ORARI DI APERTURA

Lo sportello legale dell'Ambasciata dei Diritti e l'osservatorio contro le discriminazioni sono in via Urbino, 18 - Ancona. Per appuntamenti o informazioni potete conotattarci scrivendo a ambasciata@glomeda.org

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Welcome: porto aperto 23 giugno 2012

In occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato 2012, l’Ambasciata dei Diritti organizza “Welcome: porto aperto” un’iniziativa che si svolgerà all’interno del porto di Ancona per portare al centro della discussione politica la questione irrisolta dell’accoglienza e della security alla frontiera dorica.
Abbiamo voluto programmare tutte le attività, dai “Giochi senza frontiere” ai reading, dai concerti agli spettacoli teatrali, all’interno del porto per affermare con forza che i rifugiati non sono solo quelli che riescono ad accedere ai servizi di protezione internazionale, ma anche tutti quelli che pur vivendo nella condizione di rifugiato non hanno la possibilità di richiedere protezione quando arrivano al porto nascosti in qualche traghetto. Come un faro vogliamo illuminare tutte quelle pratiche indegne con cui la polizia di frontiera riammette i migranti in Grecia. Tanti di loro, come ci dicono le associazioni di Patrasso ed Atene, quando arrivano al porto di Ancona non hanno la possibilità di entrare in contatto con l’ufficio del Gus per chiedere asilo.
Il 23 giugno vogliamo stare dentro il porto per ricordare a tutte le autorità e alle istituzioni che in questo periodo di profonda crisi, rimandare in Grecia i migranti che arrivano significa condannarli ad un destino di violenze dove la loro sopravvivenza è messa in forte pericolo.
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Iniziativa choc di una dirigente scolastica - futuri possibili clandestini: i nomi sulla lavagna

UN GIORNO è entrata in aula la preside, ha preso un gessetto e si è messa a scrivere sulla lavagna un elenco di alunni. Ha fatto lo stesso in tutte le classi e nelle tre scuole del plesso, e quando non tracciava la sua lista era perché pronunciava ad alta voce i nomi degli studenti. Nomi di origine straniera. Nomi di presunti, futuri clandestini. Di prossimi fuorilegge. Nomi di ragazzi che nel corso dell´anno scolastico avrebbero compiuto il diciottesimo anno di età, e che non avevano chiarito la loro posizione ai sensi del futuro permesso di soggiorno.
Perché in Italia si può diventare degli irregolari per quello che si è, non per quello che si fa: basta raggiungere la maggiore età e avere dei genitori privi di permesso, o peggio ancora residenti in una casa troppo piccola, o titolari di un reddito considerato insufficiente. Prudente e precisa, la preside ? Rosanna Cipollina - ha redatto una sconcertante lista degli studenti «a rischio». E in qualche modo l´ha resa pubblica. Si è giustificata sostenendo di aver scritto quei nomi sulla lavagna perché temeva altrimenti di sbagliarne la pronuncia, e che quello era semplicemente un invito a presentare al più presto i relativi documenti in segreteria. Cosa che gli studenti hanno fatto puntualmente nei giorni successivi, ribadendo la loro «regolare» presenza sul territorio italiano.
E´ successo nell´istituto professionale per il commercio Casaregis, a Sampierdarena, nelle altre due strutture scolastiche accorpate, l´istituto tecnico industriale Galilei e l´Einaudi. Diversi insegnanti hanno sottoscritto indignati una lettera, trasmessa al provveditore agli studi e alla stessa preside.
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Invitato del MST diretto in Italia, bloccato a Madrid e poi espulso

