni sono in via Urbino, 18 - Ancona. Per appuntamenti o informazioni potete conotattarci scrivendo a ambasciata@glomeda.org

NO ALLA MILITARIZZAZIONE DELLA CITTA' DI ANCONA

Con il pretesto del congresso eucaristico e della solita visione distorta di “sicurezza”, che si declina solo nella crescente presenza delle forze dell’ordine, vediamo per le strade di Ancona militari in divisa e armati che passeggiano per le bancarelle del centro. Ma è veramente necessaria questa scomoda convivenza? In Italia ci sono 500 mila appartenenti alle forze dell’ordine, il rapporto più alto in Europa tra poliziotti e abitanti. Un numero che evidentemente non è servito e non servirà ad aumentare la percezione della sicurezza.

In realtà il porto di Ancona e il centro della città per essere sicuri hanno bisogno di tornare ad essere vissuti. Tanti commercianti si lamentano che il centro è sempre vuoto e questo genera insicurezza. La soluzione a questo problema è semplice: permettere alle tante persone che si imbarcano dal porto, di poter uscire dallo scalo, di oltrepassare le reti che lo isolano e “invadere” così il centro e i suoi negozi.

Quando venne approvato il piano di security del porto, con reti, controlli ai varchi, telecamere e divieto di accesso, era stato ribadito a più voci come quel sistema fosse necessario e indispensabile per difendere non solo la città, ma anche i posti di lavoro per evitare di incorrere nel declassamento dello scalo e nella conseguenza perdita di vettori e scali merci. Sono passati più di cinque anni dall’istallazione del sistema di sicurezza, costato tantissimi soldi pubblici, e il risultato è stato l’isolamento del porto dalla città nonché l’aumento delle difficoltà per i migranti nell’accedere alle procedure di accoglienza. E’ ancora una volta evidente che quella struttura non ha portato nessun vantaggio ad Ancona e questo rende ancora più inaccettabile la militarizzazione della città con la solita motivazione della sicurezza.

La sicurezza di cui abbiamo bisogno in questo lunghissimo periodo di crisi economica è quella garantita da un reddito certo, da una casa, dal diritto allo studio e dal rispetto dei diritti umani. La sicurezza che chiediamo è quella sui posti di lavoro e quella che ci garantisce il rispetto e la tutela dell’ambiente e del mare.
Continua...

ASSEMBLEA NAZIONALE ACQUA BEME COMUNE



L'intervento di Francesca Continua...

Con la Fredom Flotilla, la solidarietà con il popolo palestinese non si ferma!




Molte navi della Freedom Flotilla 2, fra cui l’italiana “Stefano
Chiarini”, sono ormeggiate da diversi giorni, in porti greci, pronte a partire
per portare solidarietà ed aiuti umanitari nella Striscia di Gaza
assediata.
Le autorità greche stanno impedendo la partenza delle navi e hanno arrestato il capitano di una delle imbarcazioni.
Per sostenere la Freedom Flotilla e condannare il governo greco che con il suo comportamento sta di fatto collaborando con l'inumano assedio israeliano della Striscia di Gaza, la "Campagna Palestina
Solidarietà Marche" invita tutti a partecipare alla conferenza stampa che si terrà in ANCONA SABATO 9 LUGLIO, ALLE ORE 12,00, di fronte alla sede della RAI regionale (di fianco all'ingresso del porto).

ISRAELE ESTENDE L'ASSEDIO DI GAZA FINO ALLA GRECIA
MOBILITAZIONE PER FAR PRESSIONE SUL GOVERNO GRECO


FREE GAZA FREE GREECE Continua...

Ancona – No Rigassificatore! Assedio alla regione, interrotto il consiglio


Bandiere No Api e No Tav insieme ai 500 manifestanti che hanno bloccato a ripetizione l'assise regionale

In un'aula di consiglio regionale blindata la giunta di centro sinistra delle Marche ha inscenato una seduta farsa intenzionata a dare il via libera all'impianto di rigassificazione dell'API, un impianto pericolosissimo per l'ambiente e la salute, posto a soli 16 Km dalla Raffineria Api e a soli 13 Km dal porto di Ancona.

