ORARI DI APERTURA

Lo sportello legale dell'Ambasciata dei Diritti e l'osservatorio contro le discriminazioni sono in via Urbino, 18 - Ancona. Per appuntamenti o informazioni potete conotattarci scrivendo a ambasciata@glomeda.org

ASGI e Magistratura Democratica - La Sicurezza apparente

Con un decreto-legge e un disegno di legge in materia di sicurezza il nuovo governo ha emanato e intende emanare una serie di norme per affrontare, così si afferma, il fenomeno migratorio come emergenza collegata alla sicurezza dei cittadini.ASGI e MD sul pacchetto sicurezza del governo italiano

Si tratta di un intervento di cui non si condividono né le premesse né le finalità, che aggrava la già difficile situazione dei migranti e pone limiti di dubbia legittimità alla circolazione dei cittadini comunitari. Un intervento che, contrariamente a quanto proclamato, non garantisce maggiore sicurezza ed è destinato invece a minare ancora di più credibilità e funzionalità dell'intero sistema giudiziario.

MD e ASGI ritengono perciò loro dovere sottolineare le gravissime conseguenze della nuova normativa, sul piano dei principi e su quello della concreta difesa dei diritti fondamentali di tutte le persone, cittadini e stranieri, regolari e irregolari.

Lorenzo Trucco
Asgi

Lorenzo Miazzi e Annamaria Casadonte
MD – gruppo immigrazione

IL DOCUMENTO


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LILA - MIGRANTI, DIRITTI UMANI E DIRITTO ALLA SALUTE

La Lila rende disponibile la versione italiana delle Raccomandazioni della società civile su Migrazione e Hiv/Aids (Civil Forum) che saranno presentate nel prossimo agosto alla XVII Conferenza Mondiale Aids di Città di Messico.
Critiche al pacchetto sicurezza per gli effetti sulla salute dei migranti .

Mentre l’Italia si appresta ad approvare leggi sempre più restrittive nei confronti delle persone migranti, in un clima politico che alimenta la paura dell’altro e del diverso, la Lila rende disponibile la versione italiana delle Raccomandazioni della Società Civile su Migrazione e
HIV/AIDS.
Il testo è stato elaborato e poi adottato ufficialmente nel gennaio 2008 dal Forum della Società Civile sull’HIV/AIDS - gruppo di lavoro istituito dalla Commissione Europea per agevolare la partecipazione delle organizzazioni non governative (ONG) alla definizione e all’attuazione delle politiche in materia di HIV/AIDS. Presentato nello scorso mese durante la Eastern European and Central Asian AIDS
Conference a Mosca, inviato ai 53 Ministri della Salute dell’Europa allargata, il documento sarà riproposto nella prossima XVII Conferenza Mondiale AIDS che si svolgerà a Città di Messico dal 3 all’8 agosto 2008.
Le Raccomandazioni sono rivolte nello specifico ai governi, agli operatori sanitari e sociali, alle comunità e al mondo accademico. Tuttavia, pur essendosi i Paesi europei impegnati a garantire il diritto alla salute come diritto fondamentale di ogni individuo a prescindere dal suo stato di salute o dalla sua cittadinanza, non tutto è stato applicato e in Italia molte indicazioni sono state disattese.
Le restrizioni normative, l’esclusione sociale e la discriminazione sono causa d’instabilità e vulnerabilità per le popolazioni immigrate. A farne le spese, oltre alla situazione socio-economica, è anche il loro accesso ai servizi di assistenza sanitaria, soprattutto in materia di prevenzione HIV e trattamento, cura e sostegno per le persone sieropositive. La tutela della salute degli immigrati è quindi fondamentale per la tutela della salute di tutta la comunità.
IL DOCUMENTO
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Contrastare e prevenire la violenza nei confronti delle donne. Sottoscritto un protocollo tra Prefettura e Provincia di Pesaro e Urbino

Nel corso di un incontro svoltosi il 16 giugno 2008 il Prefetto di Pesaro e Urbino Luigi Riccio ha sottoscritto, insieme al Questore, un protocollo d’intesa con la Provincia per la definizione delle strategie e delle azioni di intervento in materia di contrasto e di prevenzione della violenza nei confronti delle donne.
Il documento intende attuare una collaborazione sinergica tra molteplici soggetti per concretizzare azioni di contrasto a tale inaccettabile fenomeno. Si vuole in questo modo dare anche piena attuazione alle pari opportunità tra i sessi assicurando, nel contempo, i diritti fondamentali della persona, sanciti anche dalla Carta Costituzionale.
Il prefetto Riccio ha ritenuto di condividere e di evidenziare il particolare valore etico e sociale che riveste l’elaborazione di strategie di contrasto alla violenza nei confronti dell’universo femminile, soprattutto quando, come in questo caso, è lo Stato, in ogni sua forma, che si impegna a combatterla.