Mercoledì 15 aprile 2009, Francinaldo Correia, esponente del Movimento dei sem-terra del Brasile era in viaggio verso l´Italia.
Francinaldo, ufficialmente invitato dal Comune di Venezia, avrebbe dovuto partecipare al Festival "Questa terra è la nostra terra" in corso dal 15 al 19 aprile tra Montebelluna e Treviso, promosso dall´Associazione Ya Basta e da un ampio gruppo di associazioni e gruppi del territorio, in occasione del vertice "G8" dei ministri dell´agricoltura a Cison di Valmarino (TV).
Dopo il Festival il suo viaggio sarebbe proseguito in varie città italiane per portare la testimonianza del movimento dei sem-terra e per conoscere realtà e organizzazioni impegnate sui temi di un´agricoltura sostenibile, giusta e degna.
Francinaldo, in transito all´aereoporto Barajas di Madrid, è stato bloccato dalla Polizia spagnola, trattenuto per diverse ore e rimpatriato in Brasile con foglio di espulsione senza giustificati motivi.
Pur avendo tutta la documentazione in regola e una lettera di invito in cui si affermava che tutte le spese sarebbero state sostenute dagli organi invitanti, Francinaldo non ha potuto proseguire il suo viaggio e non potrà mai più rientrare in territorio Europeo.
Ciò che è avvenuto è grave.
In questo momento un avvocato del MST si sta recando all´ambasciata spagnola, in Brasile per ottenere chiarimenti sulla situazione e chiedere l´annullamento del decreto di espulsione. Chiediamo l´immediato ritiro del decreto di espulsione e la possibilità di ripartire per l´Italia.
http://questaterralanostraterra.blogspot.com
Ass. Ya Basta! onlus
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Pestarono a morte un clochard, in manetti due agenti

Tratto da repubblica
A incastrarli sono stati i filmati delle telecamere e l'autopsia che avrebbero accertato una vicenda diversa da quella messa a rapporto dai poliziotti.
Era stata, da subito, una morte sospetta. Giuseppe Turrisi, 58 anni, che viveva tra il dormitorio di viale Ortles e la Centrale, lo scorso 6 settembre è arrivato negli uffici del posto di polizia della Polfer accompagnato da due agenti, ne è uscito poco dopo in barella per essere ricoverato in ospedale, dove è arrivato cadavere. Dopo mesi d´indagine, grazie alle verifiche del pm Isidoro Palma (che ha disposto l´autopsia), la procura ha ricostruito la dinamica dei fatti e ha chiesto l´arresto - convalidato dal gip Marina Zelante - dei due agenti della Polfer. Le accuse sono di omicidio volontario col dolo eventuale e falso, mentre un loro superiore è indagato per favoreggiamento.
Secondo l´accusa avrebbero pestato a morte Turrisi, che aveva il corpo e il volto coperto da ecchimosi, fratture a due costole, una scomposta che aveva perforato la milza provocando un´emorragia interna. Nel racconto dei poliziotti - un agente pugliese e un agente scelto romano, 27 e 28 anni, tre e cinque anni di servizio - diverse incongruenze: l´intervento sarebbe nato da una rissa scoppiata nella vicina piazza IV Novembre davanti a una delle entrate laterali della Stazione, dove i due sarebbero stati chiamati da alcuni passanti, anche se al loro arrivo c´era solo Turrisi, a terra dopo aver bevuto troppo, che si lamentava. Così i poliziotti avrebbero deciso di accompagnarlo barcollante in ufficio per identificarlo e segnalarlo per ubriachezza molesta.
Qui l´uomo sarebbe diventato violento, tentando di aggredire uno dei due agenti con un coltellino. Dopo essere stato disarmato, sarebbe stato chiamato il 118 e trasportato in ambulanza, dov´è poi morto. I fotogrammi delle telecamere in stazione però non mostrano alcuna rissa all´ingresso di piazza IV Novembre: c´è piuttosto Turrisi che cammina normalmente e viene accompagnato dagli agenti verso gli uffici. Il coltellino che la vittima ha in tasca si rivela essere un semplice taglierino. E poi ci sono i risultati dell´autopsia che fanno pensare a un pestaggio nato - secondo gli accertamenti e i racconti di alcuni amici del senzatetto - da un precedente diverbio tra il pensionato e i poliziotti.
Una frase innocua avrebbe indispettito gli agenti, che avrebbero deciso di portare via l´uomo e pestarlo, in un momento in cui erano soli. Ora i due poliziotti sono reclusi nel carcere di Opera dove sono stati interrogati: solo il più giovane, assistito dall´avvocato Giuseppe Fiorella, ha risposto alle domande, respingendo le accuse. Non ci sarebbe movente, nessuna ragione per immaginare un pestaggio - è la tesi della difesa - che ora sta valutando di chiedere al gip la revoca dell´ordinanza di custodia cautelare e la modifica dell´accusa, da omicidio volontario a preterintezionale.
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Famiglia Cristiana: l'opposizione al testo di legge 733