Oltre cinquecento persone sono arrivate da tutta la regione per prender parte al presidio convocato dal Coordinamento No Rigassificatori. E' stato chiaro fin da subito che l'intenzione della Regione era quella di impedire il dissenso all'interno dell'assemblea: una gravissima limitazione della libertà di espressione che i manifestanti non hanno accettato. Così mentre solo a pochi veniva concesso di entrare, la maggior parte dei manifestanti, costretta all'esterno, ha aggirato il blocco imposto dalla polizia, rifiutando l'inaccettabile divieto di poter assistere alla discussione.

Momenti di forte tensione quando gli agenti hanno tentato di fermare gli attivisti, bloccando dall'interno la porta di accesso.

Iniziano i lavori del consiglio regionale, ma vengono ripetutamente interrotti da parte dei manifestanti: prima dalla pressione degli attivisti bloccati e dei presenti in aula che richiedono ed ottengono il libero accesso all'aula; poi dall'ingresso dei rappresentanti della Fiom Fincantieri che stanchi di essere strumentalizzati dal Governatore Spacca hanno chiesto garanzie sul lavoro, rispetto dell'ambiente e un'alternativa a un modello di sviluppo insostenibile per il territorio.

Noncurante di ciò, l'assemblea ha tentato di proseguire con la relazione all'aula del presidente Spacca: una pioggia di banconote raffiguranti il cavallo dell'API è caduta sulle teste dei consiglieri regionali, al culmine di una contestazione crescente che ha completamente sovrastato le parole del governatore costringendo all'interruzione dei lavori.

Dopo un'ora e mezzo di sospensione un'assemblea ormai completamente delegittimata ha comunque dato l'assenso alla costruzione del rigassificatore tra assordanti proteste, decine di bandiere No Centrali Api e No Tav.

La costruzione del rigassificatore è una vergognosa operazione finanziaria, slegata dal fabbisogno energetico del territorio, ma volta solamente ad acquisire una posizione dominante sul mercato del gas. A questo banchetto parteciperà anche la Regione Marche con una quota del 30%, sacrificando sia un territorio stanco di essere asservito alle multinazionali dell'energia, sia i lavoratori stessi della raffineria che – con la graduale dismissione della raffinazione – non saranno necessari per il funzionamento del nuovo impianto.

Con l'approvazione del progetto del rigassificatore è stata scritta una pagina nera nella vita democratica della nostra regione. Una decisione che segna la completa esautorazione e sottomissione della politica agli interessi privati di pochi e sancisce la distanza ormai incolmabile tra i bisogni di un territorio e istituzioni ormai incapaci di rappresentarlo.

Ma quella di oggi è stata anche una straordinaria giornata di mobilitazione, dove la grande partecipazione e la determinazione dei cittadini sta a dimostrare come l'esito di questa vicenda non si concluderà con questo voto farsa.

Sta a dimostrare che la battaglia per i beni comuni, dalla Val Susa alle Marche, non è finita.

Sta a dimostrare come le popolazioni non accettino oltre decisioni calate sopra le loro teste, ma desiderino riappropriarsi del diritto a scegliere sul futuro del proprio territorio.

"Perchè il tempo delle imposizioni autoritarie è finito, la democrazia ce la riprendiamo dal basso"

Ambasciata dei Diritti
Associazione Ya Basta!
Centri Sociali delle Marche
Continua...

NO AL RIGASSIFICATORE- dalla seduta del 06 luglio in Regione

Oltre mille persone stanno manifestando in questo momento sotto la Regione Marche per dire con forza e determinazione NO al RIGASSIFICATORE API.

Sono presenti anche i lavoratori Api giunti nel capoluogo con pulman organizzati dalla stessa raffineria, la quale ancora una volta utilizza l’arma del lavoro per puri interessi economici giocando con il destino e il futuro della povera gente.

In tutta questa vicenda un ruolo determinante è certamente quello del presidente Spacca che oltre a comprare pagine intere di giornali ha inviato a tutti i consiglieri e rappresentanti politici, lettere in appoggio al progetto della Raffineria.

Ma tutto questo non è certo servito a fermare la determinazione degli oltre mille cittadini contrari al rigassificatore che poco dopo l’inizio del consiglio regionale hanno lanciato in aula mazzette di soldi con il simbolo dell’API questo a dimostrazione di quanto siano forti gli interessi economici e di quanto sia stata meschina e speculatoria tutta l’operazione.

In Regione sono giunti in corteo anche i lavoratori della Fiom che hanno posticipato il loro martedì della collera per sostenere questa battaglia a difesa dei beni comuni e ribadire ancora una volta la contrarietà al RIGASSIFICATORE.