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Falconara: il no della Regione all'apertura di un Cpt

Il messaggero 17.06.2008
Amagliani ribadisce il no della Regione al Cpt.
FALCONARA Il no della Regione all'apertura di un Cpt è «una posizione chiara, coerente e motivata da ben tre anni». L'assessore regionale all'immigrazioone e ai servizi sociali Marco Amagliani ribadisce in una nota la contrarietà «non solo a destinare l'ex Caserma Saracini a sede di Cpt, ma proprio all'istituzione stessa di tali Centri». L'immigrazione, continua Amagliani, «non può essere affrontata come una questione di ordine pubblico».
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Parlamento Europeo - Rifiuti: riduzione, raccolta differenziata, riutilizzo, riciclaggio e recupero

Il Parlamento ha adottato definitivamente una direttiva che, per proteggere l’ambiente e la salute umana, fissa misure per ridurre la produzione di rifiuti, anche incentivando l'eco-design, e impone il ricorso a regimi di raccolta differenziata entro il 2015 per aumentare di almeno il 50% il riutilizzo e il riciclaggio nel 2020. Prevede poi la definizione di programmi di gestione e prevenzione dei rifiuti e norme in materia di autorizzazioni, responsabilità, sanzioni e ispezione degli impianti.
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Pene più severe per chi guida in stato di ebbrezza o sotto l'effetto di stupefacenti

Le novità al codice della strada sono contenute nel decreto del Pacchetto sicurezza
Le pene per chi guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti sono state inasprite con il decreto legge inserito nel ‘Pacchetto sicurezza’ varato dal Governo.
Dal 27 maggio, infatti, giorno successivo alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto legge 23 maggio 2008, n. 92, sono in vigore alcune modifiche al codice della strada che comportano anche la revoca della patente, la confisca del veicolo e l’arresto fino a un anno. Inoltre, torna ad essere considerato reato il rifiuto da parte del guidatore di sottoporsi al test per la verifica della presenza di alcool o di droga: è prevista una multa che va da 1.500 fino a 6.000 euro e l’arresto da 3 mesi a 1 anno.
In attesa della conversione in legge da parte del Parlamento, entro i 60 giorni previsti, sono già in vigore le sanzioni contenute nel decreto legge.
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Cittadinanza: Spagnoli e Portoghesi manterranno il doppio cognome quando diventeranno italiani

Il Dipartimento per le libertà civili e l'immigrazione ha emanato una circolare il 12 giugno 2008 con la quale sono stati chiariti i criteri di trasmissione ai figli del cognome dei genitori nei casi in cui venga concessa la cittadinanza italiana.
La questione nasce da una sentenza della Corte di Giustizia delle Comunità europee che ha affermato che un cittadino dell'Unione, titolare di doppia cittadinanza, può chiedere che il cognome venga attribuito in conformità alla normativa di uno dei due Stati di cui possiede la cittadinanza.
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PROTOCOLLO DEONTOLOGICO CONCERNENTE RICHIEDENTI ASILO, RIFUGIATI, VITTIME

Il Consiglio Nazionale dell ’Ordine dei Giornalisti e la Federazione Nazionale della Stampa Italiana, condividendo le preoccupazioni dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) circa l’informazione concernente richiedenti asilo, rifugiati, vittime della tratta e migranti; richiamandosi ai dettati deontologici presenti nella Carta dei Doveri del Giornalista - con particolare riguardo al dovere fondamentale di rispettare la persona e la sua dignità e di non discriminare nessuno per la razza, la religione, il sesso, le condizioni fisiche e mentali e le opinioni politiche - ed ai princìpi contenuti nelle norme nazionali ed internazionali sul tema; riconfermando la particolare tutela nei confronti dei minori così come stabilito dalla Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti dell’infanzia e dai dettati deontologici della Carta di Treviso e del Vademecum aggiuntivo, invitano, in base al criterio deontologico fondamentale ‘del rispetto della verità sostanziale dei fatti osservati’ contenuto nell’articolo 2 della Legge istitutiva dell’Ordine, i giornalisti italiani a:

osservare la massima attenzione nel trattamento delle informazioni concernenti i
richiedenti asilo, i rifugiati, le vittime della tratta ed i migranti nel territorio della Repubblica Italiana ed altrove e in particolare a:

