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Impianto Trattamento Rifiuti Ancona - Le nostre proposte di modifica

In data 08 ottobre abbiamo provveduto ad inviare la lettera di seguito riportata a Agenda 21 Locale e per c.c. all'Assessore alle Aziende partecipate - Pierfrancesco Benaducci, all'Assessore all'ambiente della Provincia di Ancona - Marcello Mariani, al Direttore Generale del Consorzio Conero Ambiente - Claudio Pacchiarotti, al Direttore Generale di Anconambiente - Giuseppe Tommaso Sanfilippo e al Direttore Generale del Consorzio CIR 33 - Laura Filonzi

Con la presente, la scrivente associazione contesta la scelta di Conero Ambiente relativa alla tecnologia di trattamento e alla taglia dell’impianto al servizio del bacino 1 della provincia di Ancona e suggerisce di optare per tecnologie alternative volte al recupero e riciclaggio dei materiali.

L’impianto proposto da Conero Ambiente, che prevede la tecnologia cosiddetta “a biocelle”, è stato presentato, seppur in assenza di un progetto industriale, in occasione dell’ultimo incontro (7 febbraio 2008) dell’Agenda 21.

In particolare si contesta la tecnologia scelta cosiddetta “a biocelle”, relativamente al trattamento del residuo indifferenziato, e l’ipotesi di produrre combustibile da rifiuto (CDR), per i seguenti motivi:

  1. si spenderanno risorse pubbliche pari a circa 14 milioni di Euro senza rispettare le priorità indicate dalla normativa europea in tema di gestione di rifiuti. La tecnologia scelta è infatti volta a trattare l’indifferenziato al fine di produrre CDR destinato all’incenerimento e altre grandi quantità di residui la cui destinazione, dato il loro scarsissimo valore sul mercato, sarà probabilmente la discarica. Il CDR è composto da materiali che potrebbero essere riciclati, anziché bruciati. Produrre CDR significa rinunciare al riciclaggio e rinunciare anche a ogni politica di riduzione, in quanto gli inceneritori hanno bisogno di un flusso ingente e costante di rifiuti;
  2. tale tecnologia non permette quindi di recuperare risorse destinate al riciclaggio che la normativa europea considera prioritario rispetto all’incenerimento e alla discarica;
  3. la tecnologia scelta ha un maggior impatto negativo sull’ambiente e sulla salute rispetto ad altre alternative. La produzione di CDR si inserisce infatti nella filiera di gestione dei rifiuti volta all’incenerimento degli stessi. L’incenerimento dei rifiuti produce sostanze tossiche e nocive, sia in termini di polveri che di ceneri, con effetti dannosi per l’ambiente e la salute delle persone. Si spenderanno risorse pubbliche per trasformare i rifiuti in ulteriori rifiuti più pericolosi come ceneri, fumi tossici, acque inquinate, diossine e nanoparticelle cancerogene. Una volta prodotto, il CDR va smaltito per legge esclusivamente mediante incenerimento ai sensi dell’art. 6 D.Lgs. 36/2003;
  4. la tecnologia scelta si inserisce in una filiera che recupera molta meno energia rispetto ad altre alternative. L’incenerimento dei rifiuti rappresenta infatti uno spreco di energia in quanto distrugge risorse preziose che andrebbero riciclate. Il vero recupero di energia si ottiene con la riduzione della produzione, il riutilizzo e il riciclo dei rifiuti. Con tale impianto si manderanno in fumo o si seppelliranno per sempre risorse preziose per le future generazioni;
  5. anche nell’ipotesi in cui l’impianto non sia dotato della linea di produzione di CDR, si andrebbe a realizzare un impianto non funzionale al recupero delle risorse, in quanto il residuo del trattamento andrebbe quasi integralmente smaltito in discarica. In questo modo il fabbisogno delle discariche risulterebbe elevato e non compatibile con le scarse volumetrie disponibili.

Si evidenzia inoltre che in occasione dell’Agenda 21 era stato dichiarato da Conero Ambiente che la scelta della produzione di CDR era ancora sospesa, tanto che erano stati presentati 2 scenari: con e senza produzione di CDR. A fronte di questo, nello studio di approfondimento delle aree idonee alla localizzazione (21 maggio 2008) è stata assunta come data l’ipotesi di produzione di CDR, che appunto non condividiamo. Chiediamo quindi ai soggetti in indirizzo una risposta formale e scritta in merito alla scelta di produzione di CDR.

Si contesta inoltre la taglia dell’impianto stesso in quanto il diagramma presentato da Conero Ambiente riporta l’ipotesi di raccolta differenziata a monte pari al 60%, quindi fuori legge. La normativa vigente prevede infatti il raggiungimento di un obiettivo MINIMO di 65% entro il 2012. Considerato che oggi non esiste nemmeno un progetto definitivo dell’impianto, è altamente improbabile ipotizzarne l’entrata in esercizio entro il 2012, quindi a quella data si avrebbe un impianto nuovo già “fuori legge”.

Per superare questa situazione si suggerisce di rivedere entrambe le scelte relative alla tecnologia e alla taglia dell’impianto.

Relativamente alla taglia dell’impianto occorre tenere conto di una raccolta differenziata a monte pari o superiore al 65%. La scelta della taglia dovrebbe inoltre tenere in considerazione il fatto che è imminente l’unificazione dei due bacini, per cui si potrebbe ipotizzare di realizzare un unico impianto al servizio dell’intera provincia.

Relativamente alla tecnologia, non sono state prese in considerazione e valutate altre ipotesi volte a recuperare ulteriori frazioni di rifiuti come fanno già altri impianti in Italia, come ad esempio quello di Vedelago in provincia di Treviso che dal trattamento dell’indifferenziato residuo produce un materiale destinato all’edilizia. In generale non sono state prese in considerazione le tecnologie di trattamento “a freddo” che permettono di intercettare frazioni dal residuo da inviare a riciclaggio. A tale proposito, si evidenzia inoltre che il Consiglio del Comune di Ancona ha approvato recentemente una deliberazione (n. 61 del 19 maggio 2008) che impegna la Giunta, tra l’altro, a “dare mandato al consorzio Conero Ambiente di effettuare uno studio di fattibilità sulla tipologia di impianto definito TMB (trattamento biologico meccanico) da aggiungere agli studi già effettuati, di cui vorremmo essere informati”.

A questo ultimo proposito ci rendiamo disponibili a fornire contatti e informazioni utili per la valutazione delle tecnologie di TMB.

In attesa di un riscontro alla presente porgiamo cordiali saluti.

AMBASCIATA DEI DIRITTI - ANCONA

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