ORARI DI APERTURA

Lo sportello legale dell'Ambasciata dei Diritti e l'osservatorio contro le discriminazioni sono in via Urbino, 18 - Ancona. Per appuntamenti o informazioni potete conotattarci scrivendo a ambasciata@glomeda.org

Diritto all'accoglienza

Nel corso delle varie battaglie condotte nell’ultimo anno a fianco dei richiedenti asilo costretti a dormire per strada dalla Questura che non avviava la procedura di accoglienza così come previsto dalla normativa vigente, e ai quali non veniva fatta formalizzare la domanda di protezione, avevamo promesso che avremmo fatto ricorso anche alle vie legali.

Ebbene avevamo ragione!
Il tribunale di Ancona, in risposta al ricorso presentato dall’avvocato Paolo Cognini, si è espresso con un’ordinanza chiara che obbliga la questura di Ancona di “formalizzare la ricezione della domanda di protezione internazionale entro 5 giorni dal provvedimento.”

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Stato di insicurezza


Attorno alla vicenda delle navi da ricerca e soccorso, costrette inutilmente ad approdare nel porto di Ancona, si è fatto giustamente più volte notare come questa scelta sia in evidente violazione delle norme internazionali, che l'Italia ha sottoscritto in materia di diritti umani e soccorso in mare. Ma queste non sono le uniche violazioni gravi commesse in questa vicenda, essendoci dei minori a bordo il governo avrebbe dovuto attivarsi immediatamente per disporre tutte quelle misure a loro tutela per cui esiste una normativa chiara in tal senso (Convenzione di New York sui diritti del fanciullo - Ratificata e resa esecutiva con Legge n. 176/1991;Convenzione Europea de l'Aja sul rimpatrio dei minori - Ratificata con Legge n. 396 del 30 giugno 1975; solo per citare le più importanti). Continua...

Indicare Ancona come porto di sbarco significa infierire su chi non si può difendere

E’ evidente come il governo italiano nell’assegnare il porto di Ancona alle due navi da soccorso Geo Barents e Ocean Viking volesse esporre l’equipaggio, gli armatori ed i naufraghi al pubblico ludibrio. Nelle stanze al calduccio del ministero degli interni chissà con quale sadico divertimento si sono immaginati il loro elettorato deridere e farsi beffe di clandestini e zecche costretti ad un viaggio tanto penoso quanto inutile.

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Arrivano la Ocean Viking e la Geo Barents al porto di Ancona

Ancona è in fermento per l'arrivo della Ocean Viking e la Geo Barents con a bordo migranti il cui arrivo è previsto per la prima, nella serata di oggi e la seconda nella giornata di mercoledì. Vogliono farlo passare come un evento straordinario per legittimare un operato governativo razzista, ormai insito da anni, che specula sulla vita di essere umani e criminalizza chi salva vite in mare. 

Immagine disegnata dal fumettista Nicola Gobbi 

 

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CONTRO LA CRIMINALIZZAZIONE DELLE ONG E DEI NAUFRAGH


Il porto di Ancona è stato assegnato alla Ocean Viking e Geo Barents per far sbarcare un centinaio  di persone, tra cui decine di ragazzi minorenni, soccorsi al largo della Libia; la notizia che sta velocemente facendo il giro dei media locali e nazionali in poche righe riassume il fallimento non solo (se mai ce ne fosse stata la volontà) di una politica di accoglienza, ma anche il naufragio del velleitario tentativo di tutelare i basilari diritti umani, nonché il definitivo tramonto dello stato di diritto. Continua...

Richiedenti asilo lasciati per strada


Da alcune settimane si sono intensificate le segnalazioni di diversi richiedenti asilo che recandosi presso la questura di Ancona provavano inutilmente ad accedere alla procedura di protezione internazionale.

A queste persone non è stata fatta formalizzare la richiesta e la motivazione riportata dai responsabili è stata la mancanza di posti disponibili nel sistema di accoglienza gestito dalla Prefettura di Ancona. Questa situazione fuori dalla legge, continua da tempo e alle varie segnalazioni già presentate ai due enti otteniamo come risposta solo il rimpallo delle responsabilità. Che di seguito vogliamo sottolineare.