a. Adottare termini giuridicamente appropriati sempre al fine di restituire al lettore ed all’utente la massima aderenza alla realtà dei fatti, evitando l’uso di termini impropri;

b. Evitare la diffusione di informazioni imprecise, sommarie o distorte riguardo a richiedenti asilo, rifugiati, vittime della tratta e migranti. CNOG e FNSI richiamano l’attenzione di tutti i colleghi, e dei responsabili di redazione in particolare, sul danno che può essere arrecato da comportamenti superficiali e non corretti, che possano suscitare allarmi ingiustificati, anche attraverso improprie associazioni di notizie, alle persone oggetto di notizia e servizio; e di riflesso alla credibilità della intera categoria dei giornalisti;

c. Tutelare i richiedenti asilo, i rifugiati, le vittime della tratta ed i migranti che scelgono di parlare con i giornalisti, adottando quelle accortezze in merito all’identità ed all’immagine che non consentano l’identificazione della persona, onde evitare di esporla a ritorsioni contro la stessa e i familiari, tanto da parte di autorità del paese di origine, che di entità non statali o di organizzazioni criminali. Inoltre, va tenuto presente che chi proviene da contesti socioculturali diversi, nei quali il ruolo dei mezzi di informazione è limitato e circoscritto, può non conoscere le dinamiche mediatiche e non essere quindi in grado di valutare tutte le conseguenze dell’esposizione attraverso i media;
d. Interpellare, quando ciò sia possibile, esperti ed organizzazioni specializzate in materia, per poter fornire al pubblico l’informazione in un contesto chiaro e completo, che guardi anche alle cause dei fenomeni.

IMPEGNI DEI TRE SOGGETTI PROMOTORI

I. Il Consiglio nazionale dell’Ordine dei Giornalisti e la Federazione Nazionale della Stampa Italiana, in collaborazione con i Consigli regionali dell’Ordine, le Associazioni regionali di Stampa e tutti gli altri organismi promotori della Carta, si propongono di inserire le problematiche relative a richiedenti asilo, rifugiati, vittime della tratta e migranti tra gli argomenti trattati nelle attività di formazione dei giornalisti, dalle scuole di giornalismo ai seminari per i praticanti. Il CNOG e la FNSI si impegnano altresì a promuovere periodicamente seminari di studio sulla rappresentazione di richiedenti asilo, rifugiati, vittime di tratta e migranti nell’informazione, sia stampata che radiofonica e televisiva.
II. Il CNOG e la FNSI, d’intesa con l’UNHCR, promuovono l’istituzione di un Osservatorio autonomo ed indipendente che, insieme con istituti universitari e di ricerca e con altri possibili 2 soggetti titolari di responsabilità pubbliche e private in materia, monitorizzi periodicamente l’evoluzione del modo di fare informazione su richiedenti asilo, rifugiati, vittime di tratta, migranti e minoranze con lo scopo di:
a) fornire analisi qualitative e quantitative dell’immagine di richiedenti asilo, rifugiati, vittime della tratta e migranti nei mezzi d’informazione italiani ad enti di ricerca ed istituti universitari italiani ed europei nonché alle agenzie dell’Unione Europea e del Consiglio d’Europa che si occupano di discriminazione, xenofobia ed intolleranza;
b) offrire materiale di riflessione e di confronto ai Consigli regionali dell’Ordine dei Giornalisti, ai responsabili ed agli operatori della comunicazione e dell’informazione ed agli esperti del settore sullo stato delle cose e sulle tendenze in atto.
III. Il Consiglio nazionale dell’Ordine dei Giornalisti e la Federazione Nazionale della Stampa Italiana si adopereranno per l’istituzione di premi speciali dedicati all’informazione sui richiedenti asilo, i rifugiati, le vittime di tratta ed i migranti, sulla scorta della positiva esperienza rappresentata da analoghe iniziative a livello europeo ed internazionale.

Il documento è stato elaborato recependo i suggerimenti dei membri del Comitato scientifico, composto da
rappresentanti di: Ministero dell’Interno, Ministero della Solidarietà sociale, UNAR (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali) / Presidenza del Consiglio – Dipartimento per le Pari Opportunità, Università La Sapienza e Roma III, giornalisti italiani e stranieri.
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Immigrazione: la direttiva rimpatri all'esame del Parlamento Europeo

Il Parlamento si pronuncerà sulla direttiva che stabilisce norme comuni sulla detenzione e il rimpatrio degli immigrati clandestini, promuovendo anche il ritorno volontario. La proposta tratta anche dei periodi massimi di custodia e di un divieto comune di reingresso in tutta l'UE degli immigrati già espulsi, garantendo al contempo il rispetto dei diritti umani. Applicandosi la procedura di codecisione, gli emendamenti del Parlamento risultano vincolanti.