Il soffio ringhioso di una politica miope e xenofoba, che spira nelle osterie padane, è stato sdoganato nell'aula del Senato della Repubblica. E dire che Beppe Pisanu, ex ministro dell'Interno con la schiena dritta, aveva messo in guardia circa quella brama di menare le mani, già colpevole attorno ai tavoli del bar.
Nessuno ha colto il suo grido d'allarme e l'Italia precipita, unico Paese occidentale, verso il baratro di leggi razziali, con medici invitati a fare la spia e denunciare i clandestini (col rischio che qualcuno muoia per strada o diffonda epidemie), cittadini che si organizzano in associazioni paramilitari, al pari dei "Bravi" di don Rodrigo, registri per i barboni, prigionieri virtuali solo perchè poveri estremi, permesso di soggiorno a punti e costosissimo.
La "cattiveria", invocata dal ministro Maroni, è diventata politica di Governo, trasformata in legge. Così, questo Paese, già abbastanza "cattivo" con i più deboli, lo diventerà ancora di più: si è varcato il limite che distingue il rigore della legge dall'accanimento persecutorio. Il ricatto della Lega, di cui sono succubi maggioranza e presidente del Consiglio, mette a rischio lo Stato di diritto. La fantasia del "cattivismo" padano fa strame dei diritti di uomini, donne e bambini venuti nel nostro Paese in fuga da fame, guerre, carestie, in attesa di un permesso di soggiorno (a margine: che credibilità ha il progetto di un'Italia federalista in mano alla Lega?).
Eppure, nessuna indignazione da parte dei cattolici della maggioranza, nessun sussulto di dignità in nome del Vangelo: peccano di omissione e continuano a ingoiare "rospi" padani senza battere ciglio, ignari della dottrina sociale della Chiesa. La sicurezza è solo un alibi per norme inutili e dannose, per scaricare il malessere del Paese sugli immigrati, capro espiatorio della crisi.
Il circo politico ha dato prova, nei giorni scorsi, di manifesta incoerenza morale. Una parte si batte, giustamente, per Eluana ma, al tempo stesso, approva agghiaccianti leggi discriminatorie. L'altra si batte per gli immigrati, ma promuove una cultura di morte. La tutela della vita e della dignità di ogni essere umano va assunta nella sua interezza, così come la dottrina sociale della Chiesa vale per la vita nascente, per quella che si spegne o si vuole spegnere, ma anche per gli immigrati, i barboni e tutti i poveracci ai margini della società.
L'ignobile "cattivismo" leghista ha fatto scattare la maggioranza sull'attenti e oggi il Paese adotta un diritto speciale (indegno di una democrazia) che discrimina tra cittadini (gli italiani) e non-cittadini (gli extracomunitari). La Chiesa non ci sta; gli Ordini dei medici protestano e fanno sapere che non faranno i delatori; la Polizia, delegittimata, non accetta il Far west delle ronde e della giustizia "fai da te": Quel provvedimento, dicono, rischia di legittimare azioni incontrollabili di squadracce di esaltati.
La Lega, invece, esulta. Finalmente, il "bastone padano", evocato da Borghezio nel 1999, oggi è strumento d'ordine autorizzato dal Parlamento. Allora in molti sorridevano e liquidavano i desideri dei "volontari verdi" come chiacchiere. Appunto, da osteria. Le cose, purtroppo, sono andate diversamente.
L'Italia più che di cattiveria ha bisogno di serietà e leggi giuste per affrontare la grave crisi economica, che è il vero problema delle famiglie. Altro che implementare il "fondo rimpatri" per stranieri! Presentando il "Fondo famiglia lavoro", il cardinale Tettamanzi ha detto: "La solidarietà si realizza attraverso il rifiuto di qualsiasi discriminazione".
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Milano, blitz anticlandestini nei bus