Al momento il consiglio è stato sospeso e probabilmente la giunta regionale riceverà una delegazione ma la giornata è ancora lunga e questa volta nessuno è disposto ad accettare decisioni e imposizioni calate dall’alto ch sono a discapito del territorio, della salute e del nostro futuro.

Continua...

APPELLO ALLA RIFLESSIONE E ALLA RESPONSABILITA’ PERSONALE DEI CONSIGLIERI REGIONALI RISPETTO AL MANDATO ELETTORALE CONFERITO DAGLI ELETTORI

Rigassificatore API Nòva Energia Ancona–Falconara:
Governo significa Responsabilità.


Non possiamo non esternare la nostra più totale delusione e contestazione della bozza di Accordo tra Regione Marche e API sul Rigassificatore offshore a largo di Falconara paventata dalla Giunta Regionale, perchè non soddisfa i requisiti di una proposta tesa alla “bonifica, riqualificazione e riconversione produttiva del sito che riduca gli attuali impatti ambientali e garantisca la sicurezza sul lavoro e sulla salute, unitariamente alla salvaguardia dei posti di lavoro e dell’interesse collettivo“. La giudichiamo generica e pressapochista, infarcita di promesse, ipotesi e priva di certezze, manifestamente improvvisata e autoreferenziale ad un accordo che sembra già scritto, incapace di tutelare il bene comune. La riteniamo deficitaria infine nell'assolvere al mandato esplicitato con la mozione votata in Consiglio Regionale il 17 maggio scorso, specie nella “necessità di allargare l’orizzonte della riflessione dal rigassificatore all’intero impianto industriale di Falconara e agli interventi in campo energetico su tutto il territorio regionale”. Non solo, si espelle momentaneamente dal dibattito la megacentrale turbogas da 520 MW. Infine sembra sempre più esplicito come la Regione si arrenda ad un autentico “ricatto”, all'uso strumentale delle paure indotte da una crisi generalizzata, alla minaccia di una paventata fuga all'estero e abbandono di una “cattedrale nel deserto”, che agita lo spettro della crisi ambientale e occupazionale.
SICUREZZA:
Nel codice di regolamentazione standard per la localizzazione di terminali GasNaturaleLiquefatto, la SIGTTO (Society of International Gas Tanker & Terminal Operators Ltd) prescrive testualmente:
al punto 1) "Non esiste probabilità accettabile in caso di rilascio catastrofico di GNL"
al punto 2) "I terminali GNL devono essere posizionati in modo che i vapori di GNL conseguenti ad un rilascio non possano coinvolgere popolazioni civili". La presenza della Nave Rigassificatrice coinvolge le popolazioni costiere nei rischi per l’incolumità e la salute, in special modo la città di Ancona a 13 km, (16 km Falconara). Le navi metaniere per arrivare alla piattaforma di scarico incroceranno tutti i corridoi di navigazione delle navi da e per il porto di Ancona. La collisione in mare, il concorso di circostanze sfortunate, l’errore umano, oppure un atto predeterminato (attentato terroristico) rimangono eventi plausibili, ed è per questo che gli organismi competenti in materia di installazioni di terminali marittimi raccomandano di situare questo genere di installazioni assolutamente lontano dalla popolazione. Anche se il rischio di perdere un serbatoio o l’intera metaniera (affondamento) è "estremamente basso", non si possono non effettuare le necessarie valutazioni delle conseguenze in caso di accadimento: esso è un atteggiamento assolutamente ingiustificabile. Affinché un attività industriale sia accettabile, è necessario bilanciare i rischi di eventuali incidenti con le conseguenze che ne derivano, specialmente quando le conseguenze sono severe.
Per queste ragioni è indispensabile che gli scenari di rilascio severo siano valutati!
Continua...

INCONTRO IN REGIONE

Dall'incontro avuto ieri con i rappresentanti della giunta regionale (presenti l'Assessore all'ambiente Donati, quello all'occupazione Lucchetti, e alle attività produttive Giannini, insieme al dirigente del servizio ambiente Minetti e al direttore di gabinetto Becchetti e altri tecnici e funzionari) è apparso evidente come l'assenso alla costruzione del rigassificatore sia una decisione già stata presa senza tenere minimamente in conto la volontà dei territori.