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Festival FRONTIERE E RESISTENZE


Prima edizione del festival ideato dall'Ambasciata dei Diritti e la Cupa ad Ancona... film, libri, incontri, dibattiti, cene tradizionali e tanto altro! 

 Abbiamo immaginato un festival che nasce dal basso, che dopo due anni di pandemia e con lo scoppio della guerra in Ucraina, potesse riaprire una discussione su cosa siano le frontiere e quali e quante forme di resistenza si possano praticare per rivoluzionare un mondo che non funziona. Un mondo pazzo che sfrutta tutte le risorse ambientali e corre verso la propria distruzione, un mondo che differenzia in prima e seconda classe chi fugge dalle guerre, un mondo che sfrutta i più deboli. In questo pazzo mondo vogliamo fare una chiamata per chi come noi vuole cambiare la realtà e iniziare insieme la rivoluzione.
Quindi partiamo da qui: "Frontiere e Resistenze" è il festival ideato da AMBASCIATA DEI DIRITTI MARCHE e La Cupa Spazio Autogestito con l’obiettivo di promuovere film, incontri, conferenze, storie e punti di vista sui temi delle frontiere e dei modelli di resistenza e lotta.
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Exit Project


Exit project/Strategie dal basso per un’uscita reale dalla crisi e’ un percorso gia’ in atto che si esprime in due date pubbliche—Domenica 10 Aprile online e Domenica 8 Maggio con un’assemblea in presenza a Civitavecchia — e che accomuna lavoratori e lavoratrici Ex Gkn di Firenze, di Civitavecchia, dell’ex Ilva di Taranto e della marchigiana Caterpillar, e comunità resistenti di Per il clima fuori dal fossile.

La falsa dicotomia fra lavoro e ambiente è stata da sempre rappresentata come un’alternativa obbligata, senza uscita, una contraddizione che non era possibile superare.

Nelle occasioni di discussione e confronto che la Campagna Per Il Clima Fuori Dal Fossile ha promosso negli ultimi mesi questo tema è diventato oggetto di una riflessione collettiva alimentata dalla relazione fra gli attivisti per la giustizia climatica e le realtà autorganizzate di lavoratrici e lavoratori, da Taranto a Civitavecchia, da Jesi a Firenze.

Nasce da questo percorso condiviso l’intenzione di aggredire il nodo di questa falsa dicotomia e sperimentare insieme un suo superamento.
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Parte la Carovana ‘Madres 2022’

Dalle Marche due compagne prenderanno parte alla Carovana verso l’Argentina organizzata dall’Associazione Kabawil-el otro soy yo.
Sono 13 attiviste e attivisti provenienti da Milano, Roma, Ancona, Rieti, Chieti e Pescara che durante il viaggio si confronteranno con realtà sociali, economie di mutuo soccorso e solidali, produzioni autogestite e culture indipendenti, per costruire nuove connessioni che possano permettere in questo presente di guerra e miseria di creare nuove opzioni di trasformazione contro il sistema capitalista finanziario, estrattivista, patriarcale che sta distruggendo il pianeta.

Finalmente dopo 3 anni di fermo causa pandemia Covid, si torna a Buenos Aires per i 45 anni dalla prima ronda de Las Madres de Plaza de Mayo.
Il gruppo parteciperà alle manifestazioni di lotta in programma dal 26 aprile al 30 aprile 2022 tra Buenos Aires e La Plata.
La storia di terrore e morte iniziata il 24 marzo 1976, con il golpe militare che destituì il governo argentino eletto, durò fino al 1983, registrando 30.000 desaparecidos, e non si è ancora chiusa.
I militari hanno perseguitato chi si opponeva al sistema capitalistico, chi faceva solidarietà nei quartieri più poveri, chi era militante politico. A loro Las Madres hanno opposto disperazione e amore per tutti i figli desaparecidos, e da queste due parole nacque la scintilla da cui scaturì la forza di unirsi per affrontare e sfidare l’apparato repressivo più imponente della storia del Paese
Dopo 45 anni, oggi si scende ancora in piazza per chiedere verità e giustizia nei confronti di chi è stato responsabile e complice del sequestro, della tortura e della sparizione di tante persone.
In questi anni di lotta, le Madri sono intervenute in diverse situazioni di conflitto e di violazione dei diritti, diventando uno dei principali riferimenti nel campo dei diritti umani su scala nazionale, regionale e internazionale. La loro causa infatti non si limita alla ricerca della verità sui familiari spariti, ma si è ampliata ed è ora una lotta per la liberazione delle donne, il rispetto della natura, della libera determinazione della persona.