“Biglietto, prego. E permesso di soggiorno”. Sugli autobus di Milano è caccia agli irregolari.
Ventitre clandestini, di cui tre arrestati per la legge sull’immigrazione e novantasette passeggeri multati perché sprovvisti di biglietto. Questo è l’esito del blitz che Polizia Municipale e Atm hanno effettuato sulla linea 56 a Milano.
I ventitre fermati, secondo il dettagliato bollettino di guerra pubblicato dal Comune, sono per la maggior parte cittadini bangladesi e tre di loro in passato erano già stati espulsi.
A quanto pare i trasporti pubblici milanesi stanno diventando delle vere e proprie trappole per chi non ha il permesso. Sulle linee di superficie e metropolitane nel 2008 sono stati scoperti 471 clandestini, di cui 32 arrestati, 286 denunciati e 153 accompagnati in Questura per identificazioni.


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IMMIGRATI: KERMESSE MULTIETNICA, SENEGALESI AGGREDITI A NAPOLI

Notizia Ansa
NAPOLI, 19 DIC - In via Toledo, i musicisti senegalesi che partecipavano alla manifestazione multietnica 'Napoli a Colori' sono stati ''aggrediti ed insultati da pochi isolati commercianti e dalla guardia giurata'' di un istituto di credito. Lo denuncia l'assessore comunale alle Politiche sociali, Giulio Riccio. ''Dovevano essere tre giorni di spettacoli musicali per le strade di Napoli contro tutti i razzismi, le xenofobie, le intolleranze, le incomprensioni, l'ignoranza. Invece - continua Riccio - abbiamo assistito ad un episodio figlio di una degenerazione culturale a cui si deve porre fine''. Riccio aggiunge di ''provare disgusto per questo episodio di razzismo''. L'aggressione e' avvenuta durante una manifestazione organizzata proprio dall'assessorato alle Politiche sociali E giovanili del Comune di Napoli e dalla Fondazione Etabeta. Il programma prevede l'esibizione di gruppi musicali appartenenti a varie etnie di riferimento di alcune tra le comunita' di immigrati che vivono la citta', e portera' nelle strade cittadine suoni africani, sud americani, asiatici e balcanici, oltre che quelli tradizionali campani.
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Immigrati, "bonus se te ne vai"

tratto da repubblica.
LA SOLUZIONE LEGHISTA PER GLI STRANIERI.
Ricetta anti crisi del sindaco del comune veneto Spresiano. Duemila euro per lasciare la città. "Abbiamo troppe spese".
TREVISO - "Immigrato disoccupato, ti pago se te ne vai". L'idea risolutiva di tutti i problemi legati al dramma delle famiglie di stranieri che nel Nord Est stanno perdendo in massa il lavoro, travolti dalla crisi economica, è venuta a una giovane assessore al Sociale della giunta leghista di Spresiano, in provincia di Treviso, Manola Spolverato, 39 anni, di professione medico di base. La proposta, molto essenziale, prevede di dare 2mila euro a ogni immigrato rimasto senza lavoro, purché se ne vada ad abitare altrove, e non pesi così sulle casse comunali.
"Una provocazione - la definisce l'assessore - che ho voluto lanciare affinché tutti capiscano la situazione in cui si trovano i comuni come il nostro, costretti a spendere un sacco di soldi per garantire i contributi e l'assistenza alle famiglie in difficoltà. Mentre sarebbe meglio per tutti dar loro 2mila euro purché vadano via. E non se ne parli più".
A Udine, intanto, la Giunta Regionale ha deciso di dimezzare le quote per i lavoratori stranieri cui consentire l'ingresso, passando da 6mila a 3mila. Ma alla Lega non basta. Il Carroccio pretende infatti l'azzeramento delle quote. Spiega Danilo Narduzzi, capogruppo della Lega: "Ci troviamo di fronte a una crisi che causa l'espulsione dal mondo produttivo della mano d'opera non qualificata. Far entrare altre persone, non ancora qualificate, non fa che aggravare la situazione".
Gli immigrati, anello debole del mondo del lavoro, sono quelli che più duramente stanno pagando in questo momento, nel Nord Est, i costi della crisi. "Quando la mano d'opera a basso costo faceva comodo alle aziende in crescita, venivano assunti in grande quantità - racconta Paolino Barbiero, segretario della Cgil di Treviso, che la settimana scorsa aveva denunciato, anche lui, la necessità di bloccare i flussi. - Oggi che le cose vanno decisamente peggio, i primi a trovarsi sulla strada naturalmente sono loro. Ma il problema non si risolve con le sparate come il bonus di 2mila euro. Nella provincia di Treviso abbiamo 95 comuni. Cosa facciamo fare agli immigrati? Il giro di tutti i comuni, così si prendono da ognuno dei soldi purché se ne vadano? Non scherziamo. Il problema è serio. E si risolve innanzitutto regolarizzando tutti gli stranieri che lavorano. E ricordandosi che se non ci fossero loro a lavorare non ci sarebbe neppure il benessere".
Ma per i leghisti veneti la pasionaria di Spresiano è ormai un modello cui guardare con ammirazione. Gianantonio Da Re, segretario provinciale trevigiano e consigliere regionale della Lega, chiede di estendere l'iniziativa a tutti i comuni leghisti.
Una semplificazione che non può trovare il consenso delle organizzazioni sindacali. "In proposte come quelle fatte a Spresiano si nasconde l'idea, che ci sia "un esercito di lavoratori di riserva" che possa essere utilizzato quando serve e che si debba togliere dai piedi quando non è più necessario - avverte Franco Lorenzon, segretario della Cisl di Treviso. - Ma abbiamo a che fare con persone e non con braccia-lavoro".
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Gli danno fuoco mentre dorme in strada in fin di vita clochard di Rimini