L'intenzione della regione di entrare in partnership con l'API, azienda che ha costantemente disatteso gli impegni presi in passato con la regione a cominciare da quelli del 2001 relativi al rinnovo della concessione per la raffineria la quale ha chiesto alla stessa regione un risarcimento di 160 milioni di euro per aver impedito la costruzione della centrale IGCC da 580 MW non per motivi ideologici ma perchè non prevista dal PEAR, ha il sapore di un cedimento ad un ricatto.

Non si è voluto tenere conto del fatto che il rigassificatore porterà al massimo 25 nuovi occupati ad avrà una ricaduta sul territorio che penalizzerà sicuramente settori economici come quello della pesca e del turismo.

E' stato inoltre citato dall'assesore Lucchetti uno studio dell'ARPAM commissionato dalla regione appena un mese fa, in base al quale l'incidenza di tumori a Falconara è paragonabile a quella di altri siti industriali , non citando invece lo Studio Epidemiologico dell'Istituto Nazionale Tumori, ben più approfondito ed in corso da qualche anno, che rileva invece un'incidenza ben maggiore della media con particolare riferimento ai tumori emolinfopoietici.

Invitiamo tutti a partecipare alla manifestazione che si terrà domani 25 giugno alle 18 a p.zza Roma ad Ancona e non dimentichiamoci che questi signori che oggi danno l'ok al rigassificatore sono gli stessi, Spacca in testa, che in campagna elettorale facevano promesse esattamente di segno contrario!

Ora tocca alle associazioni e alle espressioni della cittadinanza attiva, ai comitati e ai centri sociali, ai Sindaci e ai partiti ancora in grado di rapportarsi col mondo reale, ai giovani in lotta per il futuro, ai lavoratori "indisponibili" come ai precari dei tanti indotti non garantiti, ai nuovi ecologisti e ai produttori di green economy, alle persone in carne ed ossa che la crisi la vivono e la combattono quotidianamente e tutti i giorni.

Riprendiamoci il futuro!


AMBASCIATA DEI DIRITTI
ambasciata@glomeda.org
Continua...

NO RIGASSIFICATORE: DIFENDIAMO IL MARE BENE COMUNE

NO RIGASSIFICATORE: DIFENDIAMO IL MARE BENE COMUNE
Manifestazione ad Ancona sabato 25 giugno ore 18 piazza Roma

La vittoria di massa dei referendum ha aperto un nuovo periodo progettuale: i cittadini si interessano in prima persona ai beni comuni, alle questioni ecologiche ed energetiche, a partire dal rifiuto dell'opzione nucleare. Negli ultimi mesi a livello provinciale, attorno a questi tre argomenti sono stati organizzati tantissimi incontri che hanno toccato anche la questione del rigassificatore di Falconara.
Durante gli incontri pubblici comitati ed associazioni, ecologiste e ambientaliste, e la rete dei centri sociali marchigiani, hanno proposto un progetto nuovo per l’area di Falconara che partendo dal no al rigassificatore Api, apre le porte alla produzione di energia alternativa proprio in quella zona della nostra costa martoriata dalla impianti di raffinazione e dalla centrale IGC.
Mentre il Piano Energetico Ambientale Regionale incentiva energie rinnovabili, risparmio energetico e generazione distribuita nei distretti industriali l'API ripropone, da cinque anni, grandi impianti concentrati e inquinanti legati all'uso di fonti fossili, che ci mantengono dipendenti dal mercato globale e dalle sue fluttuazioni finanziarie. Contro lo spettro della crisi dei posti di lavoro la soluzione non è un accordo per il mantenimento di 400 posti di lavoro per 10 anni, ma il sostegno ai posti di lavoro creati dal mercato delle rinnovabili, uno dei pochi settori produttivi in cui anche l'Italia eccelle in Europa, e che non risente della crisi attuale.
Per dire che il territorio e l’intera costa è contraria all’autorizzazione di impianti di rigassificazione, quella rete di promozione dal basso, distribuita, democratica e territoriale che si è attivata per i referendum oggi è impegnata nella manifestazione che si terrà sabato 25 giugno ad Ancona dalle ore 18,00 in piazza Roma.
Anche in questo caso i media non stanno dando spazio alle tante iniziative di protesta che sono state realizzate in questi giorni, ma i promotori hanno dalla loro parte l’arma della rete e dei dispositivi di social networking.
Quello che stiamo portando avanti è un percorso sul “fare comune”, d'iniziativa politica che deve rimanere baricentrica al basso dove i movimenti hanno la paternità di questo nuovo inizio.