Intervista a Ulisses Gorini www.glomeda.org  

Intervista a Neka referente Centro Salute www.glomeda.org

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Per i profughi ucraini l’elemosina, per le famiglie ospitanti nulla, per tutti gli altri solo discriminazioni


Per i profughi ucraini l’elemosina, per le famiglie ospitanti nulla, per tutti gli altri solo discriminazioni
Una lettura critica delle misure previste nel DPCM 28 marzo.
 

Con il DPCM del 28 Marzo 2022 (ad oggi non ancora pubblicato in Gazzetta Ufficiale) e l’ordinanza della protezione civile (Ocdpc n. 881 del 29 marzo 2022) si delineano i contorni delle misure che il governo italiano ha pensato per l’accoglienza delle persone provenienti dall’Ucraina.

Il Capo Dipartimento della Protezione Civile Fabrizio Curcio ne annuncia col petto gonfio di orgoglio le direttrici, rispondendo infastidito a chi chiedeva lumi sulla tempistica dei vari provvedimenti.

Il fatto che la Protezione civile svolga in questo momento un ruolo importante, che non si limiti soltanto alla gestione logistica dei profughi, ma che sia parte integrante delle scelte “politiche” e tecniche (Ulteriori disposizioni urgenti di protezione civile per assicurare, sul territorio nazionale, l’accoglienza, il soccorso e l’assistenza alla popolazione in conseguenza degli accadimenti in atto nel territorio dell’Ucraina), rappresenta una novità non di poco conto.
Novità che andrebbe salutata positivamente poiché finalmente la questione legata ai richiedenti asilo (in senso lato) non viene più trattata come un problema meramente di ordine pubblico e poliziesco dal Ministero dell’interno, ma assume una connotazione leggermente diversa. Purtroppo non ci troviamo ancora di fronte ad una completa sottrazione dalla burocrazia di Questure e Prefetture per avvicinarsi ad altri uffici amministrativi, infatti lo stesso Curcio ha più volte ribadito la sinergia con le prefetture e tra i relatori della conferenza stampa ha voluto il prefetto Francesca Ferrandino.

Nel rincorrersi di decreti ed ordinanze la confusione regna sovrana, e se non fosse stato per un interessantissimo webinar organizzato dalla cooperativa sociale Dedalus con l’avvocato Salvatore Fachile come relatore, staremo ancora cercando di districarci tra mille quesiti.
Cerchiamo quindi di illustrare in modo esaustivo la questione rispondendo alle domande che in molti si stanno facendo.

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26 Marzo, cronaca di una giornata insorgente


"Difficile provare a numerarle, talmente ampio e lungo è stato l’itinerario di questa giornata resistente che si è ripresa il cuore di uno spazio urbano che si vorrebbe ostaggio di un decoro addomesticato per profitto.
‘Fine del mondo, fine del mese / Stessi colpevoli, stessa lotta’ attraverso la suggestione mutuata dai jilets jaunes d’oltralpe, i centri sociali delle Marche provano a segnalare l’altezza delle sfide che pone questo presente di guerra e miseria. Dopo la giornata di sabato sarà importante misurare quella disposizione collettiva a delineare traiettorie di convergenza che riescano a spingere in avanti ed allargare quello spazio di possibilità aperto al conflitto e a nuove opzioni di opposizione e trasformazione. Ma in questo presente di guerra e miseria sono proprio giornate come quella di sabato a tenere aperto quello spazio e ad incoraggiare l’ambizione collettiva a invertire la tendenza.
Centri Sociali Marche
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