Tratto da Repubblica
RIMINI - Ignoti hanno tentato di uccidere la scorsa notte un clochard a Rimini, dandogli fuoco mentre l'uomo dormiva su una panchina di via Flaminia dopo avergli versato addosso una tanica di benzina. Le ustioni su tutto il corpo si sono rivelate così gravi da imporne il trasferimento immediato al centro grandi ustionati di Padova, dove l'uomo versa in gravissime condizioni.
Le sue generalità non sono ancora note: la polizia scientifica sta cercando di rilevarne le impronte per l'identificazione. Secondo un'ipotesi, potrebbe trattarsi del tarantino di 46 anni che da tempo staziona in città, noto a molti.
Ignoti i responsabili del gesto sconsiderato, ma è certo che non appena verranno identificati "saranno duramente perseguiti" ha assicurato il sindaco del capoluogo romagnolo, Alberto Ravaioli. Commentando a caldo l'accaduto, il primo cittadino ha giudicato l'episodio un "atto gravissimo". "Sentiremo come sono andati esattamente i fatti. Si tratta di un gesto esecrabile e cercheremo di trovare i responsabili che saranno duramente perseguiti" ha aggiunto.
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Comunicato Stampa - Il fascismo non ha cittadinanza

Alla cittadinanza tutta;
agli studenti, ai precari,ai cittadini stranieri,alle singole soggettività di qualsiasi età, genere, provenienza culturale…

Dopo gli ultimi fatti che si riferiscono alla comparsa di svastiche poste sul sacrario dei partigiani prima e sulla sede dell’ANPI dopo, vogliamo esprimere tutto lo sdegno possibile per chi oggi fa propri simboli che appartengono ad una cultura intollerante, antidemocratica, xenofoba, che sotto il nome di fascismo o nazismo, nega ogni espressione di libertà.
Ci sdegniamo quando questi simboli, i quali negano la vita e tutte le forme in cui può essere espressa, li ritroviamo nei luoghi in cui si celebra la vittoria di una Liberazione che per noi non è solo una vecchia pagina della storia del nostro passato, ma che ancora vive e si ri-attualizza nei confronti di un sistema in cui sempre più vengono negate le differenze e i diritti fondamentali di ogni persona.
Il nostro sdegno è il medesimo quando queste orribili revocazioni ci appaiano sui muri della nostra città, dentro alle nostre università o il giorno prima lungo il percorso di una manifestazione che al contrario, celebra la Liberazione di una cittadinanza universale…
Come è ancora possibile oggi parlare in termini di razze ed etnie? Come è possibile oggi organizzare pestaggi ai danni di chi si reputa “diverso”, e soprattutto diverso da chi e da che cosa? Come possiamo oggi non percepirci tutti e tutte figli e figlie della stessa umanità?
Ribadiamo il nostro sentirci parte di una vera ed autentica comunità frutto di una decisione politica collettiva, moltitudinaria, che attivamente produce e difende il comune all’interno di un territorio in cui vecchi e nuovi fascismi non hanno assoluta cittadinanza.
Vogliamo dirigere le nostre azioni per la difesa dei beni comuni, per la conquista di spazi di libertà, per condividere esperienze, sperimentazioni, passioni, che anche senza conoscersi parlano lo stesso linguaggio.
….Siamo una moltitudine che non accetta il presente, sogna l’utopia, costruisce un futuro diverso…