L'Unione europea sta tentando di dotarsi di una politica comune per l'immigrazione, composta di diversi aspetti complementari: la lotta all'immigrazione illegale (con la proposta di direttiva "rimpatri") e la promozione dell'immigrazione legale di lavoratori qualificati (con la proposta di direttiva sulla "Carta blu"). Il Parlamento è anche chiamato a pronunciarsi sulla proposta di direttiva volta a sanzionare i datori di lavoro che impiegano immigrati clandestini al fine di scoraggiare il lavoro nero. I deputati, inoltre, hanno visitato numerosi centri di accoglienza in diversi Stati membri, tra cui l'Italia, per verificare il rispetto della normativa comunitaria. Una relazione globale sul risultato di queste visite sarà presentata in autunno alla Plenaria.

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Sospendere l'espulsione di un Cittadino Tunisino che Rischia la Tortura

Italia: Vanno rispettate le sentenze della Corte Europea dei Diritti Umani.
Il Ministro degli Affari Interni Roberto Maroni ha ordinato il 31 maggio 2008 l'espulsione di Ben Khemais, nonostante la Corte Europea dei Diritti Umani abbia chiesto la sospensione della procedura fino a che vi sia il tempo di esaminare l'appello di Ben Khemai sul rischio, in seguito alla sua possibile consegna alla Tunisia, di soffrire tortura o trattamenti degradanti proibiti. Misure cautelari richieste dalla Corte Europea, quali la sospensione dell'espulsione, rivestono carattere obbligatorio per l'Italia, e il loro non rispetto da parte del governo italiano costituirebbe una violazione della Convenzione Europea dei Diritti Umani. Lo scorso 2 giugno, la Corte Europea dei Diritti Umani ha inviato una lettera al governo italiano per raccomandargli il rispetto di tali obblighi.
La tortura costuisce un problema diffuso in tutta la Tunisia, come riportato da Human Rights Watch, e le persone detenute per accuse di terrorismo si trovano in una situazione di estremo rischio.
"Il tentativo dell'Italia di espellere Ben Khemais, sapendo che si trova a rischio di tortura, mostra la sua mancanza di rispetto nei confronti delle persone e della legge" ha affermato Judith Sunderland, ricercatrice per l'Europa di Human Rights Watch. "Ignorare le istanze della più alta autorità europea sui diritti umani non farà dell'Italia un Paese più sicuro."
Comunicato stampa Human Rights Watch Continua............
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Immigrati, l'Onu condanna l'Italia: " Politiche repressive e intolleranti"

Tratto dal corriere della sera del 05 giugno 2008
GINEVRA - Doppio attacco alla nuova normativa sull'immigrazione varata dal governo italiano. Dal Vaticano e dalle Nazioni Unite, per bocca dell'Alto commissariato per i diritti umani.
ONU - «Le politiche repressive così come gli atteggiamenti xenofobi e intolleranti contro l'immigrazione irregolare e le minoranze indesiderate rappresentano, in Europa, una seria preoccupazione». Non usa giri di parole l'Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Louise Arbour, che punta il dito proprio contro l'Italia, stigmatizzando la «recente decisione del governo di rendere reato l'immigrazione illegale» ed i recenti attacchi contro i Rom. La Arbour, intervenuta al Consiglio dell'Onu sui diritti umani riunito in sessione a Ginevra, ha affermato che «esempi di queste politiche ed atteggiamenti sono rappresentati dalla recente decisione del governo italiano di rendere reato l'immigrazione illegale e dai recenti attacchi contro i campi rom a Napoli e Milano».
IL VATICANO - Sul tema, nel frattempo, prende posizione anche il Vaticano. Ed è un giudizio simile a quello delle Nazioni Unite. «I cittadini di Paesi terzi, come cittadini comunitari - ha affermato da Nairobi il Segretario del Pontificio consiglio per i migranti, monsignor Agostino Marchetto, - non dovrebbero essere privati della libertà personale o soggetti a pena detentiva a causa di un'infrazione amministrativa». «In una recente intervista auspicavo in Italia, e non solo naturalmente, un equilibrio tra sicurezza e accoglienza - ha detto il prelato a Radio Vaticana -. Possiamo ora dilatare questo auspicio introducendo solidarietà, senso umano e giustizia». «I governi - ha spiegato l'arcivescovo - hanno la loro competenza in tutto ciò, con dialogo multilaterale, perché nessuno oggi può risolvere questioni così complesse unilateralmente».

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