AMBASCIATA DEI DIRITTI
Continua...

Blitz dell' Ambasciata dei diritti a Portonovo




I pirati dell'ambasciata dei diritti colpiscono ancora.
Ieri domenica 19 giugno una trentina di attivisti dell'ambasciata dei diritti, hanno portato un po' di movimento all'interno della baia di Portonovo colma di bagnanti. Prima distribuendo centinaia di volantini tra sdraio e ombrelloni poi con una piccola irruzione alla premiazione della vogata di mosciolando esibendo lo striscione “mare bene comune” applaudito e condiviso da tutti i presenti che naturalmente hanno il mare nelle vene e non vedono di buon occhio il rigassificatore.

Infine a bordo di due pedalò armati di striscioni e palloncini sono andati all'arrembaggio dell'intera costa suscitando la curiosità e l'approvazione di molti.


Ecco l'appello della manifestazione del 25 giugno

Torna in piazza il popolo del “no rigassificatori”. L’appuntamento è ad Ancona sabato 25 giugno in Piazza Roma a partire dalle ore 18. Un evento che avrà come colonna sonora la musica dei Gang, conosciuto gruppo rock, sensibile alle tematiche sociali e ambientali. Un no al rigassificatore Api di Falconara (e a quello di Porto Recanati), ma anche tanti sì: all’ambiente, alla tutela della salute dei cittadini, ad una nuova e partecipata politica energetica incentrata sulle rinnovabili (come indicato dal recente referendum sul nucleare). E anche un sì ad un futuro divesro, per una buona occupazione che veda insieme lavoratori e mondo ambientalista, per interrompere una “guerra tra poveri” che non serve a nessuno. Quindi un appuntamento che vuole continuare una percorso che ormai è ben radicato nel territorio, come ha dimostrato l’assemblea al cinema Excelsior di Falconara, il 16 maggio, a cui hanno partecipato più di 600 persone. Un’assemblea dove era stato presentato anche un progetto alternativo da parte dell’architetto Carlo Brunelli a nome dell’ampio circuito associativo ambientalista. Una proposta che provava a tenere insieme, in modo virtuoso, le necessità economiche dell’Api , quelle dei lavoratori preoccupati per il loro futuro occupazionale e quelle del territorio che da anni rivendica il sacrosanto diritto a vivere in un ambienta sano. La Regione era stata chiamata ad assumersi le proprie responsabilità. Spacca aveva due mesi di tempo, rispetto al vertice del 12 luglio con il governo, per farsi garante di una proposta che nel rispetto del Pear delineasse una prospettiva soddisfacente. Però alle belle parole e alle promesse di coinvolgere in primis il territorio, non sono subentrati fatti concreti. “E’ con questo spirito propositivo – sottolineano le associazioni - che ci recheremo martedì 21 giugno alle ore 15 all’incontro propedeutico alla verifica di un tavolo con tutti gli attori in gioco fissato dalla Regione Marche a seguito della nostra specifica richiesta. Ci auguriamo che all’incontro partecipi il Presidente Spacca, al quale è stato delegato dal Consiglio Regionale il mandato di aprire questo confronto.
Il nostro contributo apporterà contenuti qualificati affinché il Presidente si faccia garante di una proposta che, nel rispetto del Pear, delinei una prospettiva soddisfacente e lungimirante”. Dunque l’appuntamento è per il 25. Si prevede una partecipazione massiccia non solo del circuito associativo, ma anche delle categorie sociali ed economiche coinvolte nella vicenda rigassificatore. Nel frattempo si sono tenuti incontri tra comitati e rappresentati dei lavoratori e, dopo anni di incomprensioni e di diffidenze, le posizioni sembrano riavvicinarsi.

Continua...

NO RIGASSIFICATORE API - Manifestazione Sabato 25 Giugno


SABATO 25 GIUGNO ORE 18
Piazza Roma - Ancona
MANIFESTAZIONE - NO AL RIGASSIFICATORE API
A 16 KM DALLA COSTA!

Un guadagno per pochi, pericolo e danno per tutti!
Per generare posti di lavoro sosteniamo le fonti rinnovabili,
sicure e rispettose dell'ambiente e delle persone e l'idea di uno sviluppo che non ruoti attorno a mega impianti (oltretutto ravvicinati).

La manifestazione sarà accompagnata dalla musica de "La Gang".

Continua...