Ambasciata dei Diritti Ancona
Polisportiva Antirazzista Assata Shakur

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SCRITTE ANTISEMITE A ROMA, "OLOCAUSTO UNA MENZOGNA"

Fonte Ansa
ROMA - Stanotte a Roma, sui muri del ponte della tangenziale est, all'altezza della Batteria Nomentana, sono comparse scritte antisemite nelle quali si legge: "L'olocausto è la più grande menzogna della storia. Il presidente iraniano Ahmadinejad", recanti la firma Militia, e accompagnati da svastiche. Proprio ieri ricorreva il 65/mo anniversario della razzia al ghetto di Roma. Un'altra scritta, hanno denunciato alcuni testimoni, riporta la frase "Contro l'immigrazione autodifesa nazionale", sempre firmato Militia. Entrambe le frasi sono state scritte in nero su uno striscione bianco. Il 25 settembre analoghe scritte erano comparse sulle mura del cimitero del Verano, nella capitale. La firma, ancora una volta quella di Militia. In una di queste si leggeva "Schifani l'ebreo sarai te", ed era accompagnata da una svastica. Il riferimento era alla visita del presidente del Senato ad Auschwitz.
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Varese, sagome di bimbi neri 'sbiancate' dai razzisti

A Brinzio, nel Varesotto, i bambini delle elementari hanno realizzato alcune sagome di cartone a misura d'uomo raffiguranti dei bambini. Quattro di queste erano di colore ma ad alcuni ignoti non sono piaciute e hanno ridipinto con dello spray bianco la faccia, le mani e i piedi. Indignazione per il vandalismo di stampo razzista è stata espressa dal sindaco e dalle maestre della scuola, che hanno parlato di "grande amarezza" e scritto insieme con i bambini una lettera aperta
LA LETTERA
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Padova - Un migliaio in corteo contro i pestaggi e per la dignità

Fonte Meltingpot

Ma quali banlieue...questa è la città che viene

Sarà l’aria pesante che si respira in questi giorni, saranno le nuove leggi emanate e quelle in via di approvazione, saranno anni e anni di restrizioni, blocchi burocratici e negazione dei diritti, sarà il fatto che oggi i migranti sono lo specchio dei nostri territori, plasmati irreversibilmente dalla globalizzazione, sarà forse che sono tanti, di diverse provenienze, inseriti nel tessuto sociale, produttivo, politico. Ciò che è avvenuto ieri sera nella città di Padova non fa che confermare quello che già in questi ultimi mesi, le diverse iniziative che hanno avuto luogo in moltissime città, ci avevano consegnato come una realtà indelebile.

Era previsto per le 18.00 il presidio lanciato dai migranti, insieme all’Ass. Razzismo Stop, in seguito ai pestaggi subiti da due ragazzi camerunensi dai Carabinieri durante uno dei controlli che stanno interessando i locali e le attività comemrciali gesite da migranti in città.

Con il trascorrere dei minuti il presidio si è infoltito e centinaia di migranti, in larga parte centro-africani, hanno cominciato a romepre gli argini del sit-in autorizzato, prima con le loro urla, che attraverso il microfono hanno tuonato su tutta la zona della Stazione, e poi fisicamente, quando hanno deciso, in ormai quasi un migliaio, di mettersi in cammino riempendo il corso principale della città del Santo, tra le rotaie del tram ed i marciapiedi, tra uno slogan urlato in coro e gli inviti di tante voci ad unirsi al corteo.

Da molti anni una manifestazione non attraversava la zona pedonale del salotto cittadino, quella dei negozi griffati e del Caffè Pedrocchi, quella ben conosciuta dagli ambulanti che su quel marmo liscio hanno steso più volte i loro teli per poi ricomporli frettolosamente e mettersi in fuga dalle pattuglie (non sempre delicate, per usare un eufemismo) della Polizia Municipale.

Il Corteo ha raggiunto il Palazzo del Comune e poi ancora la Prefettura per denunciare la responsabilità dell’amministrazione comunale e del Governo sull’operato delle Forze dell’Ordine che lamentano in questi mesi aggressioni e ribellioni ai loro danni, ma che da sempre hanno pensato di padroneggiare con arbitrarie e continuative initimidazioni contro negozianti e passanti (ovviamente stranieri) delle zone consioderate "a rischio".

Certo di rischi a Padova se ne corrono parecchi, uno striscione che riprendeva lo slogan del Corteo del 4 ottobre a Parma chiedeva: "E a noi...chi ci protegge da voi?".

Ma non è stato solamente un corteo contro le aggressioni. I molti che hanno attraversato il centro della città lunedì sera, chiedevano dignità, diritti, chiedevano che si smetta di "sparare nel mucchio" attribuendo ad una generalità di soggetti, gli stranieri, responsabilità di pochi.
Si è agitato molto, soprattutto da parte della stampa locale, il timore delle banlieu. Proprio la serata di lunedì consegna alla città la proposta di costruire insieme la società che viene, consapevoli delle tante difficoltà e delle tante contraddizioni che vivono nei territori globalizzati, ma anche che il futuro, l’orizzonte non può che guardare alla società meticcia. Viverla e non rifiutarla stupidamente, significa darle dignità.

I prossimi appuntamenti sono per venerdì 17, dalle ore 22.00 presso la sede dell’Ass. Razzismo Stop, per una festa cdontro il razzismo e per i diritti. I dj della serata saranno proprio le vittime dell’aggressione.
E ancora, per lunedì 20, dalle ore 19.00, presso l’Associazione Razzismo Stop, in via Gradenigo 8, nel quartiere Portello, una assemblea S.O.S. razzismo in cui discutere come proseguire le iniziative.

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Padova - Pestati dalle forze dell’ordine due giovani camerunensi

Fonte Meltingpot

Durante un’ operazione che ha coinvolto un circolo africano, l’ennesima violenza contro due migranti. La denuncia dell’Ass. Razzismo Stop e le testimonianze dei protagonisti della vicenda

In tutta Italia si discute di emergenza razzismo, mentre a Padova, il nuovo questore, insieme al prefetto ed alla Giunta comunale, sono impegnati in una serie di operazioni senza precedenti, che coinvolgono le attività commerciali gerstite da stranieri.
Chiuse per motivi futili o per responsabilità non direttamente attribuibili ai gestori, le attività sono sottoposte a controlli che nessun locale italiano sarebbe in grado di superare.
E’ nell’ambito di una di queste operazioni che, nella notte tra venerdì e sabato, due giovani camerunensi sono stati malmenati e arrestati dai Carabinieri.
Un fatto che si aggiunge a quelli che in questi giorni sono saliti alla ribalta delle cronache: il pestaggio di Parma da parte della Polizia Municipale, l’omicidio di Abba a Milano, la strage di Castel Volturno. Uno tra i tanti episodi che quotidianamente colpiscono i migranti in questo paese.
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Varese: Marocchina insultata e picchiata

Fonte: Il resto del carlino.

Insulti razzisti e botte per una 15enne extracomunitaria, vittima del pestaggio di alcune coetanee nell’indifferenza generale dei passanti: la ragazzina avrebbe riportato la frattura del setto nasale

Varese, 12 ottobre 2008 - L’avrebbero picchiata a sangue dicendole ripetutamente pesanti frasi razziste come, ad esempio, "brutta marocchina di m...". Un episodio del quale si è avuta notizia in queste ore e che sarebbe avvenuto nel primo pomeriggio di venerdì, attorno alle 14.30, nella zona del mercato, in centro Varese.

Vittima dell’aggressione ad opera di alcune coetanee una ragazzina di 15 anni, residente nell’Hinterland varesino, trovata sanguinante da un volontario dei City Angels che ha subito chiamato il 118. Sulla scorta della descrizione fornita dall’adolescente, i carabinieri hanno già denunciato a piede libero una delle ragazzine che avrebbero dato vita al pestaggio. Si tratta di una compagna di scuola.

Anna, questo il nome di battesimo dell’extracomunitaria, ha riportato la frattura del setto nasale. Pare che alla base dell’episodio di violenza vi siano degli alterchi maturati il giorno precedente all’uscita dalla scuola professionale di via Montegeneroso, a Varese, dove la vittima frequenta un corso per parrucchiera. Subito dopo essere salita sul bus, sarebbe stata insultata da un ragazzo che reclamava il diritto a quel posto. Poi si sarebbe intromessa un’amica del giovane e le due ragazze si sarebbero insultate, strattonate, graffiate.

Al momento di scendere Anna si sarebbe sentita promettere ulteriori rappresaglie. Venerdì pomeriggio, stando al suo racconto, mentre si trovava nel piazzale dove si svolge il mercato cittadino, sarebbe stata avvicinata da una trentina di persone che l’avevano seguita sin dall’uscita da scuola. Quindi il violento pestaggio che sarebbe avvenuto in mezzo all’indifferenza generale dei passanti.

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Milano, giovane di colore ucciso a sprangate

tratto da repubblica

Il ragazzo, 19 anni, di nazionalità italiana si trovava con due amici
Colpito alla testa dai due che urlavano epiteti razzisti, è morto qualche ora dopo in ospedale

MILANO - Ucciso a sprangate. Forse solo per una scatola di biscotti. Sono stati fermati dalla polizia i due uomini, padre e figlio, proprietari del bar dove è avvenuta la tragedia che ha portato alla morte di un giovane italiano, Abdul William Guibre, 19 anni, originario del Burkina Faso e residente a Cernusco sul Naviglio, aggredito stamani con una spranga in via Zuretti, a Milano perché accusato di aver rubato dei dolci.
L'aggressione, accompagnata da insulti razzisti, è avvenuta questa mattina verso le 6 mentre Abdul si trovava con due amici. Il giovane è stato subito ricoverato all'ospedale Fatebenefratelli dove è morto qualche ora dopo. Nel pomeriggio i due, padre e figlio, sono stati individuati e fermati con l'accusa di omicidio volontario. continua

MAGGIORI APPROFONDIMENTI

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Ragazza denuncia: “Aggredita da quattro naziskin”

Corriere Adriatico 20 maggio 2008
Disavventura per una ventenne anconetana che abita a Bologna. Era appena uscita da un centro sociale
BOLOGNA - Una ragazza anconetana ha raccontato alla polizia di essere stata aggredita verbalmente da quattro ragazzi di estrema destra, dopo essere uscita da un centro sociale di Bologna, nella notte tra sabato e domenica. Polizia e Carabinieri, però, mantengono molti dubbi sulla sua versione dei fatti. Secondo il suo racconto, la giovane, un’anconetana domiciliata a Bologna, verso le 4 del mattino avrebbe fermato un’auto per rientrare a casa da via del Lazzaretto, dove aveva passato la serata in un centro sociale. Salita a bordo, avrebbe riconosciuto subito i quattro come naziskin, tanto che l’uomo alla guida avrebbe cominciato ad infastidirla con provocazioni di stampo politico.
Obbligata a scendere poco dopo, sempre il conducente l’avrebbe rincorsa per strapparle lo zaino che aveva con sè e dove teneva i documenti personali. In effetti, una gazzella dei Carabinieri in servizio ha incontrato la giovane in via della Panoramica, vicino al parco Talon, e ha anche tentato di rintracciare l’auto dei quattro grazie alla sua descrizione, senza riuscirci. Ma proprio i carabinieri hanno rilevato come la ragazza si trovasse in evidente stato confusionale, tanto che ha raccontato di aver accettato il passaggio senza neanche indicare una destinazione.
Inoltre ha denunciato le offese a sfondo politico solo ieri, quando ha sporto denuncia in Questura per il furto dei documenti. Una vicenda da chiarire, secondo gli inquirenti, molto prudenti nell’accreditare un episodio di matrice politica, anche per non avvelenare un clima che potrebbe innescare rappresaglie e scontri a catena tra fazioni.
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